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Stop giochi, stop crisi!

La soluzione alla crisi è semplice, ma la casta non la vuole e imbavaglia i media

Ven 25 Ott 2013 | di Alberico Cecchini | Editoriale

Oggi l’azzardo è la terza industria del nostro Paese, quasi 100 miliardi l’anno! (L’Imu sulla prima casa era di 4 miliardi). Ma, a differenza degli altri settori, non arricchisce quasi nessuno, anzi, ci sta impoverendo tutti: sottrae ricchezza vera alle famiglie senza creare posti di lavoro e senza generare adeguati introiti fiscali.
Inoltre, favorisce il riciclaggio di capitali sporchi e l’usura. Un disastro completo ad opera della casta che è quasi un tutt’uno con i pochi che stanno accumulando imperi d’incalcolabile valore. Solo uno dei 10 concessionari di slot ha un fatturato superiore alla Fiat. Tutto documentato: basta informarsi. Siamo il Paese al mondo con la spesa pro capite per l’azzardo più alta e questa immensa distorsione dell’economia basta da sola a giustificare la differenza di crescita della nostra economia rispetto alla media degli altri Paesi europei.
Ma, se vietiamo ogni gioco da un momento all’altro, l’Italia si ritrova inondata di quasi 50 miliardi di euro all’anno che ritornano in circolazione nell’economia reale e portano subito posti di lavoro, il Pil in positivo e lo spread che si sgonfia, con un risparmio di altri 20/30 miliardi. Questa è una soluzione immediata, indolore, efficacissima. Altro che lacrime e sangue.
Non vi fidate di me? Chiedete ai veri economisti. Quindi non a quelli legati alla casta.
Perché questa soluzione non viene attuata, è ovvio: larghe intese per larghe scommesse. Quasi nessuno, tra l’altro, ne è a conoscenza, perché i giornali e i tg principali sono controllati dalla casta. Noi no e non accettiamo neanche la loro pubblicità. 
Passate parola su Facebook o Twitter: se tutti la conoscono questa grande vergogna finisce. STOP GIOCHI, STOP CRISI!


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