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Dario Vergassola: Sono nato così

Vergassola e le sue interviste impossibili al “Kilimangiaro” con Licia Colò

Ven 25 Ott 2013 | di Angela Iantosca | Interviste Esclusive
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Dissacrante, ironico, spietato. Dario Vergassola è l’intervistatore che tutti temono, perché le sue domande nascondono tranelli, richiedono lucidità e altrettanta ironia che non sempre e non tutti hanno! Da ottobre ogni domenica è al fianco di Licia Colò alla conduzione di “Kilimangiaro”, giunto alla quattordicesima edizione. Suo compito: cantare e ballare, ma, soprattutto, intervistare. Chi? Lo scopriremo domenica dopo domenica.

Ma a chi ti ha “rubato” RaiUno?
«A nessuno. O meglio alla mia famiglia e alla mia barchetta. Dopo “Parla con me”, la trasmissione di successo della Dandini in onda su RaiTre, c’è stato un momento di smarrimento. Andava benissimo e ancora ci stiamo domandando perché sia stata chiusa. Lo spazio che avevamo noi è quello che ora ha Zoro, che faceva parte del gruppo della Dandini (“Gazebo”, in onda su RaiTre in seconda serata - ndr). Su RaiTre hanno dato spazio anche ad altri elementi della stessa banda, come Neri Marcorè, Lillo e Greg».

Possibilità di ricostruire quella banda?
«Non credo. Dopo un po’ è come quando finiscono gli amori. Però per strada mi fermano pensando che io torni in tv con quel programma!».

Che ne pensi delle scelte di RaiTre?
«Mi sembra che ci sia stata una bella rimescolata e RaiTre, di fronte ad una crisi di ascolti, sta andando bene. Anche questa rimischiata del “Kilimangiaro” è una bella scommessa. Sicuramente loro potevano fare a meno di me, io non di loro. è una scommessa all’interno di un prodotto consolidato».

Quando ti hanno chiamato cosa hai pensato?
«Che il mutuo era salvo! Io non conoscevo la Colò personalmente. Queste signore televisive a volte sono molto impostate: ridono, scherzano e poi le trovi seriose. Con lei mi trovo bene. Effettivamente si dice sempre che ci sono poche donne che comandano. Ed è vero. Ma quelle che ce la fanno, comandano e si fidano solo di loro stesse. E hanno ragione, altrimenti non sarebbero arrivate dove sono arrivate…».

“Parla con me” e la Dandini hanno dimostrato che questo non è vero…
«La Dandini non ha avuto ragione politicamente… su RaiTre andava molto bene. Poi su La7 è stato fatto l’errore di andare in onda in prima serata. Ma il nostro pubblico era quello della seconda serata: i ragazzi universitari, la gente che sta sveglia tutta la notte e cazzeggia, che leggiucchia, chi ha gli attacchi di panico. Il nostro era un pubblico “alto” e noi una bella spinetta nel fianco per certa politica. Siamo stati dolorosi e, infatti, non ci siamo più. Altri che sembrano dolorosi stanno ancora lì. Forse sono meno dolorosi di quanto appaiono o forse c’è un po’ di anestesia nella loro battuta… Comunque quando la Rai ci ha chiuso, noi siamo andati su La7, che era l’unica strada aperta… ma neanche i miei figli si accorgevano che andavamo in onda!».

La tua esperienza con Telese a ”In Onda”?
«Mi divertivo…».

E che dire di Telese a “Matrix”?
«Bhe, Telese è andato a “Matrix”, Porro su RaiDue e io sono rimasto il terzo… pollo! Sono stato anche ospite di Telese. Era una puntata molto tecnica e io ne ho tirate 14 di battute su Berlusconi... Ma credo che, adesso, ci sia talmente tanta confusione che non gliene frega niente a nessuno di veti contro veti e quindi non credo che le mie battute abbiano creato problemi».

Ma a volte ti hanno creato problemi...
«Ho fatto tante interviste nella mia vita, cominciando con “Zelig”: l’idea era di prendere per il culo qualcuno - anche se ormai abbiamo spostato i paletti della decenza, anche un po’ per colpa mia! -. Comunque un giorno sono stato “nominato” per nome e cognome da Silvietto, eppure questa cosa mi ha portato a casa un successo insperato: i miei figli mi hanno considerato un eroe e al bar mi facevano la ola. Comunqe, ora come ora, credo che se facessi 10 milioni di telespettatori Pier Silvio mi chiamerebbe subito e io accetterei!».

Cosa fai oltre alla tv?
«Mi sto divertendo moltissimo con le convention dove mi invitano per intervistare l’amministratore delegato. Allora tiro giù le cose che lo riguardano e con decenza – perché ti pagano – faccio queste interviste, come in trasmissione. Lo faccio anche per i comizi elettorali».

L’ultimo tuo comizio elettorale?
«Ho fatto i renziani a Vicenza. Loro ci stanno! Gli ho domandato: “È vero che Renzi andava ad Arcore con il camper perché gli tornava scomodo andare a dormire da Berlusconi?”. In questo modo spezzi la cappa che aleggia… Ricordo, anni fa, c’era Bersani a Cagliari e io gli dico: “Lei è l’unica persona che può battere Berlusconi… ah no questa affermazione era per Vendola!”. Tutti a ridere. Lui ha bofonchiato qualcosa tra i denti…».

Meglio i politici di destra o di sinistra?
«Quelli svegli prendono la battuta e la usano per sviluppare l’argomento… a sinistra non sono così svegli! Con alcuni non puoi dire niente. A volte sono quasi dispiaciuto di aver reso simpatico Gasparri, perché mi ha dato risposte che mi fanno capire che ci stava. È stato molto spiritoso. Le volte che mi sono divertito di più sono quelle con la Santanché. Una volta ha detto che mi adorava e mi avrebbe comprato… mi hanno tolto l’audio, ma la mia risposta sarebbe stata: “Non sono in vendita, ma se fa un’offerta…”».

Sei al “Kilimangiaro”: quale è il tuo rapporto con il viaggio?
«Viaggio e mi piace. Ma ricordo due viaggi in particolare. Uno in Islanda ed uno a Marsiglia. In Islanda ci sono andato qualche anno fa con mia moglie. Pensavamo fosse un viaggio romantico. Abbiamo preso i cani da slitta e abbiamo scoperto che era una cosa orrenda. Ti siedi su una specie di slittino di plastica che è come andar giù per le cave di marmo di Carrara; alle 12 è buio e i cani, mangiando aria continuamente, non ti dico cosa fanno. E poi pisciano in continuazione. E tu stai lì e devi starci per un’ora e mezza...».

E Marsiglia?
«Ci sono andato dopo aver letto dei libri. Era il sabato prima di Pasqua. Ma il bello è che, appena arrivati, ci hanno derubato. E poi una famiglia di marocchini ci ha aiutato. E io avrei voluto dire ai ladri: ma come, sono venuto qui a conoscervi, in pace, sono di sinistra…».

Sei nato così?
«Sì!». 

 


IL SIGNORE DELLA DOMENICA

Nato a La Spezia nel 1957, ottiene visibilità partecipando al “Maurizio Costanzo Show”. Inizia a girare per l'Italia con molti spettacoli teatrali. Dal 1997 partecipa, come coautore, alla trasmissione “Facciamo Cabaret” e come ospite a “Mai dire gol” e a “Quelli che il calcio”. Nel 2002 esce il libro “Me la darebbe?”, raccolta delle interviste realizzate a “Zelig”. Nel 2005/2006 è al fianco della Dandini in “Parla con me”, in onda su RaiTre, poi su La7. Ha partecipato al programma “In Onda” su La7, condotto da Telese. Da ottobre è al fianco di Licia Colò alla conduzione di “Kilimangiaro” su RaiTre la domenica pomeriggio.


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