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Ma cosa ci vogliono insegnare?

Bruciare le tappe: ecco la guida per l’educazione sessuale dell’OMS

Mar 28 Gen 2014 | di Francesco Buda | Bambini
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Mamma e papà evitano l'argomento o lo vivono e lo trattano alla meno peggio? Ci pensano le istituzioni dall'alto, da subito. E cominciando senza perdere tempo, perché i nostri pargoli, già dalla culla, è bene che ci diano giù mastrubandosi prima possibile e che sviluppino – con piglio sindacalista – “l'atteggiamento 'il mio corpo appartiene a me'”, per avere presto chiaro che è normale abortire i bambini.
Già all’asilo dovrebbero poi non solo masturbarsi e comunque essere sostenuti a farlo, ma anche scoprire il corpo dell’altro sesso, come pure essere informati su non meglio precisati “amore” e “relazioni con persone dello stesso sesso”, oltre che sulle “diverse concezioni di famiglia”. Poi a 9 anni devono sapere come usare il preservativo e a 15 essere ben consapevoli del diritto di abortire; del resto tra i 4 e i 6 anni è raccomandabile istruirli sul tema “fine vita”. Magari convincersi da ragazzi che maschio e femmina possono essere solo due delle diverse eventualità tra i vari “orientamenti” e, finalmente, “sviluppare una visione personale della sessualità flessibile in una società in trasformazione o in un gruppo”. La bussola non è nel conoscersi e riconoscersi in profondità, nel vedere e risolvere i contrasti che possono sorgere sull'identità della persona e sull'espressione della propria sessualità. Altro che sacralità del sesso, è bene che imparino prima possibile a “raggiungere sensazioni di benessere”, e che già alle elementari ricevano istruzioni su come avere o evitare di avere bambini ed “acquisire il concetto che si può influire sulla propria fertilità” e magari far piazza pulita di tanti “miti sulla riproduzione”. Basta cavoli e cicogne, qui ci vuole una bella dose di ginecologia, andrologia e pianificazione familiare appena si arriva sui banchi di scuola. E mi raccomando: siano aiutati a conoscersi e sperimentarsi a suon di “auto-stimolazione”. Sono gli “Standard di educazione sessuale in Europa”, il vademecum ufficiale con cui l'Organizzazione Mondiale della Sanità raccomanda a Governi, scuole pubbliche e specialisti sanitari i metodi e i contenuti per addestrare finalmente in modo “formale” i bambini e ragazzi in fatto di sesso. Nulla contro il benessere, la corporeità, la curiosità e la sessualità, ma siamo davanti a qualcosa che risulta più rigido e ambiguo, forse, di tanti moralismi.

GLI STANDARDIZZATORI
È sorprendente: l'esperienza umana più naturale, delicata e potente del mondo viene trattata con un'asetticità da laboratorio. Quello che conta, sembra di capire dal documento, è dare le giuste istruzioni e regole di comportamento. Di ciò che veramente è il fuoco della sessualità, della sua sacralità collegata all'anima della persona, delle sue potenti radici inconsce, del profondo ordine d'Amore che anima il sesso come identità personale non c'è traccia. La vera base, a leggere questa guida ufficiale, sarebbero buone regole e la “negoziazione” tra le tante possibili opinioni e vedute. E certo che è sacrosanto rispettare la diversità, ma su quali basi? Sicuri che basta fare i notai del piacere fisico-emozionale? Se uno lo desidera e non vìola certe regole, va bene tutto, suggerisce in sostanza lo schema dell'Oms. D'altro canto lo stesso titolo dei buro-sessuologi è già tutto un rimando all'uniformazione universale, in nome nientedimeno che dei “diritti umani sessuali e riproduttivi”, compreso il diritto all'aborto... salvo poi relativizzare quasi tutto in ossequio ad una non meglio definita concezione olistica della sessualità. Ma dei diritti del bambino a non essere disturbato con schemi medico-sanitari o socio-burocratici non c'è traccia. Né tantomeno dei diritti dei bambini a non essere uccisi prima ancora di essere nati. Non c'è un solo dato sulla tragedia interiore che – come è scientificamente provato - rappresenta l'aborto per la mamma (nel 2011 il British Journal of Psychiatry ha calcolato che chi abortisce presenta un rischio maggiore dell’81% di avere problemi di salute mentale). Quello che conta è la tecnica. Ma come si può pretendere di sostenere lo sviluppo di bimbi e ragazzi con schemi e protocolli?

ANTICIPARE I TEMPI NATURALI
Accanto ad alcune indiscutibili indicazioni di buon senso e ad intenti anche nobili, come quello di evitare violenze ed abusi sui piccoli, prevenire le malattie, favorire una sana crescita e il rispetto, con gli esperti dell'Oms scopriamo che già da zero anni in su ai bebè va trattata la “masturbazione infantile precoce”.  Una trovata dei sex-tecnici figlia del principio secondo cui bisogna anticipare tutto, allenare prima del tempo naturale i bebè, bimbi, preadolescenti e ragazzi. Come nello sport, in fabbrica, in una multinazionale e per ogni buona carriera, bisogna correre e bruciare le tappe. L'evoluzione è ormai nell'addestrarli secondo schemi ben precisi stabiliti a tavolino. È per il loro bene, come direbbe qualunque vecchio parruccone moralista... Ci sarebbe infatti, secondo gli autori degli Standard, “la necessità di iniziare precocemente l’educazione sessuale, per illustrare specifici contenuti/informazioni, competenze e atteggiamenti che sono presentati in relazione allo sviluppo del bambino o del ragazzo. Gli argomenti sono proposti idealmente prima che il bambino/il ragazzo raggiunga lo stadio evolutivo corrispondente in maniera da prepararlo ai cambiamenti imminenti”. Cioè la persona ha il suo naturale ordine di sviluppo, ma non va più bene, va forzato. Una sorta di fertilizzante chimico per obbligare la pianta a crescere prima. E le serre in cui tutto questo dovrebbe avvenire sono i nidi, gli asili e le scuole. Non sono forse abusi sui minori pure questi? E meno male che tra gli obiettivi la tabella di marcia vuole “aiutare i bambini a sviluppare la consapevolezza che ciascuno ha i propri ritmi nello sviluppo sessuale”! Il tutto nella profonda, mai sradicata, convinzione che i bambini siano “ignoranti” sulla vita e sulla propria identità. Le solite damigiane da riempire con il succo di ragionamenti, schemi, regole, opinioni partoriti dai presunti adulti maturi. Chi sono i veri bacchettoni? E se invece di voler inculcare lezioni di sesso ai piccoli, i grandi guardassero se stessi e la propria sessualità? Dove sono questi adulti che vivono la pienezza, la forza, la verità, la naturalità gioiosa, poetica e amorevole della sessualità? “La mancanza di educatori con formazione specifica non deve essere usata come pretesto per non realizzare l’educazione sessuale: questa va comunque introdotta mentre si provvede nel contempo alla formazione degli insegnanti”, dice la guida Oms. Ancora una volta, giova ricordare che dai bimbi, prima di tutto, dobbiamo imparare.    



Gli standard

Gli Standard per l'educazione sessuale dell'Oms sono contenuti in veri e propri schemi, suddivisi in 6 fasce d'età. Per ogni fascia, sono stabiliti argomenti e comportamenti per bebè, bambini, ragazzini e adolescenti. Qui elenchiamo alcuni punti.

0 – 4 anni
Info su: tutte le parti del corpo e le loro funzioni, gravidanza, nascita e neonati, gioia e piacere nel toccare il proprio corpo, masturbazione infantile precoce, diversi tipi di amore, voglia di dire “sì” e voglia di dire “no”, norme sulla nudità, il diritto di esplorare la nudità e il corpo e di essere curioso, distanza sociale da mantenere con le diverse persone, accettazione delle norme sociali sulla privacy e l'intimità. Raggiungere sensazioni di benessere, la consapevolezza dei propri diritti che porta ad avere fiducia in se stessi, atteggiamento “il mio corpo appartiene a me”.

4 – 6 anni
Vita, gravidanza e neonati, fine vita; gioia e piacere nel toccare il proprio corpo, masturbazione infantile precoce, relazioni con persone dello stesso sesso, raggiungere sensazioni di benessere, la convinzione “il mio corpo appartiene a me”.

6 – 9 anni
Le scelte su genitorialità, gravidanza, infertilità, adozione; l'idea base della contraccezione (è possibile pianificare e decidere sulla propria famiglia); eiaculazione, mestruazioni, variabilità individuali nel decorso dello sviluppo; amicizia e amore verso persone dello stesso sesso; diritti sessuali dei bambini.

9 – 12 anni
Orientamento di genere,  piacere, masturbazione, orgasmo, differenze fra identità di genere e sesso biologico; diversi tipi di contraccettivi e loro utilizzo; sintomi, rischi e conseguenze del sesso senza profilattico (HIV, gravidanze indesiderate); leggi e regolamentazioni internazionali, accettazione per le diverse opinioni e comportamenti sulla sessualità.

12 – 15 anni
Contraccezione (compresa la contraccezione d’emergenza), gravidanza anche in relazioni omosessuali e infertilità; pianificazione familiare, pianificazione della carriera, presa di decisioni e assistenza in caso di gravidanze indesiderate;  dentità di genere e orientamento sessuale, compreso fare “coming out” (svelare la propria omosessualità), piacere, masturbazione, orgasmo; mettere i bambini in grado di procurarsi i contraccettivi nei contesti appropriati.

15 anni e oltre
Visione critica delle norme culturali inerenti il corpo umano, diritto di abortire.





Svizzera, ecco la sex box il porno kit all’asilo
Un esempio dell'educazione sessuale ispirata agli Standard OMS come materia obbligatoria già dall'asilo, arriva dalla Svizzera: falli e vagine finte e riproduzioni iperrealistiche degli organi riproduttivi, manuali dove si spiega che i bimbi vanno incoraggiati a toccarsi, anche reciprocamente e tra bimbi dello stesso sesso. Il kit, che sembra uscito da un porno-shop, si chiama “sex box”, è stato fornito agli insegnanti e presenta la storiella a fumetti “Lisa e Jan”, con disegni espliciti (due sono qui accanto) di bambini intenti all'autoerotismo: una bimba che si masturba mentre un’altra l’osserva e la imita; un bimbo masturba un compagnetto e un altro si tocca sotto le lenzuola mentre con una torcia elettrica illumina le parti intime; una donna che infila un preservativo ad un uomo; una bambina in piedi che si solleva i vestitino e mostra il sesso ad suo compagno inginocchiato davanti a lei  e un’altra sotto la doccia che si  “stimola” con il getto d’acqua sul pube; due bambini nudi che si abbracciano e un altro che spia dalla finestra i genitori durante un amplesso... Queste lezioni obbligatorie, perché – dicono i promotori – i bambini hanno diritto all'educazione sessuale, sono partite in 30 scuole nel Cantone di Basilea. 92mila persone hanno firmato contro l'iniziativa,  che potrebbe essere estesa a tutti gli asili e scuole svizzere.


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