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Il lavoro più bello (e duro) del mondo

Intervista a Giacomo Fagiolini, 25 anni, che ci spiega cosa vuol dire essere Promotore di Sviluppo di Vita e Missione

Ven 25 Ott 2013 | di Alessandra Manni | Attualità
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Cosa ti ha spinto a diventare Promotore di Sviluppo di Vita e Missione?
Il grande rapporto con
P. Angelo, che considero mio padre, perché è stato l'unico a partecipare ed a rispettare la mia vita. Io ho sempre lottato fermamente per esprimere quello che sentivo, ma sempre mi sono scontrato con tante persone che mi ritenevano pazzo, perché ricercavo cose profonde e non le solite banalità. Al liceo mi ricordo che combattevo contro due fronti: da una parte i professori e la società con i loro schemi e precetti, che ci volevano tutti omologati; dall'altra parte la droga, utilizzata dai più per ribellarsi da tanta oppressione, ma in modo cieco e non rispettoso della vita. Il sostegno di P. Angelo ha permesso che l'unicità, l'irripetibilità, la meraviglia della mia vita finalmente fiorisse in modo sano, aiutandomi nel mio inconscio a liberare me stesso ed esprimerlo in quello che facevo, partendo dal rispetto per me stesso.
Cosa ti ha aiutato a sperimentare questo rispetto?
Un grande aiuto è stata la Scuola di Sviluppo di Vita e Missione di Italia Solidale, perché
P. Angelo condivide in questi incontri i suoi 54 anni di impegno concreto nel vedere le persone entrare nella loro storia e trovare sempre una completezza per ogni vita. Poi la musica e la poesia dei grandi autori, da Dante a Bruce Springsteen, ma soprattutto suonando e cantando le mie canzoni e andando in missione in Kenya, Africa, e in Lombardia.
E tutta questa esperienza di formazione personale ti ha preparato per la missione?
Sì, perché la cosa diversa di Italia Solidale – Mondo Solidale è che in missione non si va ad insegnare, ma si va umilmente a comunicare un'esperienza personale di rifioritura di vita. Io ho raccontato loro come la mia vita fosse cambiata grazie alla cultura di vita di Italia Solidale e loro, gli africani, con la loro semplicità e la loro predisposizione d'animo, hanno subito colto l'importanza di vedere e liberare la propria vita, insegnandomi molto su questo.
Quali realtà trovi in Kenya?
Mi trovo ad affrontare una cultura millenaria ricchissima del popolo Masai e del popolo Makanga: il primo è famoso perché uccide i leoni, il secondo perché sono cacciatori, quindi persone forti che hanno una storia di forza e di profonda ricchezza alle spalle. Purtroppo, però, soffrono di tradizioni radicate di mancanza di rispetto del valore della persona, del bambino e soprattuto della donna. Soprattutto per i giovani non è facile, perché cercando di scappare dalle realtà rurali, si ritrovano nelle baraccopoli, tra povertà, degrado, violenza, prostituzione e malattie: l'80% dei bambini ha l'AIDS. Però, quando passi loro questi contenuti di vita, attraverso una testimonianza vera di rinascita, i frutti sono tanti. Per esempio, le donne Masai stanno recuperando il loro valore, mettendo in riga i mariti, e le famiglie rifioriscono, molto più facilmente che qui in Italia.
Come è la tua esperienza in Lombardia?
In Lombardia ho incontrato un popolo meraviglioso, tutto il contrario degli esempi politici che mostrano solo il lato più brutto e corrotto di questa regione. Io ho fatto incontri strepitosi con il meglio della Lombardia, persone umili che hanno a cuore i bambini. Purtroppo però soffocano nello smog, negli schemi che si sono autoimposti, nel lavoro, tutto sui soldi e sul potere. I giovani gridano aiuto e proprio per questo io, come tanti altri Promotori di Vita di Italia Solidale, andiamo anche nelle varie regioni italiane a proporre questa base di vita, condividendola in piccole comunità e salvando i bambini. In questo modo, ci si dà una mano ad essere umani, forti e solidali, come siamo tutti per creazione.
Questo percorso cosa ti ha aiutato a scoprire?
Che la mia vita era falsa, io ero falso. Anche se avevo una mia band, scrivevo canzoni, avevo la ragazza, la musica, era tutta un'imitazione dei grandi gruppi musicali e la mia relazione era un disastro, la mia ragazza non la rispettavo, era solo un mio accessorio, un trofeo da mostrare e da sfruttare per i miei bisogni, non mi incontravo mai autenticamente con lei. Solo grazie a questa profonda relazione di rispetto con P. Angelo sono riuscito a toccare la mia vita e fare dei passaggi concreti  che mi hanno portato ad esprimermi veramente e quindi scrivere le canzoni con le mie parole, cantare con la mia voce, e cominciare così a rispettare le ragazze. Infatti adesso, dopo aver riscoperto prima di tutto la mia vita e averla raccontata nel mio libro “Sei Tu” (edito da Italia Solidale) ho conosciuto una ragazza, Patrizia, che, dopo aver letto il mio libro, mi ha voluto incontrare e adesso è diventata la mia fidanzata. Le dico sempre che lei è la mia prima ragazza, a lei ho dato il mio primo bacio e solo con lei ho fatto esperienza di un incontro autentico, ricco e di scambio. Io non mi sento migliore di nessuno, ma avendo trovato di più me stesso e la mia vita adesso posso incontrarmi in maniera più vera con quella degli altri ed essere Promotore qui e in Africa.
Cosa vuoi dire ai tanti giovani come te?
Io consiglio vivamente a tutti i ragazzi, e non solo, di contattare l'associazione, partecipare alla scuola, leggere il mio libro e quello di
P. Angelo “Uscire da ogni inganno”, per vedere e sperimentare che è possibile esprimere veramente se stessi, in modo libero senza alcuna maschera, e ritrovare la propria vita.
Vorrei che tutti facessero come il mio grande amico africano July, che la prima volta che mi ha visto è scappato per la paura, ma quest'anno, quando sono tornato nella missione dove vive,  è stato il primo a corrermi incontro, con due occhi pieni di vita, dicendomi che non aveva più paura di me. Il bambino July mi ha insegnato due cose: la prima è che tutti hanno bisogno di superare le proprie paure ed essere se stessi; la seconda è che tutti si meritano di vivere queste esperienze, non solo io, perché è un bisogno naturale dell'uomo avere profondi incontri di vita e profonde amicizie, come la mia con il bambino July.    

 


La formazione

La scuola parte da sabato 9 novembre 2013 e dura quattro anni, sono 3 lezioni al mese che si possono seguire anche tramite internet, ma almeno una volta al mese è richiesta la presenza in sede. Sarà poi possibile partire per i viaggi missionari, ma solo dopo una preparazione che una dedizione tanto grande richiede. Per informazioni Italia Solidale 06.68.77.999


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