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Quel padre scomparso

Dopo 70 anni si conclude la ricerca del papà di roger waters dei pink floyd: fu ucciso nello sbarco di anzio

Gio 30 Gen 2014 | di Stefano Cortelletti | Attualità
Foto di 7

E' una storia incredibile quella che incrocia l'ex leader dei Pink Floyd Roger Waters e l'Italia, di un passato ritrovato dopo quasi settant'anni di dubbi, di domande che non avevano mai avuto risposta.
La storia è del papà del musicista, il sottotenente Eric Fletcher Waters, morto nelle settimane successive allo sbarco di Anzio nel 1944 a 31 anni: il figlio Roger aveva appena 5 mesi. Una scomparsa che ha tormentato in questi 70 anni questo artista di fama mondiale, che provò ad immaginare questo padre al fronte in “Another brick in the wall”: “Papà è volato al di là dell'oceano/Lasciando solo un ricordo/Un'istantanea nell'album di famiglia/Papà, cos’altro mi hai lasciato?”.
Gli ha lasciato solo una foto. E il ripudio per tutte le guerre. Non una tomba, una traccia, un ricordo. Fino a quando – era marzo 2013 – il veterano inglese Harry Shindler ha risolto un mistero lungo sette decenni. Lui in quello Sbarco di Anzio nel 1944 c'era: non sa nulla dei Pink Floyd, ma per onorare la memoria del soldato disperso e dar pace ai suoi familiari si attiva nelle ricerche e, nell'Archivio di Stato di Londra, scopre nei diari di un ufficiale che il sottotenente Waters è stato ucciso il 18 febbraio 1944 nelle campagne di Aprilia, a 40 km da Roma.
Waters ha chiara l'idea della morte. In “Two suns in the sunset” (l’album è “The Final Cut”) scrive: “Cenere e diamanti, nemici e amici, siamo tutti uguali nel momento della fine”.
Per dare finalmente l'addio al padre, il Pink Floyd il 18 febbraio, a 70 anni esatti dall'uccisione, sarà ad Aprilia, dove inaugurerà un monumento alla memoria del 31enne sottotenente, poi al vicino cimitero inglese dove, forse, sono conservati i suoi resti.
Anzio, quello stesso giorno, conferirà a Roger Waters la cittadinanza onoraria.
L'inquietudine di un genio della chitarra alla ricerca di notizie di un padre che non ha mai conosciuto ha prodotto i testi più belli della storia della musica, da "Free Four" del 1972 a "When the Tigers Broke Free". Un addio lungo settant'anni. 


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