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Sgobbone e non pagate, il triste primato delle italiane

Lo dice l’OCSE: nel nostro Paese le donne lavorano undici ore più dei maschi. Gratis

Gio 27 Feb 2014 | di Maurizio Targa | Casa
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Le donne tricolori sono le stakanoviste del pianeta. Il primato, già saldamente in pugno alle nostre connazionali negli ultimi tre anni, è confermato dall’ultimo rapporto OCSE (Organizzazione Cooperazione e Sviluppo Economico): nonostante i passi avanti a livello legislativo in favore della parità, le italiche rappresentanti del gentil sesso continuano a lavorare ogni giorno 5 ore e mezza in più non retribuite degli uomini. Secondo i dati dell'organizzazione, una donna italiana lavora in media 58,6 ore a settimana contro le 47,7 di un uomo, e di queste quasi i due terzi (36,1 ore) sono riconducibili a lavoro non retribuito, vedi cura di bambini e anziani, pulizie domestiche, cucina e altri lavori legati alla casa e alla famiglia, mentre solo poco più di 22 ore vedono loro riconosciuto un corrispettivo economico.

Casalinghe (quasi) disperate

Il rapporto va giù impietoso relativamente ad almeno tre indicatori fondamentali: tasso d’occupazione (47% rispetto al 60 della media), tasso di fertilità (1,4 figli a testa, il più basso dell’area OCSE) e, appunto, quantità di tempo dedicato a cura e pulizie. A proposito di quest’ultimo dato, ogni donna in Italia dedica 36 ore la settimana ai lavori casalinghi, mentre gli uomini non vanno oltre le 14: il divario di ventidue ore rappresenta la forbice più ampia rilevabile tra tutti i Paesi industrializzati. Per la cronaca, la virtuosa Danimarca vede il gap d’impegno domestico aggirarsi attorno alle tre ore settimanali, mentre le “mamme-tigri” cinesi dedicano ogni settimana al focolare solo otto ore più dei papà. Tra i Paesi meno virtuosi, subito dietro al nostro, si piazzano il Giappone dove le donne sono impegnate in lavori domestici gratuiti per 21 ore a settimana, India (18 ore), Spagna (15 ore), Nuova Zelanda, Turchia e Canada (14 ore), Corea (13,5) e Francia (12,5). E ne risente di conseguenza il livello di soddisfazione della vita - continua il rapporto - indicatore che per le donne italiane non arriva alla sufficienza, fermandosi al 5,8 su una scala da uno a dieci, contro il 6 dei poco volenterosi compagni maschietti e al 6,7 complessivo della media Ocse. 
in controtendenza
Il nostro Paese appare anche colpevolmente in controtendenza rispetto a chi sta migliorando: mentre nella maggior parte dei Paesi Ocse il “gender gap” tende a diminuire, da noi va aumentando come neanche fa più il famigerato spread. Il tasso d’impiego femminile, come detto, scende al 47% (era il 48,5 nel 2012) contro il 60% della media Ocse, i salari pure (-12%) ed anche nelle occupazioni di eccellenza andiamo peggio degli altri: le donne laureate hanno un impiego nel 74% dei casi, contro l’84% medio dei Paesi industrializzati. Il World Economic Forum ci colloca al 124esimo posto su 136 per quanto riguarda la parità degli stipendi e in Parlamento, nonostante le discusse quote rosa, le donne sono ancora una minoranza. La crisi economica rischia di accentuare ancor più le differenze, annullando politiche sociali di sostegno all’infanzia che potrebbero agevolare la partecipazione femminile nel mondo del lavoro. Anche il rapporto Eurofound “Women, men and working conditions in Europe”, che mette a confronto 34 Paesi europei indagando le condizioni lavorative di uomini e donne, mette in luce una segregazione di genere con le nostre connazionali relegate in ambiti professionali tradizionalmente considerati femminili: lavori di assistenza, istruzione, pulizie, vendita al dettaglio. Nella ristorazione, nel campo dei servizi alla persona, nell’industria dell’abbigliamento, nei servizi giuridici, il rapporto è quantomeno equilibrato, ma le altre professioni, quelle ritenute redditualmente più rilevanti, in ambito scientifico, nel settore dell’ospitalità, nell’edilizia, autisti e manager, vedono il lavoro rosa nelle retrovie.

LA MANCESSION
Diversamente la vede il Wall Street Journal in una sua inchiesta indipendente: secondo il quotidiano newyorkese, oltre ai ricordati rischi derivati dal taglio al welfare, dalla recessione globale potrebbe giungere un effetto sorprendentemente positivo per il pianeta rosa. Negli Usa l’hanno ribattezzata “mancession”, recessione maschile, perché là, come in Italia, l’onda lunga della crisi ha travolto molti posti di lavoro da colletti blu occupati tradizionalmente da uomini. A tenere di più risultano proprio servizi civili come sanità e servizi alla famiglia, e settori di basso livello, come le pulizie: tutti comparti che hanno fatto crescere negli USA l’occupazione femminile di 110mila unità nel 2012, rispetto all’anno precedente. Secondo il Wall Street Journal questo potrebbe dare all’Italia una decisiva spinta economica. Gli economisti calcolano che se il tasso di partecipazione femminile al mercato del lavoro nel nostro Paese convergesse con quello degli uomini, la forza lavoro tricolore crescerebbe del 7% e il Pil pro capite aumenterebbe di un punto percentuale l’anno per i successivi venti anni. Con vantaggi per la collettività e per l’individuo donna, conclude l’OCSE, perché il “doppio fardello femminile” può dare origine a riduzione del tempo a propria disposizione e stress, con effetti negativi sulla qualità della vita.

 


 

E' ARRIVATO L’AIUTINO

Dal Wall Street Journal apprendiamo che ci sono tecnologie che potrebbero aiutare  a risparmiare tempo.

Vestito senza macchia
Grazie alle nanotecnologie, i vestiti macchiati saranno finalmente un ricordo. Un team di ricercatori di Harvard è riuscito a modificare le fibre di cotone e poliestere utilizzate per le confezioni, rendendole superscivolose e repellenti a qualunque sostanza liquida o oleosa. La fibra non è aggredibile da alcuna sostanza e rende il tessuto ad assoluta prova di macchia.

Pavimento autopulente
Il sogno realizzato di ogni casalinga: un pavimento intelligente che si pulisca da solo. Consiste in un sistema di mattonelle sintetiche microforate, al di sotto delle quali è attivo un impianto di aspirazione continua. I fori sulla superficie delle piastrelle permettono allo Smart Floor, questo il nome del rivoluzionario impiantito, di far risucchiare le particelle di polvere e sporco dal sistema aspirante. Una serie di sensori di pressione rileva la presenza di persone o animali e si occupa di attivare e disattivare la procedura.

Forno intelligente
Avete lasciato acceso il forno e siete usciti? Niente paura: impugnate lo smartphone, avviate la app giusta e il gioco è fatto. Sempre qualora abbiate già acquistato il nuovo forno presentato a gennaio 2014 al CES di Las Vegas. Equipaggiato con un modulo Wi-Fi, l'elettrodomestico è in grado di connettersi alla rete di casa e da questa a internet, e la specifica applicazione permetterà di controllare dal telefonino tutte le funzioni dell’elettrodomestico: accensione, spegnimento, preriscaldamento.

Lavatrice wi-fi
Tempi del bucato ottimizzati e ciclo del lavaggio costantemente monitorato: ecco la nuova lavatrice, connessa alla wi-fi domestica e governabile dallo smartphone che ne permette accensione, programmazione e spegnimento.

Citofono smart
«Chi è?», domanda obsoleta: oggi a vigilare chi si trova all’uscio c'è Doorbot, telecamera connessa alla wi-fi che trasmette sul telefonino le immagini di chi c'è alla porta. Potrete così sapere chi bussa mentre non ci siete, rispondergli e persino aprirgli. In alternativa, l’amico potrà lasciarvi un messaggio che vi verrà recapitato sul telefonino.

Maggiordomo digitale
«Fammi il caffè. Accendi la luce, alza la serranda e vedi se piove.» Ed il maggiordomo digitale asseconderà con diligenza tutte le vostre richieste. Si tratta di un assistente vocale in grado di controllare (quasi) tutte le apparecchiature della casa connesse alla rete wi-fi: dalle luci al termostato, all'antifurto.

Frigorifero con le app
Il nuovo frigo somiglia sempre più ad uno scaltro robot. Conserva i cibi, ma è in grado anche di cercare on line la ricetta migliore per cucinarli e leggervi le news in attesa che siano pronti. Si tratta del frigo intelligente, dotato di uno schermo touch da otto pollici sul quale si possono installare numerose app. Quelle che tengono a mente la lista della spesa, altre che ti avvisano quando il latte o la mozzarella stanno per scadere, se avrete caricato tutte le informazioni al momento di inserirvi gli alimenti.


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