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Fabio De Luigi

Fabio De Luigi sul set del film di GenovesI, a febbraio al cinema con il film di Veronesi

Mar 28 Gen 2014 | di Angela Iantosca | Interviste Esclusive
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Fabio De Luigi di nuovo sul set di un film. Che: non è un film di Natale, non è un film ambientato in un tempo reale, sicuramente è una commedia, ci farà divertire, è girato tutto a Cinecittà e per lui è una scommessa. Perché a De Luigi, se non si fosse capito, piace rischiare. «Il bello in questo film è giocare con il finto che diventa vero. A volte c’è più verità nella finzione che nella verità stessa… E già il titolo “Soap opera” è tutto un programma».
Nelle sale ad ottobre 2014. La pellicola, per la regia di Alessandro Genovesi, parla delle vite - che si incontrano e scontrano - di 4 persone che vivono nello stesso condominio, in 4 appartamenti.
«Mi interessava trattare temi di relazioni umane e interpersonali dove possono succedere tante cose, come in una soap opera, in una scena straniante, in un non luogo. È tutto bello. Le macchine non sono dell’oggi, eppure non siamo in un film degli anni Cinquanta. C’è un gusto estetico radicale e mi piace che venga regalato anche questo al pubblico: la cura del particolare. È un film, ma ha l’impronta dello spettacolo teatrale. Forse perché Alessandro lo aveva concepito per il teatro. E la totale realizzazione del film negli studi di Cinecittà rende ancora più forte questo aspetto. Ovviamente questa cosa, come tutte le cose che portano novità, porta in sé anche il rischio».

A te piace rischiare?
«A me piace rischiare e lo faccio quando posso. Mi piace non cavalcare per forza un filone fortunato. Ma chi si trova come me in un momento in cui arrivano tante proposte, può provare qualcosa di diverso, anche di più bello. Con Alessandro ci troviamo molto. Abbiamo scambiato idee in fase di scrittura».

A quando risale il vostro primo incontro?
«Ci siamo trovati ai tempi di “Happy Family”, il film di Salvatores, di cui Alessandro era uno degli sceneggiatori. E da allora non ci siamo più lasciati. In questo caso (“Soap Opera” - ndr), comunque, la sceneggiatura è sua originale e io non vi ho preso parte, come invece avevo fatto ne “La peggiore settimana della mia vita”, del 2011».

Quale è la sfida del film?
«La sfida è di realizzare una commedia corale, che speriamo diverta molto, con una cura per i particolari unica nel suo genere».

Che emozione hai provato a girare a Cinecittà, finalmente tornata operativa?
«Ogni volta che si mette il piede qui si pensa a quelli che hanno calcato questi luoghi. È una emozione per uno come me che fa indegnamente questo mestiere. Quest’anno, poi, sta ripartendo: ci sono Verdone, Salvatores. Speriamo che sia un viatico per fare cinema qua dentro».

Che rapporto avete tu e Ricky Menphis, insieme su questo set?
«Sono un fan di Ricky e l’idea di essere quasi sempre in scena insieme e di avere un compagno di viaggio così mi rende felice».

Hai rifiutato altri progetti per aderire a questo. Come scegli?
«Dico di sì quando trovo una cosa interessante, oltre che opportuna, per un percorso artistico».

Di qui all’uscita del film in quali altri ambiti ti vedremo?
«Ci sarà a fine febbraio l’uscita del film “Una donna per amico”, di Veronesi. Dove sono protagonista insieme alla Casta!».

Tra i personaggi che hai interpretato quale è quello a te più vicino?
«Anche se io vivo in un piccolo condominio che condivido solo con mio cugino e quindi non ho le problematiche del mio personaggio, tuttavia questo è il più vicino, perché è un personaggio un po’ sottotono rispetto agli altri. È un po’ appannato. Non capisce bene cosa gli stia succedendo. È circondato di persone che gli vogliono bene e che gli vogliono star vicino, ma sono anche loro in confusione. È uno intorno al quale accadono tante cose, ma che non sa come gestirle…».

E tu sei così?
«Sono sempre in difficoltà nel dovermi relazionare con gli altri quando gli altri sono in difficoltà».

Come ne esci?
«Ne esco ritrovando l’ammore… quello con due emme!».                                              



TV E CINEMA
Dopo i diversi “Mai dire...”, nel 2005 è stato il protagonista di “Love Bugs”, con Michelle Hunziker e, poi, Elisabetta Canalis. È stato su Raiuno co-conduttore di “Apocalypse Show”, programma di Gianfranco Funari e conduttore de “Le Iene” con Ilary Blasi. Al cinema ha recitato in: “Natale a New York”; “Commediasexi”, “Natale in crociera”, “Natale a Rio”, “Gli amici del bar Margherita”, “Happy Family”, “Maschi contro femmine”, “La peggior settimana della mia vita”, “Com'è bello far l'amore 3D”, "Il peggior Natale della mia vita". Nel 2013 è stato nelle sale in “Aspirante vedovo”.



CINEMA 2014
A fine febbraio Fabio De Luigi sarà nelle sale con “Una donna per amico”, di Giovanni Veronasi, con Laetitia Casta. Ad ottobre arriverà nelle sale con “Soap Opera” di Alessandro Genovesi.


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