acquaesapone Zona Stabile
Interviste Esclusive Viaggi Editoriale Inchieste Io Giornalista TV/Cinema A&S SPORT Zona Stabile Rubriche Libri

Maria Grazia Cucinotta: «Ho fatto vincere me stessa»

Tocca a te esprimerti e dimostrare chi sei e lottare per farti rispettare

Gio 24 Apr 2014 | di Giuseppe Stabile - zonastabile@ioacquaesapone.it | Zona Stabile
Foto di 7

Una donna di successo, nel cinema e non solo. Maria Grazia Cucinotta è famosa in tutto il mondo, ora anche come produttrice cinematografica, ma ha conservato il piacere di condividere i tanti doni ricevuti e la determinazione per non arrendersi mai.

Qual è il regalo più grande che la vita ti ha fatto?
«Oltre alla nascita di mia figlia, la possibilità di crescere sognando. Sognare è sempre stato fondamentale: mi ha dato enorme benzina per svegliarmi ogni mattina e non smettere mai di lottare».

Com’è stata la tua infanzia?
«Bellissima, piena di cose vere. Devo ringraziare i miei genitori che, insieme agli altri quattro fratelli, mi hanno fatto crescere con i piedi per terra, in una realtà difficile, che non permetteva voli pindarici. Ho visto subito com’è dura la vita, conservando però la capacità di sognare».

Com’è la vera Maria Grazia?
«Sono abituata ad esprimermi in modo autentico e sono come la gente mi vede. Non mi comporto in un certo modo per attirare l’attenzione o per apparire più piacevole. Sono sempre stata così, anche se questo spesso mi ha fatto soffrire: se si è trasparenti si è quasi senza pelle, si è più vulnerabili e le ferite degli altri ti colpiscono direttamente. Ho imparato che l’onestà è un grande pregio, ma c’è un prezzo da pagare. Però io sono fiera del mio modo d’essere: solo così sono riuscita a far vincere me stessa».
 
Che cosa vuol dire far vincere te stessa?
«Far vincere la mia personalità, sconfiggendo tutti i pregiudizi. Tutti mi dicevano: ma dove vai, non ce la farai mai… Venendo dal Sud spesso si fa più fatica a dimostrare il proprio valore, perché ti scontri anche con il pregiudizio di molti che pensano che sei un gradino inferiore. Non ci sono tabelle a dimostrare il valore di una persona: non c’è chi vale di più, perché ognuno è un essere umano e dovunque sei nato e in qualunque situazione ti trovi, tocca a te esprimerti e dimostrare chi sei e lottare per farti rispettare. Anche nel mio ultimo film in uscita in questi giorni “La moglie del sarto” interpreto il ruolo di una donna che lotta strenuamente contro i soprusi e i pregiudizi di gente ottusa, per far vincere la vita, la propria e quella della figlia. Un film avvincente, ambientato negli anni ’60, che descrive una situazione purtroppo ancora attuale».

Come hai conquistato il successo?
«Ho lottato tanto, ma aver ottenuto il successo arrivandoci a modo mio vale molto ma molto di più. Appena compiuto diciotto anni, decisi di andare via dalla Sicilia: fu un brutto colpo per la mia famiglia, soprattutto per mio padre. Inizialmente raggiunsi mio fratello a Brescia, senza avere nessuna idea e prospettiva concreta. Provai a fare la modella a Milano, poi partecipai a Miss Italia e fui notata da Renzo Arbore che mi scelse per il cast del suo programma tv “Indietro Tutta”. Mi trasferii a Roma e iniziò tutto…».

A Roma, da sola, così giovane…  Come ti rivedi oggi?
«In quegli anni, da sola nella Capitale, sono stata costretta a crescere in fretta, trovandomi ad affrontare tante responsabilità. Ho vissuto l’adolescenza molto meno dei miei coetanei e, da incosciente, pensavo di essere già un’adulta. Rivedendomi, provo molta tenerezza per me, ma ricordo che avevo una grande forza. Non avevo nulla da perdere e questo mi rendeva fortissima! Venivo da zero, non potevo perdere: le persone semplici sanno che devono lottare tanto per ottenere qualcosa».

Ritrovi questa grinta nei ragazzi di oggi?
«Purtroppo ai nostri ragazzi stiamo togliendo i sogni! Siamo responsabili di un grave impoverimento morale e di una perdita di credibilità anche delle istituzioni. Ultimamente ho studiato le vicende della comunicazione ed è evidente che negli ultimi vent’anni, proprio dopo che ho girato il film “Il Postino”, è iniziata una guerra mediatica piena d’insulti che ha affossato il nostro Paese e la mentalità dei ragazzi, con la meritocrazia che è stata soppiantata dal favoritismo. Però non dobbiamo arrenderci, bisogna continuare a lottare rivolgendoci alla parte migliore della società italiana».

La partecipazione a “Il Postino”, l’ultimo film di Massimo Troisi, è stata una tappa fondamentale per te.
«È vero, quel film è stato molto importante, professionalmente ed umanamente. Basti pensare che mio padre era postino, così come altri due miei fratelli! Non solo, ma poco prima di emigrare dalla mia Sicilia, avevo vinto il concorso per un contratto temporaneo come postina! Quel film mi ha regalato una notevole popolarità e da Troisi ho imparato molto. Dopo la morte di Massimo sono andata negli Stati Uniti d’America per studiare: fu molto impegnativo, ma per me è vietato dire “è troppo difficile, non ci riesco”».

La tua bellezza e la tua avvenenza fisica ti hanno creato imbarazzo da giovanissima? Dopo, come attrice ti hanno avvantaggiato?
«Da giovane non ero molto imbarazzata, soprattutto perché per tanto tempo non mi sono resa conto della mia avvenenza. Gradualmente mi sono abituata: sono una persona molto libera e grazie al cielo nessuno ci obbliga a fare nulla. Dal punto di vista professionale all’inizio la bellezza mi ha aiutato a presentarmi e a farmi conoscere; poi però si è tramutata in uno svantaggio perché ha preso il sopravvento su tutto il resto. Quando parlavo nessuno mi ascoltava e dopo un po’ mi sentivo dire: “Però, sei anche intelligente!”. Era davvero avvilente e mi fece perdere interesse allo scambio con gli altri».

Cos’è veramente importante nella persona?
«Credo che noi siamo energia e l’anima è l’essenza dell’energia personale. Io sono una donna sempre positiva, convinta che tutto può cambiare. Percepisco un’energia che viene da dentro e che si riflette anche esteriormente, su tutto il mio corpo. Ho sempre creduto in un altro mondo, dove tutto è perfetto, dove ognuno arriva con il proprio essere se impara a costruire soprattutto se stesso. Ognuno deve partire da se stesso!».

Costruire te stessa non ti ha impedito di occuparti degli altri. Sei spesso impegnata in molte attività di volontariato, soprattutto per i bambini!
«I miei genitori ci hanno insegnato a condividere sempre con gli altri, anche nei momenti più difficili, quando non avevamo nulla. La generosità è un atteggiamento interiore, non può dipendere dalla ricchezza materiale. Da parte mia ho sempre messo a disposizione delle giuste cause la mia popolarità perché ci sono tante persone sofferenti e invisibili. Anch’io sono stata una di loro, e quindi per loro lotterò sempre, soprattutto per i più piccoli. Amo molto i bambini, soprattutto mia figlia dodicenne: avrei voluto avere tanti altri figli, ma purtroppo non ci sono riuscita. I bimbi rappresentano la Vita, la Creazione. Ci aiutano a svegliarci la mattina e a dare un senso all’esistenza; altrimenti, rischiamo di cadere nel vuoto e di cercare di riempirla con tante altre cose illusorie. Dalla mia famiglia ho ricevuto anche il dono meraviglioso della Fede che mi ha sempre sostenuta».

Come esprimi la tua spiritualità?
«Mi sono riavvicinata da qualche anno: oggi prego e frequento la Chiesa un po’ a modo mio; credo sia più importante impegnarmi per comportarmi bene. Ho un rapporto con il Signore molto forte e credo che ci sia un’energia grande che ci guida. Spesso ci soffermiamo su una parte molto superficiale della nostra esistenza, ma esiste altro che va molto al di là. Crederci è bello, aiuta ad andare oltre le varie difficoltà e permette di affrontare l’esistenza in un altro modo. Ogni volta che prego mi rivolgo prima di tutto alla Madonna, alla Mamma di tutti. Non ho nessun imbarazzo verso di Lei, per me è una figura rassicurante. Credo che ognuno nel momento del bisogno pensi alla propria madre terrena, ma la Mamma vera è impagabile!».                      



DALLA SICILIA ALLA CINA

Nel 2005 ha iniziato l’attività di produttrice cinematografica, esordendo con il premiato "All the invisible children": 7 cortometraggi incentrati sulla sofferenza dei bambini nel mondo. Ha prodotto vari film tra i quali “Maldamore”, con L. Zingaretti e A. Angiolini, ma è impegnata anche in innovativi progetti con la Cina: «Sono stata fortunata a intraprendere quest’attività internazionale. Visitai la Cina per un viaggio, ma ora sono già 7 anni che ritorno e sono riuscita a realizzare la prima coproduzione con il nostro Paese. È stato molto difficile conquistare la loro fiducia, ma è molto stimolante portare la cultura italiana in un Paese così pieno di energia e di voglia di cambiamento».



BELLEZZA MEDITERRANEA

Maria Grazia Cucinotta, nata a Messina il 27 luglio 1969, appena diplomata si trasferisce a Brescia dal fratello e inizia a lavorare come modella. Nel 1987, dopo Miss Italia, è valletta di Renzo Arbore in “Indietro tutta!”. La notorietà arriva nel 1994 con “Il Postino”, con Massimo Troisi. Alle soglie del 2000 partecipa al film “007 - Il mondo non basta” di Michael Apted e recita accanto a Woody Allen e Sharon Stone in “Ho solo fatto a pezzi mia moglie” di Alfonso Arau. Dal 2005 si occupa anche di produzione cinematografica. È la protagonista della pellicola appena uscita nelle sale cinematografiche “La moglie del sarto” di Massimo Scaglione, ambientato negli anni ’60 che racconta la lotta di un’affascinante donna del Sud per difendere la dignità sua e della figlia.


Condividi su:
Galleria Immagini