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Paris, mon amour

Tra bistrot, arte, cultura e artisti di strada

Ven 22 Nov 2013 | di Testo e foto di Simonetta Bonamoneta | Turisti non per caso
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“Parigi val bene una messa!”. Così disse Enrico IV di Borbone quando si convertì al cattolicesimo pur di appropriarsi del trono di Francia e non si era sbagliato a fare tale scelta. Perché Parigi è una città unica. In tutte le stagioni. Ma soprattutto in questo periodo, quando risulta ancora più intrigante. Anche se spesso non si può godere, causa pioggia, dei coreografici bistrot estivi all’aperto e si è costretti ad entrarvi, respirando un po’ di aria della vecchia Parigi. E vedere così che i parigini non perdono questa buona abitudine di incontrasi per due chiacchiere tra un caffè e una brioche. 

PATRIA DI AVANGUARDIE CULTURALI
Dal tempo dell’antica Lutezia Parisorium dei Romani, tanta acqua dei ponti della Senna è stata testimone delle alterne vicende di questa città. Una città d’arte e di artisti che tra metà dell’Ottocento e la fine degli anni Trenta fu la patria dell’avanguardia culturale, dove pittori, scultori e musicisti dividevano piccoli appartamenti da bohemiènne in attesa di affermarsi. Oggi Parigi è una città europea in tutti i sensi, soprattutto per la vivibilità. Le sue caratteristiche strutturali sono dovute al grande genio dell’edilizia George Eugéne Haussmann, che insieme a Napoleone III riuscì a modificare il suo aspetto medievale intorno al 1860, quando ancora l’Italia doveva essere inventata. Il suo arredo urbano fu stravolto e, malgrado tante contestazioni, il risultato si ottenne. 

IL CUORE DI PARIGI
Il cuore di Parigi è nella zona dell’Arco di Trionfo, chiamato anche Etoile, da dove a raggio si estendono i grandi  boulevard che dividono i quartieri, rendendoli comunicanti tra loro e dunque più facili da vivere. A contribuire in questa direzione anche la sua metropolitana, formata da ben 16 linee, con circa 220 km e 300 stazioni. 

FACILE DA RAGGIUNGERE
Parigi è una città facile da raggiungere con voli a tariffe veramente agevolate. Sbarcando al Charles De Gaulle, in quaranta minuti di autobus-navetta dell’Air France si arriva all’Etoile con l’accoglienza dell’Arco di Trionfo che esprime tutta la sua grandiosità. Si può soggiornare a Parigi, tralasciando i grandi alberghi, prenotando simpatici B&B, comodi ed economici, come il nostro, proprio in pieno centro, il Residence Elisée, che ci ha permesso di conoscere questa città nella più completa autonomia e nelle stesso tempo ci ha fatto sentire piacevolmente “parigini”! Dopo aver visitato i grandi musei come il Louvre o il museo d’Orsay, assolutamente da vedere, è bello girovagare lungo la Senna e poi trovarsi improvvisamente l’imponente Notre Dame che, austera, dà l’impressione di sorvegliare tutta l’Ile de la Cité, quasi a proteggerla. Qui sembra che una piccola tribù celtica dei Parisii si stanziò e da loro derivò il nome della futura città. 

ARTISTI STRAVAGANTI E MIMI
La strada lungo il fiume ha una identità inconfondibile. S’incontrano stravaganti artisti di strada che per pochi spiccioli offrono  divertenti performance: dal suonatore di violino al giocoliere o il mimo, donando un sorriso e un tocco artistico in più all’ambiente circostante. Bancarelle con stampe, souvenir, cartoline fanno credere che il tempo qui si sia fermato. E sogno di ritrovarmi in un’altra epoca. Come accade ad esempio nel film di Woody Allen, “Midnight in Paris”, quando il protagonista Gil, uno scrittore americano a spasso per la città in una strada misteriosa, Rue de la Montagne de Saint Geneviève, si siede sugli scalini della chiesa e dopo il rintocco della mezzanotte magicamente sale su un’antica automobile che lo porta a incontrare i suoi amati idoli, personaggi come Hemingway, Gauguin, Van Gogh o Salvator Dalì,  catapultandosi magicamente nella Bella Epoque.  

BELLISSIMA, MERAVIGLIOSA E MAGICA
Parigi al mattino è bellissima, il pomeriggio è meravigliosa, la sera incantevole e… dopo mezzanotte è magica! Piano piano, a piedi senza accorgercene, arriviamo a vedere l’immagine più nota che sorprende sempre: la Tour Eiffel. Un gigante di ferro che si staglia nel cielo e tenta di toccarlo. Uno spettacolo unico. Nata in occasione della Esposizione Universale del 1889,  per il centenario della Rivoluzione Francese, destinata ad essere demolita,  si riuscì a conservarla solo perché aveva dimostrato di essere un mezzo valido per la trasmissione della nuova scienza radiotelegrafica e così per fortuna si salvò, divenendo uno dei simboli più emblematici e amati della città. 
Di sera, quando questo sinuoso “animale di ferro” si veste di luci, il suo aspetto toglie il fiato, facendoci sentire piccoli piccoli. Da qui la bellezza parigina esplode in tutto il suo charmant e se si vuole completare in modo  comodo e indiscutibilmente romantico per eccellenza, a due passi da qui,  al ponte de l’Alma si può fare un bel giro della città con la storica Compagnia dei Bateaux Mouches, che ha il primato di aver creato nel 1949, nella rinascita del dopoguerra, questo nuovo sguardo  verso la città. Merito del geniale Jean Bruel che inventò una nuova cultura del viaggio alla scoperta dei bordi della Senna. Una flotta di quattordici  battelli coperti e a cielo aperto, di cui cinque dispongono di ristorante con una propria cucina di stagione, accompagnati da musicisti con le più note e classiche musiche francesi.   

LA REGGIA DI VERSAILLES
Andare però a Parigi senza vedere la Reggia di Versailles è quasi un sacrilegio, anche perché  è a soli venti chilometri e ci si può arrivare facilmente anche con i mezzi pubblici.  Simbolo dello sfarzo e del potere, rappresenta l’antica sede dei governanti di Francia fino alla Rivoluzione Francese. I giardini,  immensi e sontuosi, fanno da cornice a questo splendido luogo, dove successivamente Maria Antonietta, con le sue amiche amava fare delle passeggiate in barca reale nei laghetti che lungo il viale alberato si susseguono a gradi tra vasi giganteschi e statue classiche. Luigi XIV, detto Re Sole, per allontanarsi da Parigi riuscì a trasformare un castello, nato solo per le battute di caccia di Luigi XIII, in un Palazzo Reale come un gioiello architettonico della storia, facendolo diventare a 44 anni la sua residenza ufficiale con tutta la sua corte al seguito.


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