acquaesapone Media
Interviste Esclusive Viaggi Editoriale Inchieste Io Giornalista TV/Cinema A&S SPORT Zona Stabile Rubriche Libri

La rivoluzione (continua) del telefono

Crollano le linee fisse, primo calo degli sms soppiantati dalle app di messaggistica. Unica certezza: si continua a parlare al volante

Gio 30 Gen 2014 | di Claudio Cantelmo | Media
Foto di 8

Sempre meno italiani affidano le proprie conversazioni alla vecchia linea telefonica fissa, preferendo cellulari di nuova generazione o gli innovativi servizi a disposizione degli utenti per sfruttare al massimo la rete dati. Lo riferisce l'Osservatorio delle comunicazioni dell'Agcom, che, nel suo rapporto di fine 2013, ha fotografato le abitudini telefoniche tricolori al tempo degli smartphone.

Addio cornetta domestica
In netta flessione proprio gli accessi alla rete fissa: rispetto al 2012 si osserva un calo degli apparecchi tradizionali per complessive 570mila linee, in ulteriore accelerazione rispetto a quanto osservato nei dodici mesi precedenti, quando le utenze domestiche erano scese di 490mila unità. Come naturale conseguenza continuano a crescere i numeri della telefonia mobile: sono infatti oltre 37 milioni le schede SIM che hanno effettuato traffico nel primo semestre 2013. Ma la novità di quest'anno è la netta impennata del flusso dati effettuato attraverso i telefoni cellulari (+34,6%). Un risultato che, se associato al fortissimo calo degli sms (con 60,4 miliardi inviati da inizio anno segnano una riduzione di oltre il 15% sui corrispondenti volumi del 2012), conferma il grande successo avuto nell’arco dei dodici mesi passati dai servizi di messaggistica istantanea, installabili sugli smartphone, i quali, sfruttando la rete dati, permettono d'inviare messaggi, foto, video e contributi audio in maniera rapida e molto spesso gratuita. 

Meno chiacchiere, più rete (veloce)
Sono due anni che il numero complessivo di SIM è sostanzialmente immutato e sempre nell’arco dell’anno appena trascorso si osserva una flessione di circa un milione per quelle attive in modalità ricaricabile, mentre è pari a +800mila linee la crescita dell'utenza affari. Le schede che effettuano però solo traffico vocale sono diminuite di oltre 1,3 milioni, mentre risultano in crescita di 1,4 milioni le SIM "solo dati", portando il totale di esse, per quanto concerne la larga banda mobile, a sfiorare i 12,5 milioni (+16,7% rispetto al corrispondente valore del 2012). Ragguardevole anche il risultato delle connect card dedicate, ovvero le cosiddette “chiavette”, che raggiungono una consistenza di circa 8,6 milioni, marcando un +23,6% rispetto al primo trimestre 2012.
Aumenta anche la velocità media delle connessioni al web: solo negli ultimi dodici mesi gli accessi con velocità nominale superiore a 2Mbit/s sono passati dall'87,4 all'88,9%.
Il traffico telefonico totale, voce e dati, complessivamente quasi 112 miliardi di minuti nell’arco del 2013, risulta in aumento del 7,7%, rispetto al corrispondente valore dell’anno precedente.
Sul fronte dei gestori, la quota Telecom Italia negli ultimi dodici mesi è scesa di 1,9 punti percentuali, collocandosi al 64%, in posizione quindi ancora largamente predominante. Assai significativo è l'incremento fatto registrare da Fastweb sia su base annuale (+1,3%) che trimestrale (+0,5%); Vodafone e Wind registrano variazioni alquanto contenute rispetto al periodo precedente, rispettivamente -0,1% e +0,1%, mentre Tiscali mostra un leggero aumento (+0,3%).
In ottica esclusivamente dati, le quote di mercato di Telecom e Vodafone flettono rispettivamente dello 0,5 e dello 0,8% a favore di H3G (+0,3%) e, in misura più consistente, di Wind (+1%). 

Quando si telefona? Al volante! 
Ma se appare estremamente magmatico ed in continua evoluzione l’universo tecnologico correlato alla telecomunicazione, gli italiani si dimostrano irriducibili nel non perdere la vecchia, cattiva abitudine di guidare chiacchierando o meglio chiacchierare guidando. Lo rivela l'Asaps, l'Associazione Sostenitori e Amici della Polizia Stradale, che ha svolto un monitoraggio sull'uso del telefonino da parte dei conducenti di veicoli, dal quale risulta come gli italiani amino stare al telefono proprio quando sono al volante. Forse retaggio del tempo in cui sfoggiare l’apparecchio mobile alla guida era il massimo del trash urbano, la media nazionale di uso del telefono in macchina é pari al 12,4%, con punte più alte a Torino e Palermo (14%). L'iniziativa, nell'ambito della campagna di sensibilizzazione “un messaggio accorcia la vita”, ha coinvolto decine di volontari che si sono piazzati su alcuni degli incroci più trafficati delle città per contare tutti coloro che transitavano lungo la strada intenti a telefonare e messaggiare. Torino, Milano, Firenze, Bologna, Roma, Napoli e Palermo le principali metropoli messe sotto lente dall'Asaps, ma il monitoraggio ha riguardato anche centri più piccoli come Arezzo, Benevento, Forlì, La Spezia, Ravenna, Reggio Emilia, Latina, Salerno e tanti altri.

Chiacchierone maschio e padano
Gli automobilisti osservati sono stati complessivamente 32.650, dei quali 4.048 pizzicati col telefonino in pugno, pari a una percentuale del 12,4%. Più in dettaglio, degli oltre quattromila autisti parlanti, 3.057 sono risultati di sesso maschile (pari al 75,5%) e 991 (24,5%) femminile; anche se quest'ultimo dato in alcune città, nello specifico meridionali, è andato ben oltre il 30%.
Tra i positivi all’ipotetico telefonometro, il 29% è risultato esserne utilizzatore nella prima fascia oraria, ovvero tra le otto e le nove del mattino, il 35% nella seconda (dalle 12 alle 13) e il 36% nella terza (dalle 18 alle 19). Anche le situazioni ambientali di utilizzo denotano una certa tipicità: il più frequente ricorso al cellulare é stato rilevato nei pressi delle zone maggiormente frequentate, come scuole, centri commerciali, stadi, ospedali, negli ambiti cioè di maggiore stimolo rispetto alle normali e ordinarie situazioni di viabilità, quali una via provinciale o di veloce scorrimento come tangenziali o strade statali. Piccolo alibi, per quanto possa valere: il 22% del numero complessivo dei conducenti sorpresi al telefono (cioè oltre uno su cinque) si trovava fermo al semaforo rosso. 
Per quanto riguarda la ripartizione in aree geografiche, forse a sorpresa rispetto al pregiudizio del meridionale ciarliero e recalcitrante alle regole del codice della strada, l'utilizzo del cellulare alla guida è prevalente al Nord (1.710 conducenti cui è stata fatta “tana”, pari al 42,2%), seguito dal Centro con 1.186 aspiranti centralinisti (il 29,3%) e dal Sud con 1.152 (pari al 28,5%).       


Condividi su:
Galleria Immagini