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Slot col trucco e fuori controllo

Ecco perché si vince poco: c’è chi ruba i soldi. un sistema ormai impazzito. chi verifica?

Ven 22 Nov 2013 | di Francesco Buda | Soldi
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Non ci sono più le slot di una volta... pare che non paghino. O se pagano non è affatto detto che a vincere siano i giocatori, cioè quelli che ci mettono fior di quattrini nella speranza di riemprisi il portafoglio. C'è infatti il trucco per vincere, sfruttabile però solo da alcuni.
Le slot per legge dovrebbero restituire il 75% di quanto incassano. Ed è qui che scatta la trappola. Basta poter aprire lo sportelletto della macchinetta, premere un pulsante, fare un semplice calcolo e il gioco è fatto: se la slot non ha ancora raggiunto quella quota di restituzioni, ma è prossima alla percentuale di legge, allora le vincite stanno per arrivare. In concreto, chi ha la chiave della slot può verificarne la contabilità e quante vincite ha erogato. Quando queste arrivano al 60%, di solito intorno ai 600 euro di vincita ancora non erogata, la macchinetta sta per iniziare a dare soldi. Ma nessuno lo sa, a parte chi può aprire la slot, cioè chi le gestisce. Lo ha dimostrato Nadia Toffa del programma Le Iene, su segnalazione di un anonimo. La loro fonte, un operatore del settore (un gestore di bar, un tecnico della manutenzione?) in una manciata di secondi e con soli 4 euro ha vinto 200 euro. Ed era sicuro che sarebbe stato “baciato” dalla fortuna perché «è facile vedere quando la macchinetta è in fase di pagamento». Cosa che è stata poi confermata da un altro test della stessa giornalista davanti ad un importante gestore di sale “giochi” ed esperto di software per slot machine. L'operatore le ha aperto una slot, ha visto che aveva “in canna” 600 euro di vincite da dare ai giocatori e l'ha richiusa. La Iena ha quindi tentato la sorte e, prodigiosamente, in pochissimi minuti la macchinetta le ha scaricato quasi 150 euro a fronte di 10 euro che ci aveva messo dentro. È bastato aprire, calcolare le somme giocate e quelle vinte. E avere la chiavetta della slot. Questo trucchetto lascia così a bocca asciutta tutti gli altri che ogni giorno ci buttano soldi in quelle scatole vampiresche. L'anonimo operatore di slot spiega poi che lui le spegne le macchinette “buone”, cioè quando le trova con percentuali di vincite intorno al 60% e perciò pronte a dare quattrini, «in modo che domani nessuno ci gioca». Così, andati via i clienti, ci gioca lui e si mette in tasca le vincite. «Sento sempre un sacco di gente che si lamenta perché non vince mai – aggiunge il volpone della dea bendata -... eh... è perché vinco io! E pensate che sia l'unico?». Mi sa proprio di no. C'è da scommeterci.

SISTEMA FUORI CONTROLLO  
Altra grossa falla nell'infernale rete delle macchinette-dracula e che autorizza seri dubbi sulle reali possibilità di vincita, è il caso strano delle grosse vincite non pagate. Il caso forse più eclatante è quello del signor Riccardo R. di Roma: una macchinetta Vlt, sigla dell'ipocrita ed eufemistico neologismo Videolottery con cui chiamano l'ultima generazione di slot machine, gli ha riconosciuto una vincita pari a 9 milioni e 597 mila 233 euro e spicci. Questo c'è scritto sullo scontrino uscito dalla macchinetta. Scontrino a seguito del quale doveva essere poi avviata la procedura per versare al vincitore la somma. Era il 16 aprile 2012. Ma Riccardo non ha visto neanche un centesimo. Ha perciò intrapreso lui coi suoi avvocati due azioni legali contro il concessionario della slot, in sede penale e civile. L'uomo afferma di aver rifiutato 50mila euro offertigli dal concessionario per chiudere bonariamente la faccenda. Altri casi analoghi si sono verificati in diverse parti d'Italia. Probabilmente non prenderanno mai quei soldi. Sulla vicenda sta indagando la Guardia di Finanza. Secondo i concessionari, cioè i proprietari delle macchinette, sarebbe tutta colpa di un problema tecnico, un disguido del programma informatico che gestisce le giocate. Loro non avrebbero alcuna responsabilità. Le cose stanno ben diversamente secondo le Fiamme Gialle: «L'analisi delle anomalie di funzionamento, verificatesi il 16 aprile 2012, ha consentito di far emergere che le stesse sono prevalentemente ascrivibili al mancato monitoraggio del corretto funzionamento da parte del concessionario». Praticamente, i responsabili delle macchinette non avrebbero controllato se stavano funzionando bene, visto che «seppur in presenza di tutte le notifiche (da parte della Sogei incaricata dai Monopoli di monitorare via computer le slot, ndr) sugli eventi che si stavano verificando, non sono presenti evidenze di azioni adottate dal concessionario finalizzate alla risoluzione delle anomalie, che hanno progressivamente e inevitabilmente degradato le prestazioni del sistema, portandolo verso una condizione di instabilità, impredicibilità e incontrollabilità». Ironia della sorte, il contrario di quanto accade nel caso presentato dalle Iene, in il comportamento della slot è “predicibile”. Chiaro? Siamo di fronte a un sistema fuori controllo. E meno male che la legalizzazione dell'azzardo doveva servire a regolarizzare e controllare!  cco perché si vince poco: c’è chi ruba i soldi. un sistema ormai impazzito. chi verifica? 

 


C’è chi dice no

Rinuncia a 30mila euro al mese: “Nel mio bar niente slot”

Con slot e videopoker potrebbe incassare moltissimo. Ma ha deciso di rinunciarci. Antonio Valente, gestore di un bar a Milano, vuole così essere un esempio per i colleghi. «Una macchinetta incassa mediamente dai 20 ai 30mila euro al mese, dagli 800 ai 1.000 euro al giorno. Sono rinunce importanti che farebbero comodo, ma ognuno fa le proprie scelte, ho preferito lavorare bene con gli aperitivi e con la caffetteria e rinunciare a quelle entrate», ha spiegato al quotidiano La Repubblica. «Non le è mai venuto il dubbio neanche con la crisi?», gli ha chiesto il giornalista. «Assolutamente no, anzi, adesso vedo sempre più persone che giocano alle slot, ultimamente anche le donne, quindi ora più che mai non le metterò, non le voglio proprio, e anche se c’è crisi soffriremo un po’, ma andremo avanti». Quando cominceranno a seguire il suo esempio anche i padroni di giornali e riviste, pieni zeppi di pubblicità del gioco d'azzardo?

 


Bocciato l’aumento della tassa sulle slot 

Le nuove slot machine, chiamate videolottery (VLT), sono tra gli azzardi che pagano meno tasse: un misero 2%. Molto meno di pane, latte e altri generi di prima necessità. Senza dimenticare che l'attuale governo e Camera (del Pd solo 8 deputati hanno votato contro) hanno condonato la maxi-multa da 98 miliardi di euro per evasione fiscale (migliaia di slot non collegate al cervellone dei Monopoli). Altri tre emendamenti al decreto cultura, a vantaggio dello Stato però, sono stati bocciati dalla Camera ad ottobre: prevedevano l’aumento delle tasse (il Prelievo erariale unico, Preu) su slot e VLT. Su tutti e tre gli emendamenti il governo e la commissione Cultura (presidente Giancarlo Galan, Pdl) avevano espresso parere contrario. La prima proposta chiedeva di aumentare il Preu sugli apparecchi “da intrattenimento” di 0,5 punti percentuali, per finanziare l’esenzione dal pagamento dei compensi Siae per i concerti con meno di 200 spettatori. Cioè per fare intrattenimento sano, anziché quello che impoverisce le famiglie e provoca dipendenza. Gli altri due, su cui anche la commissione Bilancio aveva espresso parere contrario (presidente Francesco Boccia, Pd), prevedevano aumenti del Preu irrisori (0,2 e 0,1 punti percentuali). 


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