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Maurizio Battista: ero felice e non lo sapevo

Tra tv, cinema e teatro, cerca le emozioni vere. La tv non la farà più, se non da ospite

Mar 07 Gen 2014 | di Alma Pentesilea | Interviste Esclusive
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Maurizio Battista a teatro, in tv ed ora anche al cinema, in un film di Pieraccioni, “Un fantastico via vai”. Una escalation irrefrenabile. Anche se il suo forte rimane il teatro, la battuta arguta e quella sua inconfondibile romanità. Parola di chi lo ha visto al Brancaccio, coinvolgente e incontenibile.

Ma torniamo al film e alle emozioni.
«Le emozioni le devi trovare nelle cose che ti piacciono. E questo film è una cosa che mi piace. L’ambiente è bello».

Nel film si parla della macchina del tempo: se avessi una macchina del tempo, dove andresti?
«Tornerei agli anni Sessanta. Lo dico con un groppo in gola. Perché penso a quando avevo la mia famiglia. Ed erano tutti vivi. Quando ero felice e non lo sapevo».

Cosa ti manca?
«Mi manca quel periodo. Oggi ringrazio Dio, perché non mi manca niente. I problemi sono aumentati. Anni compresi. E bisogna essere coscienti che si va verso un tramonto. Motivo per cui essere triste... ma sono contento del presente».

Ma artisticamente parlando…
«Cerchiamo di costruire una bella salita, per avere una bella discesa, ma ho pure 56 anni!».

Cosa pensi del mestiere dell’attore?
«L’attore di cinema in Italia lo possono fare tutti. Il teatro no. Su 100mila lo può fare uno se non metà… Il cinema è quello che è. Ci sono i miracoli, i flop, ma è quello che è e non è la verità. La verità è il teatro, arte vera, perché se sei davanti a quel pubblico che non ride, non è che ti puoi fermare e ricominciare. Non lo puoi rimontare il pezzo. Fare teatro significa essere un artigiano. Puoi far prosa, tip tap, ma è sempre la stessa storia. Quando vai in scena un giorno è unico. Non si replica il giorno dopo. Perché sarà un altro spettacolo, con un altro pubblico. E tu sei diverso. Comunque al primo posto metto il teatro, il live, la piazza. Poi il cinema e alla fine la tv.

Perché alla fine la tv, visto che sei stato un protagonista di RaiDue con la trasmissione “Tutte le strade portano a...”?
«La tv cosa ti dà? Visibilità. Che può essere positivo e negativo. Ma lo sai solo quando lo hai fatto. Ti esponi a chi sei simpatico e a chi sei antipatico. Non ci sono regole. A volte le cose funzionano e non sai… comunque è un rischio che non mi prenderò più. Farò l’ospite tutta la vita. In tv c’è troppa pressione, troppo lavoro. Se devo fare le cose per forza, vado con chi mi diverto. Ho capito che in tv tutti parlano e pochi sanno. E chi sa, forse, la tv non la fa. Io, facendo tv, c’ho rimesso! Mi ha occupato 3 mesi. Ma io in quei tre mesi ho rinunciato a tante serate».

Stai attraversando un periodo importante. Come lo vivi?
«Lo sto vivendo come 20 anni fa: facevamo 25 serate al mese nei locali più beceri del mondo, ma era palestra, gavetta. Ma ora è uguale. Al teatro devo far ridere e devo giustificare un biglietto, devo farli ridere e dire una cosa intelligente… e sentirla da me è difficile».

Ma la moglie la fai ridere?
«Forse lei è quella che ride meno perché mi subisce 24 ore al giorno. Io se fossi al posto suo non mi sopporterei più!».

Come è la tua situazione?
«Tre cani, una ex moglie, una moglie. Cinquantasei anni è una vita!».

Stai cercando più emozioni che soldi?
«Assolutamente. Perché a questa età, non essendo un venale, mi preoccupo di vivere sensazioni, emozioni. Pensa che ho comprato una casetta a mio figlio, di 31 anni, che sta in Polizia. E gli ho dato le chiavi dicendo che entrava in una casa in affitto. Gli ho detto che costava 800 euro al mese... Vabbè alla fine gli ho dato le chiavi di casa. È rimasto senza parole, anche perché ha uno stipendio da poliziotto. Ora la casa la vuole anche l’altra figlia che fa l’impiegata. Ma è più giovane, ha 27 anni... può aspettare! Questo sono io. Le cose formali non mi piacciono. Le presentazioni, le conferenze…».

Il tuo rapporto con tuo figlio?
«Gli ho anche comprato casa… ci manca pure che gli sto antipatico!».

 



TUTTI PAZZI PER MAURIZIO


Nato a Roma, fin da piccolo lavora nel bar di famiglia. Ha esordito nel 1982 a Mediaset nel programma “Attenti a noi due”. Nel 1989 conduce “Fantastico”. Ha partecipando sulle reti RAI a “Varietà” (1991) e “Partita doppia” (1992-1993) condotti da Baudo. Dal 1994 ha cominciato la sua carriera da attore. In tv partecipa a “Quelli che il calcio”, “Cominciamo bene”, “La sai l'ultima?”, “Colorado Cafè”, “Buona domenica”, “Ballando con le stelle”, “Voglia d’aria fresca”. Nel 2013 su RaiDue ha condotto “Tutte le strade portano a...”. Fino al 19 gennaio è al teatro Brancaccio di Roma con lo spettacolo “Combinati per le feste”.


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