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Medicine economiche

Hanno solo una differenza rispetto agli “originali”: costano meno!

Gio 30 Gen 2014 | di Angela Iantosca | Salute
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Ammettiamolo, è un vizio di noi italiani: se non c'è la confezione alla quale siamo abituati da sempre, se non leggiamo quella marca, se non sentiamo (o crediamo di sentire) in bocca quel sapore noto, non ci fidiamo e decidiamo che è meglio continuare a spendere di più, ma con la convinzione di un effetto sicuro, piuttosto che avventurarci in terreni sconosciuti. E tutto questo con la complicità di alcuni medici e alcuni farmacisti distratti che dimenticano di comunicarci che c’è un’alternativa al medicinale tradizionale. Perché, state tranquilli, i medicinali equivalenti sono identici agli originali. Hanno solo una differenza: costano meno (il risparmio va dal 20% all'80%) e non perché sono inaffidabili, ma perché il loro principio attivo non è più protetto dal brevetto. Ricordiamo, a scanso di equivoci, che per essere immessi sul mercato, anche gli equivalenti devono avere tre requisiti fondamentali: la qualità, la sicurezza e l’efficacia.
Comunque, nonostante la diffidenza generale e iniziale, pure nella nostra monolitica Italia segnali di cambiamento si cominciano a registrare, anche se la dimensione del mercato dei farmaci generici è ancora contenuta rispetto al resto d'Europa. A confermarlo il Presidente di Assogenerici, Enrique Hausermann: «Nel 2013 i dati aggiornati a fine novembre indicano un +13% di confezioni vendute». Ed anche per il prossimo anno è prevista una crescita a due cifre, nonostante nel 2012 gli italiani abbiano speso 800 milioni di euro di tasca propria per acquistare i farmaci brandizzati, pagando la differenza di prezzo rispetto a quello rimborsato. 

EQUIVALENTE: CHE SIGNIFICA?
Un medicinale equivalente (o generico) è, in parole molto semplici, una copia del suo medicinale di riferimento (medicinale “di marca”) presente sul mercato già da molti anni (in Italia da 10 anni) e, cosa fondamentale, il cui brevetto è scaduto. Insomma, un equivalente è un medicinale che ha la stessa composizione qualitativa e quantitativa di sostanze attive e la stessa forma farmaceutica del medicinale di riferimento... Ma mentre noi continuiamo ad essere incerti davanti al bancone, in Europa il 50% sul totale dei farmaci dispensati è generico, con un picco dell’80% in Gran Bretagna.       

 



ECCO I REQUISITI RICHIESTI

I requisiti del farmaco generico:

• deve avere lo stesso principio attivo, ossia la sostanza responsabile del suo effetto farmacologico (terapeutico); 

• il principio attivo non deve essere protetto da brevetto;

• deve avere la stessa forma farmaceutica e via di somministrazione (per es. compresse, capsule...); 

• deve avere lo stesso dosaggio unitario

• deve essere bioequivalente al medicinale di riferimento;

• deve avere un costo di almeno il 20% inferiore rispetto al corrispondente medicinale di riferimento.


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