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Laetitia Casta: Io, irrazionale e contraddittoria

«Sono trasportata da una forte energia e impegnata a tenerla a bada»

Gio 27 Mar 2014 | di Boris Sollazzo | Interviste Esclusive
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Il suo italiano è fluente e buffo, ma anche molto sensuale, con quelle espressioni da bambina giocherellona che in un attimo la trasformano in femme fatale. Laetitia Casta è istinto puro, nella recitazione – non a caso lavora molto all'estero, persino nell'Europa dell'Est – come nelle interviste. La incontriamo a Roma per la commedia “Una donna per amica”, ultimo film del regista di Giovanni Veronesi, dove la Casta è l'oggetto dell'amicizia e del desiderio di Fabio De Luigi, tra equivoci e sentimenti forti. Ci ha appena rubato occhi e attenzione cantando come Monica Vitti in “Polvere di Stelle” a Sanremo, ora dimostra di poter dire la sua anche nel cinema italiano. Qui, prende a pretesto film e rassegna musicale per raccontarsi un po'.

Allora Laetitia, come mai ha scelto una commedia italiana per tornare al cinema?
«Per chi avrebbe recitato con me, perché il regista mi ha conquistata, per la storia. Giovanni mi ha messo in una casa a studiare, purtroppo non avevo molto tempo per fare altro anche se eravamo in Puglia, che è piena di luoghi meravigliosi. Però, mentre giravamo il film, una sera ho trovato il tempo per preparare una cena che li ha stesi tutti: ho fatto la spesa, ho cucinato un pomeriggio intero e dopo due pietanze loro non credevano che avessi fatto tutto io! Temo solo di aver esagerato, hanno lasciato troppa roba. Comunque, tornando al film, quando il copione mi è arrivato, l'ho trovato molto universale come storia e idea». 

Beh, sono tanti i film che raccontano amici che diventano amanti e magari si sposano. Perché quest'opera è diversa?
«Ci trovo profondità e attualità in questo racconto sull'amore in un'epoca che vuole velocità e immediatezza, non sensibilità e lentezza. Mi ha toccato la fragilità della mia Claudia, la sua paura d'amare, che c'è in molti di noi. Io sono corsa, non sono parigina, lì i sentimenti sono forti come in Italia, è un'isola dove tutti sanno tutto di tutti ed è molto vendicativa. Lì c'è una pesantezza, un'ansia sui sentimenti che toglie leggerezza, che dà troppa responsabilità. E credo ci sia anche nel vostro Paese. Detto questo, però, questa forza emotiva ci consente di vivere sempre a pieno certe sensazioni».

In una frase, come si descriverebbe?
«Sono una donna contraddittoria e irrazionale, sempre trasportata da una forte energia e impegnata a tenerla a bada. Anzi, a tenermi a bada».

A Sanremo non ce l'ha fatta. Si è scatenata nel numero di ballo che ha interpretato. L'impressione è che per lei la fisicità è fondamentale.
«Non è una questione di fisico o fisicità, ma di energia. E di mettermi alla prova su qualcosa di nuovo, che non conosco. Mi attrae troppo ciò che non ho mai sperimentato, quando c'è l'opportunità di fare qualcosa di diverso mi butto. Poi penso a quello che ho fatto o sto facendo, ma ormai è troppo tardi! 
Ma non mi pento mai. Il punto è che io ho sempre bisogno d'avventura. Per me questo è il mio lavoro: non fermarmi di fronte a ciò che può farti paura ed è bellissimo per questo, perché alimenta la tua voglia di gioco e curiosità e di mostrare tante facce di te. Tu diresti che io sono timida? Bene, fidati, lo sono. Questo è il bello della mia vita (ride, di gusto - ndr).

Ma alla fine, crede all'amicizia tra uomo e donna?
«Credo all'amicizia tra uomo e donna ma non mi è mai capitato veramente, devo confessarlo. La fantasia di una donna è avere quel tipo di complicità, poter rilassarsi davvero con un uomo. Oddio, ora a pensarci meglio è impossibile. Scherzi a parte, alcuni, pochissimi, ci sono stati, magari che hanno avuto una certa esperienza della vita e che erano aperti a un'esperienza non sessuale, perché non gli interessava quello né la possessività. Ma un amico uomo quello no, non l'ho mai avuto. 
E francamente neanche lo vorrei, non credo mi piacerebbe. Lo so, ho appena detto il contrario!».

Perché, secondo lei, capita così spesso questo “malinteso” tra i due sessi?
«Credo ci sia anche dell'egoismo, perché alcune donne vogliono tutto. Vogliono tenerezza, profondità, attenzione, ma poi nulla di più. Ma vale anche per gli uomini: nel film parliamo di persone “satellite”, che girano costantemente attorno a chi amano, anche di nascosto: sapete quante ne ho conosciute di femmine che hanno gravitato attorno ai maschi? Certo, per l'uomo è più difficile resistere, cede più facilmente! E le donne sono più feline, ti fanno credere che sono amiche e piano piano si insinuano e te le ritrovi come compagne di vita senza che te ne accorgi. La verità è che dovremmo essere tutti più come i bambini, che dicono ti amo e ti odio con naturalezza, che cercano amore, amicizia, tutto e contemporaneamente. Quando e quanto vogliono. Puoi avere otto fidanzati, all'asilo!».

Ci consenta una battuta: quindi i suoi due Fabio non sono suoi amici?
«Conosco Fabio Fazio da anni, c'è un rapporto tenero tra noi, solo per lui sono andata al Festival, non ci sarei andata se non l'avesse condotto lui. Lo adoro, senza Fazio non è Sanremo. De Luigi è  diverso, lui mi fa ridere tanto! E devo dire che è un grande attore, è come un musicista, ha tempi, ritmi giusti, mi ha rassicurato stargli accanto. Spero che lui inizi anche a percorrere sentieri lavorativi diversi, perché ha tanti registri, ha fantasia, può essere comico e drammatico con facilità e credibilità. Dentro la sua essenza c'è qualcosa di bello e profondo, che si sente quando gioca, pardon recita (recitare, in francese, è jouer - ndr). E poi è impegnato e altruista».

E con il regista com'è andata?
«Giovanni Veronesi è un uomo di grande sensibilità, che ha un tocco speciale. Sembra un orso, ma invece è molto dolce e profondo, si nasconde dietro la commedia perché ha bisogno di leggerezza per dire cose importanti, forti, che lo emozionano. Ha pudore dei suoi sentimenti e quella levità lo aiuta a esprimerli. Lui mi ha lasciato fare quello che volevo perché sono una straniera, ma se fossi stata italiana credo mi avrebbe dato un sacco di botte. Ma non poteva e io ne ho approfittato!».

Cosa le riserva il futuro?
«Sto preparando un film su un arabo che cerca il padre e incontra me, madre sola. Due ribelli che si trovano, due solitudini che si intrecciano in una sola notte, in cui parlano tantissimo. Una storia bellissima. Per me l'importante è non tornare su cose già fatte». 

 


 

Laetitia Casta

Laetitia, madre di tre figli – due dei quali avuti da Stefano Accorsi, con cui è stata per dieci anni -, nasce l'11 maggio del 1978 a Pont-Audemer, da Line Blin, normanna, e Dominique Casta, corso. Ha un fratello maggiore e una sorella minore ed è arrivata alla fama come supermodella. Scoperta a 15 anni, leggenda vuole durante una vacanza in famiglia in Corsica, è famosa per le centinaia di copertine collezionate in vent'anni, per essere testimonial de L'Oreal, per aver presentato il Festival di Sanremo nel 1999. L'abbiamo vista in “Asterix & Obelix contro Cesare”, “La frode”, “Gainsbourg, vie héroique” (che gli valse una nomination come non protagonista ai Cesar, gli Oscar francesi). 


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