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Cosa fare con i vecchi elettrodomestici?

La nuova normativa europea, gli obiettivi, la raccolta, le vie illegali del riciclo

Gio 30 Gen 2014 | di Angela Iantosca | Casa
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Senza tecnologia non sappiamo più vivere. Prova ne è che ogni famiglia italiana possiede un totale di 46,5 apparecchi elettrici. A dircelo è un’indagine della Ecodom, commissionata alla Ipsos, realizzata su un campione di italiani tra i 18 e i 74 anni. Eppure di questi non ne utilizziamo il 19% o perché non funzionante o perché non più utile. Ma se decidessimo di buttarli, cosa dovremmo fare? Ecco qui la risposta.  

UNO CONTRO ZERO
Se state comprando un nuovo elettrodomestico (lavatrice, frigorifero o lavastoviglie) ci pensa la Grande Distribuzione, che ritira quello vecchio in seguito all’acquisto di uno equivalente. Da febbraio 2014, tuttavia, in base alla nuova Direttiva europea pubblicata nella Gazzetta Ufficiale dall’UE il 4 luglio 2012, viene introdotta una nuova regola: l’”Uno contro zero”. Negli esercizi commerciali con una superficie superiore ai 400 metri quadrati, il ritiro di RAEE di piccole dimensioni non implica l’acquisto di un nuovo elettrodomestico. Nel caso di boiler elettrici, di congelatori, di piccoli elettrodomestici (tagliaerbe, tostapane, ferri da stiro, forni a microonde) possiamo rivolgerci alla municipalizzata locale o portare gli elettrodomestici nei centri di raccolta, aree attrezzate nelle quali è possibile portare gratuitamente il materiale. In queste aree i materiali vengono separati per tipologia e avviati a recupero. 

CENTRI DI RACCOLTA 
In Italia sono presenti 3672 Centri di Raccolta - di cui 2415 al Nord (65% del totale), 544 al Centro (15%) e 713 nell'area Sud e Isole (20%). A gestirli sono oltre 2000 Sottoscrittori, per la maggior parte Comuni oppure aziende municipalizzate e altri enti iscritti al portale del Centro di coordinamento RAEE (www.cdcraee.it).

QUI ROMA
Per conoscere gli indirizzi dei Centri di Raccolta a Roma, individuare quello più comodo da raggiungere, gli orari di apertura, la tipologia di materiali accettati, chiamate il Numero Verde AMA (800 867 035), oppure il call center del Comune di Roma 060606 o collegarsi a www.amaroma.it

QUI TORINO
A Torino si può chiedere al Numero Verde AMIAT 800-017277 il ritiro gratuito a domicilio; portare direttamente e gratuitamente ai centri di raccolta differenziata (Ecocentri) presenti sul territorio oppure consegnare al rivenditore nel momento dell’acquisto di un bene uguale per tipologia. 

QUI GENOVA
I cittadini e le famiglie che devono disfarsi dei rifiuti ingombranti possono: portarli gratuitamente alle Isole Ecologiche; consegnarli gratuitamente al camioncino EcoVan; chiedere il ritiro direttamente a casa al costo stimato di 8,20 euro (iva esclusa) per ogni pezzo trasportabile singolarmente (per prenotazioni 010 8980 800). Il costo effettivo sarà determinato al momento del ritiro, con possibilità per il richiedente di rinunciare al servizio senza alcuna spesa. 

QUI CAGLIARI
Il regolamento comunale di igiene urbana, approvato con Deliberazione di C.C. n° 83 del 07/12/2010, all'art. 12 stabilisce che i rifiuti ingombranti di provenienza domestica saranno conferiti all'apposito servizio di ritiro domiciliare su prenotazione al numero Verde 800 533122, linea 1. Un operatore prenderà  l’appuntamento per il ritiro, che avverrà al livello strada o nel pianerottolo di casa se chi richiede ha più di 65 anni o ha accertati problemi di salute. Chi vuole usufruire del servizio deve essere residente a Cagliari, deve essere un’utenza domestica e può prenotare il ritiro di massimo 5 pezzi per volta. Per piccoli RAEE, si può effettuare la consegna presso l'ecocentro mobile che sosta in alcune aree cittadine.

CHI SBAGLIA PAGA
Cosa si rischia se si smaltisce nel modo sbagliato? Fortunatamente le sanzioni previste sono molto dure: si va dai 300 ai 3mila euro. Cifra che viene raddoppiata se i materiali sono pericolosi. Sanzioni più pesanti per i soggetti che effettuano attività di raccolta e di trasporto dei Raee: si può arrivare fino a 26mila euro di multa e al carcere.

LA RACCOLTA SI RIDUCE… IN ITALIA
Dal Rapporto di Sostenibilità annuale presentato da Ecodom emerge che, per la prima volta, in cinque anni, la raccolta dei Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche (RAEE) in Italia nel 2012 ha fatto registrare una contrazione del 17%. Le cause? In parte sono da imputare al calo delle vendite, in parte all’aumento del fenomeno della sottrazione del materiale dal ciclo legale di gestione di questo tipo di rifiuti. Ogni anno, infatti, 700.000 tonnellate di materiali vengono sottratte al circuito del recupero da soggetti interessati alle materie prime facili da estrarre come rame, ferro, alluminio. In qualche caso, questi RAEE vengono esportati illegalmente verso Paesi in via di sviluppo, dove vengono trattati in condizioni molto discutibili sul piano ambientale e sociale. 

SOMMERSI DI RIFIUTI
Secondo il rapporto Solving the E-Waste Problem (StEP) promosso dalle Nazioni Unite, da 49 milioni di tonnellate nel 2012 nel mondo i “rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche” saliranno a 65 nel 2017. E il comportamento illegale riguarda non solo l’Italia: gli apparecchi più grandi dagli Usa vengono esportati in Messico, Venezuela, Paraguay e Cina; i pc usati vanno nei Paesi asiatici e africani. E in Europa, secondo l'Interpol, quasi un container su tre che lascia l'Unione, tra quelli controllati, contiene rifiuti elettronici illegali.

 



ECODOM

Ecodom  è il Consorzio Italiano di Recupero e Riciclaggio degli Elettrodomestici, fondato dai 33 principali produttori di grandi elettrodomestici. Si occupa della raccolta dei rifiuti elettrici ed elettronici con l’obiettivo di recuperare le materie prime, come ferro, alluminio e rame e reinserirle nel ciclo produttivo.

 



LE REGOLE DA SEGUIRE

Ecco le regole da seguire: 1) Non buttare mai i RAEE nella spazzatura indifferenziata. 
2) Portarli alle isole ecologiche più vicine. I centri di raccolta, o isole ecologiche, sono strutture allestite dagli Enti Locali per la raccolta differenziata delle diverse tipologie di rifiuti (tra cui i RAEE). Dai centri di raccolta i rifiuti vengono inviati a impianti di trattamento che garantiscono la salvaguardia dell’ambiente (evitando la dispersione di sostanze inquinanti) e il riciclo delle materie prime. 
3) In caso di acquisto di un nuovo elettrodomestico, consegnare il vecchio al negoziante che è tenuto a ritirarlo gratuitamente. Dal giugno 2010, grazie all’entrata in vigore del cosiddetto decreto “Uno contro uno”, i rivenditori sono obbligati al ritiro gratuito dell’apparecchiatura elettrica/elettronica a fronte dell’acquisto di un nuovo prodotto equivalente. Ora si introduce l’“Uno contro zero”.
4) Chiedere il ritiro a domicilio per i RAEE ingombranti. Si tratta di un servizio presente in molti Comuni.

 



ELETTRODOMESTICI ABBANDONATI

Al primo posto tra gli elettrodomestici abbandonati ci sono: i condizionatori portatili (32%), seguiti dall’asciugatrice (21%) e dai boiler elettrici (16%) per i grandi elettrodomestici. Le pianole (48%) seguite dai video registratori (43%) e dai monitor per il tubo catodico (38%) per quanto riguarda i piccoli elettrodomestici. 


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