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Un buon caffè e l’amore

Gio 24 Apr 2014 | di Alberico Cecchini | Editoriale

Fate questa prova: preparate un caffè e mentre esce ne mettete la prima metà su una tazzina e la seconda metà su un'altra tazzina. Assaggiatele. Sì, esatto, la seconda tazzina è una schifezza. L'aroma è tutto nella prima parte.
Quindi l’espresso buono è se ristretto, punto. Non solo per una questione di gusto, ma anche perché nella seconda parte, oltre alla caffeina, ci sono sostanze che fanno solo male. Quanta gente vedo che lo prende lungo pensando che faccia meno male. Mi stupisce che in Italia siamo tutti amanti del caffè, ma quasi nessuno sa una cosa così semplice.
E' un po’ come nella vita: spesso, come nel caso del caffè, continuiamo a fare gli stessi errori per secoli senza che nessuno se ne accorga. Tutti vogliono bere un caffè buono e vivere bene. Non riusciamo neanche nella prima, figuriamoci nella seconda.
Eppure la vita è semplice. Non dico facile, ma semplice. Prendi la frase: “Le mamme italiane amano i loro figli, un po’ troppo”. Ecco, la prima parte della frase è come la prima tazzina. è quel “troppo” che non va. Se è troppo non è più amore. Vale anche per gli innamorati. Amare non è mai annullarsi, soffocare o sostituirsi. O no? 


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