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Testimoni di giustizia: il coraggio di un “No”

C’è un esercito che ogni giorno non tace di fronte alla violazione delle regole

Gio 27 Feb 2014 | di Angela Iantosca | Attualità
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Testimone: “Colui che fornisce la sua testimonianza relativamente all'accadimento di un fatto delittuoso e che per tale ragione gode di una protezione da parte degli organi dello Stato appositamente creati. In molti casi si tratta di commercianti che si rifiutano di pagare il "pizzo" o di persone non più disposte a continuare a pagare interessi a tassi usurai concessi loro da membri dell'organizzazione mafiosa”. Dunque cittadini responsabili che non accettano di sottostare a regole che non hanno niente a che fare con la legalità, l’etica, il rispetto. Ma quanto coraggio dietro a una scelta che, nonostante la protezione dello Stato, determinerà un cambiamento totale della vita, cambiamento di identità, cambiamento di casa, cambiamento delle abitudini. Lea Garofalo era una testimone di giustizia. Come Maria Concetta Cacciola. Donne che, nonostante la vita vissuta in famiglie di 'ndrangheta, ad un certo punto, hanno sentito il bisogno di emanciparsi da quel mondo, andare oltre un'educazione fatta di violenza e di denunciare i loro familiari. Donne coraggiose che hanno pagato con la vita il sogno di libertà. Perché la ’ndrangheta non dimentica e se fai l'infame, appena le si presenta l'occasione, si vendica. Ci vuol coraggio a denunciare. Ci vuol coraggio in questa Italia in cui si diventa degli eroi solo perché si è dalla parte giusta. Ci vuole coraggio a denunciare, sapendo che quel gesto ti cambierà la vita irrimediabilmente. Come è accaduto a Ignazio Cutrò, imprenditore siciliano che ha deciso di denunciare i suoi estorsori e che da anni vive sotto scorta. O come è accaduto a Tiberio Bentivoglio, titolare di una sanitaria, che per primo, a Reggio Calabria, ha denunciato il racket; a Luigi Coppola di Pompei che, denunciando i suoi estorsori, ne ha mandati in galera una trentina ed ora, dopo essere riuscito a tornare nella sua terra, si è visto isolato politicamente, lavorativamente e da parte della cosiddetta società civile. O come è accaduto a Vincenzo Conticello, titolare dell’Antica focacceria San Francesco, che si è rifiutato di pagare il pizzo e ha fatto finire dietro le sbarre i ricattatori... Di fronte a questo, il nostro unico dovere è di non lasciarli soli.                                                      

 



I DIRITTI DEI TESTIMONI
Il testimone di giustizia è una figura introdotta dalle legge 13 febbraio 2001 n. 45 della Repubblica italiana che estende al testimone di giustizia la disciplina propria del collaboratore di giustizia. L'art. 16-ter afferma che i testimoni di giustizia hanno diritto: 1) a misure di protezione fino alla effettiva cessazione del pericolo per sé e per i familiari; 2) a misure di assistenza, anche oltre la cessazione della protezione, volte a garantire un tenore di vita personale e familiare non inferiore a quello esistente prima dell’avvio del programma, fino a quando non riacquistano la possibilità di godere di un reddito proprio; 3) alla capitalizzazione del costo dell’assistenza, in alternativa alla stessa; se dipendenti pubblici, al mantenimento del posto di lavoro, in aspettativa retribuita, presso l’amministrazione al cui ruolo appartengono, in attesa della definitiva sistemazione anche presso altra amministrazione; 4) alla corresponsione di una somma a titolo di mancato guadagno; 5) a mutui agevolati. Le misure vengono mantenute fino all’effettiva cessazione del rischio. 


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