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Non ci sono ricascata

Avevamo problemi economici, ho abortito. E stavo per rifarlo, ma poi l’ho fatto nascere

Ven 25 Ott 2013 | di Patrizia Lupo | Bambini
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Sono arrivata in Italia diversi anni fa insieme a mio marito. Avevamo bisogno di lavorare e lui ha lasciato l’università e i suoi sogni di diventare un ingegnere. Venire qui non era come ci immaginavamo, i primi tempi sono stati duri e ci siamo dovuti adattare a qualunque tipo di lavoro.
I problemi economici non sono mancati, per questo mi sono trovata costretta a praticare l’aborto, anche se avrei tanto desiderato avere un bambino. Le cose col passare del tempo si sono aggiustate e quando sono rimasta incinta di nuovo abbiamo deciso di comune accordo con mio marito di avere questo figlio. Per pagare un affitto più basso eravamo andati ad abitare in provincia, in una zona dove però non c’erano asili nido. Pur di non perdere il lavoro portavo mio figlio in un centro molto distante da casa mia e, con l’acqua e con il sole, spingendo quel passeggino, prendevo diversi autobus per arrivare all’asilo e poi correre al lavoro. Lo ricordo quel periodo pieno di sacrifici di questo tipo. Il secondo figlio è arrivato in un momento di cambiamenti per la nostra famiglia. Mio marito aveva appena iniziato una nuova attività e il guadagno era ancora poco. Proprio in quei giorni, in cui stavamo decidendo cosa fare, arrivò inaspettata l’ingiunzione del pagamento di una grossa somma ad un ente che non sapevamo di dover pagare. Un colpo, che ci ha preso allo stomaco e tagliato le gambe in un attimo. Ci siamo sentiti persi e, anche se molto combattuti, abbiamo deciso di abortire. Quella mattina quando stavo andando in ospedale ero molto combattuta, perché mi sentivo costretta a fare qualcosa che non volevo fare. Sono entrata in sala operatoria con questo dolore dentro e quando mi sono stesa sul lettino ho iniziato a piangere, perché non volevo. Mi hanno detto di pensare bene a quello che stavo facendo. Così sono andata via quasi fuggendo. Passato qualche giorno ho incontrato per caso una persona che mi ha parlato del Segretariato per la Vita, un centro dove aiutano le mamme che aspettano un bambino e che si trovano in difficoltà. Mi sono rivolta a loro con la speranza di ricevere un aiuto che mi permettesse di accogliere mio figlio.
E così è stato, ho ricevuto aiuti che mi hanno sostenuto fino a che il mio bambino ha compiuto un anno. I nostri problemi non si sono risolti subito e, come per tutte le cose, ci è voluto pazienza e tempo… Dopo questa esperienza però posso dire che io e mio marito siamo cresciuti, che per noi è una gioia immensa avere i nostri due figli.
N.R. 


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