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Dal talk show allo stalk show

Programmi insulsi e senza rispetto? Basta usare (bene) il telecomando

Ven 25 Ott 2013 | di Francesco Buda | Media
Foto di 8

Abbiamo in mano il potere di farci rispettare, di non subire lo stillicidio della tv anti-persona, lo stalking quotidianamente irradiato attraverso il piccolo schermo. “Perché sopportiamo che su tutte le reti i ragazzi vengano bombardati da immagini violente?”, si domandano su Il Telespettatore, l'informatissimo e valido mensile dell'Aiart (Associazione Spettatori Onlus), la prima e più diffusa associazione di utenti dei media in Italia. E hanno ragione. In tutte le fasce orarie la tv esala gas che inquinano, sparsi nelle nostre case fin dentro le camerette di bambini e ragazzi.

QUANTI GENITORI LO SANNO?
In tv l'epidemia di contenuti stupidi e morbosi, guardoni e violenti, sembra inarrestabile. Se poi il target, cioè il bersaglio, è quello dei bambini e dei giovani allora impazza la fantasia malata. Non c'è letteralmente limite ai messaggi e ai format che esprimono solo negatività ed immaturità contrarie alla dignità e alla bellezza. E li fanno passare come se quella fosse la normalità. Perché mostrare all'ora di cena un killer malato mentale che mangia il fegato di un'altra persona? È una classica scena di “Hannibal”, il nuovo psico-morbo-thriller in onda su Italia Uno. E i continui litigi su tutti i canali?
Sullo scorso numero di Acqua & Sapone abbiamo parlato di programmi trasmessi su MTV, come Geordie Shore o Prof Sex, impregnati di non senso e assenza di figure positive. Sballo e relazioni disturbate, giovani incapaci di sostenere un benché minimo scambio normale. Solo negatività, persino nei cartoni animati. Il divertimento è presentato come autodistruzione, il dialogo come reciproco turpiloquio e incomunicabilità. Ragazzi e ragazze che si valutano solo per l'apparenza, devoti al piacere e al materialismo, che si usano, abusano e consumano a vicenda. Sempre insoddisfatti. Quanti genitori lo sanno? Quanti hanno mai realizzato che dietro la scusa della giovanilità o della musica, dell'intrattenimento e della leggerezza, la mattina, nel pomeriggio e in prima serata i figli sono esposti ad una debordante deriva di violenza ed a indegne distorsioni della realtà? Ci accorgiamo che qualcosa non va? «Se la mamma pensa di mettere il bambino davanti alla tv perché crede che così non si faccia male, si sbaglia di grosso: guardando la tv si può fare più male che se scorrazza in cortile o per strada!», dice Luca Borgomeo, Presidente dell'Aiart. Stanco del muro di gomma politico-istituzionale intorno alla tv irrispettosa e violenta, si è dimesso a marzo da presidente del Consiglio nazionale degli utenti, l'organismo in seno all'Agcom, il presunto “garante” in materia di telecomunicazioni. «Le mamme prima di mandare il figlio a scuola si informano su come sono gli insegnanti, ma quanti genitori, invece si preoccupano di guardare cosa vede il figlio in tv?», insiste Borgomeo.

VIOLENZA MARKETING

Moltissime ricerche scientifiche documentano che certi programmi disturbano fino a creare danni nei bambini e nei giovani, portandoli fuori dalla realtà vera, allontanandoli dalla loro anima, contribuendo ad accentuare atteggiamenti violenti e a creare una visione materialistica e falsa delle persone, del mondo e delle relazioni. Il litigio, lo sfruttameno del dolore, la mediocrità, la morte sono i pilastri di queste costruzioni falsificanti. Questa profonda volgarità non offende la cosiddetta “morale”, è peggio: fa male all’interiorità, al nostro naturale bisogno di bellezza ed armonia. «La funzione della tv è solo mercantile, per fare soldi e affari. Il metro di misura non è la qualità, ma la quantità di ascolti per vendere la pubblicità – denuncia Luca Borgomeo –, e gli ascolti li stabiliscono non con strumenti pubblici, ma con l'Auditel, in mano a Rai, Mediaset e ai pubblicitari. La tv è un far west, non ci sono regole o quelle poche che ci sono non venogno rispettate, l'Auhority non sanziona quasi mai, più attenta alle esigenze delle emittenti, in particolare Mediaset, che a quelle degli utenti. La tv è strumento di potere politico ed economico. I membri dell'Agcom sono nominati dalla politica (ora sono 2 di Forza Italia e uno Udc): le pare che possano avere autonomia di giudizio? Non è una valutazione politica o ideologica, ma è una dato oggettivo. Questa confusione di potere politico, mediatico, pubblicitario e finanziario è la principale causa del degrado della tv italiana. Violenza, poi, non è solo quella che mostra fatti di sangue, guerre o atti criminosi, ma anche affermare disvalori come il razzismo, o l'esaltazione della furbizia di chi non paga le tasse, dello spergiuro, del cafone, del mediocre. Ultimamente, su Canale 5, hanno addirittura dato una fiction su Pupetta Maresca, spietata donna di camorra presentata come personaggio positivo, un'eroina».

LA BOLLA DEI BOLLINI ROSSI
Allo sfregio si aggiunge l'ipocrisia. Avete presente i bollini rossi sui programmi “sconsigliati ai minori”? Uno tra tutti, tanto per intederci, il nuovissimo morbo-psico-thriller “Hannibal”, il cannibale serial killer di giovani donne. In prima serata, il giovedì, te lo mostrano che mangia il fegato di una persona e si pulisce la bocca dal sangue, e poi mutilazioni, spari, scheletri, allucinazioni, espianti di organi e vittime scuoiate. Solo morte e personaggi profondamente disturbati. Ma c'è il bollino rosso, buon appetito. Ma a chi vogliono darla a bere? Ti infango, ma te lo dico prima. Che senso ha? Un misto tra il condono e la polpetta avvelenata. Ti contamino, però te lo dico. Come sanno anche, e soprattutto, i bambini, il bollino rosso ha l’effetto contrario: attrae di più, anziché allontanare.
Ammettono infatti di guardare i programmi con bollino rosso un bimbo su due (il 26,5% da soli) - spiega una ricerca Eurispes Telefono Azzurro - e 9 adolescenti su 10, dei quali circa il 68% lo fa senza adulti accanto.
“Attenzione: questo programma contiene un linguaggio forte”, avverte MTV prima di ogni episodio del pruriginoso e unto reality “Geordie Shore”, in onda mattina, pomeriggio e in prima serata. Una martellante galleria di insulti e gente vuota riempita di alcol che vomita. E se sono lucidi, non sanno far altro che litigare, fissarsi su cose materiali ed evitare il più possibile di esprimere un po' di bellezza. “Prof Sex”, altro format “educativo” della stessa rete, si apre ogni volta dicendo  “Attenzione: questo programma contiene un linguaggio forte e riferimenti sessuali che potrebbero essere considerati offensivi” e segnalando che “potrebbe urtare la vostra sensibilità”. Ma davvero gli interessa la nostra sensibilità e quella dei giovani? Davanti a centinaia di studenti dei college americani, l'esperto spiega che è normale ogni tipo di carnalità, qualunque perversione, che quel che conta è il piacere e usare il corpo. Quel che conta è usare il profilattico e godere. Offensivo? No, banale e falso. Il sesso è una cosa stupendamente più bella e profonda. E ridurlo così è una violenza. E lo stalking televisivo che si camuffa con certe ipocrite avvertenze e bollini vari è peggio del moralismo bacchettone.

DIFENDERSI È FACILE, COME CAMBIARE CANALE
Contro programmi che attaccano la dignità della persona sono in corso una decina di procedimenti giudiziari penali nei confronti di Rai e Mediaset avviati dall'Aiart Onlus. Ad esempio, contro il programma “Fisica e Chimica”, in onda all'una di pomeriggio su Rai 4, anch'esso incentrato sul materialismo nelle relazioni. «Valorizzava aspetti deteriori degli studenti», dice Borgomeo, che recentemente ha citato in giudizio anche “Trono di Spade” (su Rai 4 e Sky Cinema), la serie intrisa di violenze carnali, sangue e bestialità, di cui abbiamo parlato lo scorso numero. Ma ognuno può essere avvocato di se stesso e giudice: basta premere il pulsante giusto sul telecomando. È lo strumento più temuto dai boss dei media. Cambiando canale, possiamo far crollare lo share e dunque far chiudere i programmi. Perdere pubblico, diventare antipatici al bersaglio degli spot significa perdere i contratti pubblicitari. E dunque perdere clienti, cioè soldi. Lo dimostra il putiferio mediatico scatenato ultimamente dalle dichiarazioni di Guido Barilla. Il presidente della multinazionale alimentare si è visto costretto a chiedere scusa, dopo aver detto «Non faremo pubblicità con omosessuali, perché a noi piace la famiglia tradizionale. Se i gay non sono d'accordo, possono sempre mangiare la pasta di un'altra marca». Subissato di critiche e proteste, ha spiegato che «Barilla nelle sue pubblicità rappresenta la famiglia, perché questa accoglie chiunque, e da sempre si identifica con la nostra marca», esprimendo «massimo rispetto per gli omosessuali e per la libertà di espressione di chiunque». Dunque potrebbero sollevarsi anche i disabili, i brutti o gli obesi oppure le famiglie di colore, perché non si vedono mai nelle pubblicità. Cosa succede se i telespettatori si ribellano ai programmi insulsi? Cosa succede se mamme e papà prendono posizione contro lo stalking televisivo che molesta i loro figli?

 


BELVE CHIUSE (E DENUNCIATE) ALLA PRIMA PUNTATA

«Testa di merda! Ma ti piscio in testa», ruggisce Vittorio Sgarbi contro il conduttore Giuseppe Cruciani, che ha fatto fortuna sulla radio della Confindustria con insulti e parolacce. «è uno stronzo qualunque... lo stronzo è stronzo e qua comando io... ti spacco la testa io... – lo apostrofa ancora Sgarbi –, sei un povero coglione, sei un coglione fatto e rifatto e ti piscio in testa... non rispettano la gente, non vanno rispettati. Vanno mandati a cagare!». E all'altro conduttore, David Parenzo: «Fatti i cazzi tuoi», invitando una ragazza a dare «una sberla a questo stronzo». E poi ad Alba Parietti: «Non me ne importa un cazzo neanche di te, non rispettano la gente e vanno mandati a cagare! Voglio che ti dicano che sei una troia». È accaduto nella prima (e ultima) puntata di “Radio Belva”, su Rete 4. Parenzo e Cruciani, conduttori della trasmissione “La zanzara” su Radio 24, non hanno avuto rispetto per i vivi e neanche per i morti. Il loro programma flop su Rete 4 è stato chiuso subito dopo la prima puntata per la sua volgarità che non ha interessato il pubblico. In questa unica puntata è stata ritrasmessa una veccha intervista ad un uomo approcciato casualmente sulla strada, Rocco Fortunato, morto però ben sette anni fa. Nell'intervista l'uomo viene sbeffeggiato, perché non conosceva il significato della parola “eterosessuale”. Bruno Fortunato, figlio dell'uomo, ha annunciato di voler denunciare Mediaset.

 


BIMBI ITALIANI: PIÙ TV DEGLI ALTRI IN EUROPA

I bambini non hanno mai consumato tanta televisione quanto adesso. Lo rivela il Report Kids Tv di Eurodata Tv Worldwide. E i piccoli italiani, con quasi tre ore al giorno davanti al televisore, hanno il record tra i 5 Paesi (Francia, Italia, Germania, Regno Unito e Spagna) analizzati. Il consumo medio quotidiano è invece di 2 ore e 14 minuti, mentre per i bimbi in Italia è di 2 ore e 49 minuti (7 minuti in più rispetto al 2012). I coetanei tedeschi, invece, guardano la tv un'ora e 33 minuti al dì. I programmi preferiti sono i cartoni animati (60% dei programmi visti). Ma c'è da stare attenti: spesso sono violenti e possono turbare.

 


“CHI L’HA VISTO?” CONDANNATO

«Nessun giornale lo ha detto: il programma “Chi l'ha visto?” è stato condannato dall'Agcom a pagare 100mila euro di multa dopo aver mandato in onda, alle 9 di sera, il video shock del bambino di Cittadella (Pd) conteso tra i genitori, strattonato, trascinato letteralmente a terra con la forza e prelevato direttamente da scuola dalla Polizia. I grandi giornali non lo hanno detto, perché la tv è molto potente ed è forte l'intreccio di poteri e i direttori di giornali e i giornalisti si guardano bene dal dare certe notizie e dall'inimicarsi certi poteri», racconta Luca Borgomeo presidente dell'Aiart, associazione spettatori onlus.


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