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Manipolare con i media

Come i potenti usano i mezzi di comunicazione per imbrogliarci

Gio 27 Mar 2014 | di Alberico Cecchini | Media
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Lo sappiamo tutti che giornali, Tv e media in genere sono spesso utilizzati da gruppi di potere per manipolare le persone. Un grande intellettuale dei nostri tempi, Noam Chomsky, ha elencato i dieci principali modi con cui i potenti sfruttano i media per  ‘imbrogliare’ le persone a fini politici.
E' davvero molto interessante leggere questo elenco con calma, per scoprire come tanti di questi ‘trucchi’’ sono utilizzati sistematicamente anche nei media italiani. Infatti, in Italia, ben più che negli altri paesi più sviluppati, gran parte dei principali mass media sono un tutt’uno con la politica.
Il mensile Acqua & Sapone ha come principale obiettivo, fin dalla nascita dieci anni fa, quello di rispettare le persone, la vita, la verità, perché i lettori prima ancora che clienti sono persone. Perciò con piacere contribuiamo a diffondere questo decalogo di Chomsky che andrebbe insegnato nelle scuole. Le nostre lettrici e i nostri lettori più attenti potranno rendersi meglio conto di quanto negli anni, non solo non abbiamo utilizzato tali tecniche di manipolazione, ma anzi abbiamo insistito per smascherarle.
Nella redazione di Acqua & Sapone non abbiamo giornalisti famosi, quelli ce ne sono pure troppi in Italia. Ma abbiamo giornalisti veri, che non mancano certo in Italia, ma che oggi in questo paese non possono diventare famosi, salvo rare eccezioni. Però noi abbiamo una missione chiara, fare l’informazione che vorremmo ricevere. Quella che riteniamo più importante e che spesso non passa in primo piano o non passa per nulla in quel frullatore mediatico troppo impegnato, per strategia politica, a parlare di meteo, gossip, viabilità, celebrità, oscenità, spettacolo, sport, ultime tendenze.  
Ecco perché, per esempio, evitiamo il gossip oppure l’insistere sui particolari insignificanti dei fatti di cronaca nera. L’informazione è una cosa seria, il renderla sempre più spettacolare, morbosa, scioccante per attirare l’attenzione, cioè più soldi, è qualcosa che ci fa orrore. Anche se ormai così fan tutti, per noi è segno di maggiore distinzione non affogarci in questa corsa contro la verità, contro la dignità della persona.
Non avendo fini politici non ci interessa manipolare nessuno. Anzi abbiamo sempre ritenuto un nostro grande punto di forza quello di essere davvero indipendenti, il che ci ha reso subito molto popolari e apprezzati, tanto da arrivare ad essere, per un periodo, il mensile più diffuso in Italia. E a questa libertà non abbiamo mai voluto rinunciare pur pagandola a caro prezzo.  

 


   

Noam Chomsky le 10 strategie della manipolazione mediatica

1 - La strategia della distrazione
L’elemento primordiale del controllo sociale è la strategia della distrazione che consiste nel deviare l’attenzione del pubblico dai problemi importanti e dai cambiamenti decisi dalle élite politiche ed economiche, attraverso la tecnica del diluvio o inondazioni di continue distrazioni e di informazioni insignificanti. 

2 - Creare problemi e poi offrire le soluzioni
Questo metodo è anche chiamato “problema- reazione-soluzione”. Si crea un problema, una “situazione” prevista per causare una certa reazione da parte del pubblico, con lo scopo che sia questo il mandante delle misure che si desiderano far accettare. 

3 - La strategia della gradualità
Per far accettare una misura inaccettabile, basta applicarla gradualmente, a contagocce, per anni consecutivi. è in questo modo che condizioni socio-economiche radicalmente nuove (neoliberismo) furono imposte durante i decenni degli anni 80 e 90: Stato minimo, privatizzazioni, precarietà, flessibilità, disoccupazione in massa, salari che non garantivano più redditi dignitosi, tanti cambiamenti che avrebbero provocato una rivoluzione se fossero stati applicati in una sola volta.

4 - La strategia del differire
Un altro modo per far accettare una decisione impopolare è quella di presentarla come “dolorosa e necessaria”, ottenendo l’accettazione pubblica, nel momento, per un’applicazione futura. è più facile accettare un sacrificio futuro che un sacrificio immediato. Prima, perché lo sforzo non è quello impiegato immediatamente. Secondo, perché il pubblico, la massa, ha sempre la tendenza a sperare ingenuamente che “tutto andrà meglio domani” e che il sacrificio richiesto potrebbe essere evitato. Questo dà più tempo al pubblico per abituarsi all’idea del cambiamento e per accettarlo, rassegnato quando arriverà il momento.

5 - Rivolgersi al pubblico come ai bambini
La maggior parte della pubblicità diretta al gran pubblico usa discorsi, argomenti, personaggi e una intonazione particolarmente infantile, molte volte vicino alla debolezza, come se lo spettatore fosse una creatura di pochi anni o un deficiente mentale. Quanto più si cerca di ingannare lo spettatore, più si tende ad usare un tono infantile. Perché? “Se qualcuno si rivolge ad una persona come se avesse 12 anni o meno, allora, in base alla suggestionabilità, lei tenderà, con certa probabilità, ad una risposta o reazione anche sprovvista di senso critico, come quella di una persona di 12 anni o meno (vedere “Armi silenziosi per guerre tranquille”).

6 - Usare l’aspetto emotivo molto più della riflessione
Sfruttate l’emozione è una tecnica classica per provocare un corto circuito su un’analisi razionale e, infine, il senso critico dell’individuo. Inoltre, l’uso del registro emotivo permette di aprire la porta d’accesso all’inconscio per impiantare o iniettare idee, desideri, paure e timori, compulsioni, o indurre determinati comportamenti…

7- Mantenere il pubblico nell’ignoranza e nella mediocrità
Far sì che il pubblico sia incapace di comprendere le tecnologie ed i metodi usati per il suo controllo e la sua schiavitù. “La qualità dell’educazione data alle classi sociali inferiori deve essere la più povera e mediocre possibile, in modo che la distanza dell’ignoranza che pianifica tra le classi inferiori e le classi superiori sia, e rimanga, impossibile da colmare dalle classi inferiori”.

8 - Stimolare il pubblico ad essere compiacente con la mediocrità
Spingere il pubblico a ritenere che è di moda essere stupidi, volgari e ignoranti…

9 - Rafforzare l’auto-colpevolezza
Far credere all’individuo che è soltanto lui il colpevole della sua disgrazia, per causa della sua insufficiente intelligenza, delle sue capacità o dei suoi sforzi. Così, invece di ribellarsi contro il sistema economico, l’individuo si auto svaluta e s’incolpa, cosa che crea a sua volta uno stato depressivo, uno dei cui effetti è l’inibizione della sua azione. E senza azione non c’è rivoluzione!

10 - Conoscere gli individui meglio di quanto loro stessi si conoscano
Negli ultimi 50 anni, i rapidi progressi della scienza hanno generato un divario crescente tra le conoscenze del pubblico e quelle possedute e utilizzate dalle élites dominanti. Grazie alla biologia, la neurobiologia e la psicologia applicata, il “sistema” ha goduto di una conoscenza avanzata dell’essere umano, sia nella sua forma fisica che psichica. Il sistema è riuscito a conoscere meglio l’individuo comune di quanto egli stesso si conosca. Questo significa che, nella maggior parte dei casi, il sistema esercita un controllo maggiore ed un gran potere sugli individui, maggiore di quello che lo stesso individuo esercita su se stesso.    


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