acquaesapone Bambini
Interviste Esclusive Viaggi Editoriale Inchieste Io Giornalista TV/Cinema A&S SPORT Zona Stabile Rubriche Libri

La mia famiglia non voleva, ma Robertino è nato

Mi giudicavano, un continuo lavaggio del cervello.Col mio ragazzo abbiamo resistito e ora il bimbo ha conquistato tutti, anche chi non lo voleva

Gio 27 Mar 2014 | di Patrizia Lupo | Bambini
Foto di 2

 Il mio bambino è arrivato che avevo 20 anni. Con Francesco, giovane come me, stavamo insieme da due anni e ci volevamo bene. Non ce l’aspettavamo questa gravidanza. Quando ho ritirato il test ho telefonato subito a Francesco, mi ha raggiunto e siamo rimasti insieme a lungo su una panchina, con quel foglio tra le mani che guardavamo ancora increduli. Io piangevo mentre lui si alzava e si agitava mettendosi ogni tanto le mani nei capelli. La situazione era pesante, io non lavoravo e lui aveva un contratto che sarebbe scaduto dopo pochi mesi. Io non volevo abortire e Francesco nemmeno. Perciò ne parlai in famiglia, sebbene non ci fosse dialogo ma solo giudizio, rifiuto, sperando di trovare la loro comprensione, ma fu un errore. Scoppiò la tragedia e da quel momento i miei non fecero altro che dirmi che dovevo abortire, che se volevo il bambino avrei dovuto fare tutto da sola… Un lavaggio di cervello continuo che mi costrinse ad andarmene via di casa e ad andare ad abitare con la famiglia di Francesco. Dopo abbiamo passato dei giorni bruttissimi. Avevamo paura e ci venivano tanti dubbi e pensieri negativi. I genitori di Francesco lavoravano come operai e con altri figli da mantenere non potevano aiutarci più di tanto. Non riuscivo a pensare che avrei dovuto abortire, sentivo quel bambino vivere dentro di me e non volevo rinunciarci. C’era tanta confusione nella nostra testa. Non sapendo cosa fare Francesco andò a parlare con un sacerdote della sua parrocchia che lo aveva sempre aiutato fin da piccolo. Il sacerdote gli disse di non precipitare le cose e gli assicurò il suo aiuto per portare avanti la gravidanza. Gli parlò anche di un centro, il Segretariato Sociale per la Vita, che conosceva bene, dove aiutano coppie che aspettano un bambino e in difficoltà come noi. Chiamò subito il centro e fece da tramite per noi.  All’appuntamento ci siamo arrivati con il cuore pieno di dolore e preoccupazioni, non sapevamo cosa aspettarci, a me bastava anche un piccolo appiglio pur di tenere il mio bambino. Di quel momento ricordo l’accoglienza degli operatori, la disponibilità ad aiutarci concretamente e a starci vicini. Ci offrirono anche il sostegno economico del Progetto Gemma, un aiuto mensile che ci avrebbe permesso di affrontare per più di un anno le spese necessarie per il bambino. Tornammo a casa con la sensazione che qualcuno finalmente ci aveva capiti.  Sciolto tutto quel groviglio che avevamo dentro ci sentivamo più uniti, convinti ad andare avanti e ad accogliere il nostro bambino. Non avevamo più timore, né io di affrontare la mia famiglia, né lui di affrontare le difficoltà quotidiane. Dopo niente è stato facile: né trovare un altro lavoro per Francesco né riprendere i rapporti con la mia famiglia. Tutto però è cambiato con la nascita di Robertino. Il suo sorriso ha conquistato tutti, anche quelli che non lo avrebbero mai voluto. Proprio così come ci avevano detto quel giorno per incoraggiarci al centro.

Una mamma

 


 

Per un aiuto sano

Segretariato Sociale per la Vita Onlus
Tel/fax 06.37.51.75.01 – 06.80.85.155
segretariato.vita@virgilio.it
www.segretariatoperlavita.it 


Condividi su: