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Lo stupore dei giusti

Di tutto ciò che facciamo nella nostra vita cosa ha veramente valore?

Gio 24 Apr 2014 | di Dario Fani | Attualità
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Quando ci sentiamo in vena di buoni propositi, rivolgiamo subito il pensiero a grandi imprese. Ci sono momenti nella vita in cui siamo pronti a immolarci per un’idea. Possiamo sacrificare tempo ed energie per sentirci parte di un’ideologia, per vederla finalmente affermarsi. Poi, se quell’ideologia crolla, crolliamo anche noi. Non deve trattarsi per forza di un’appartenenza straordinaria. Bastano i colori di una squadra sportiva o il simbolo di una fazione politica. Perfino il club di ballo o l’associazione di scacchi possono fare al caso nostro. L’intento rimane lo stesso: dare un contributo affinché quel gruppo possa imporsi. Può trattarsi del circolo di tennis, del bridge o del burraco, o anche di qualcosa di più importante, come l’affermazione della nostra fede religiosa. Possiamo bussare di porta in porta per convincere gli altri che siamo nel giusto, oppure spendere le nostre energie e il nostro tempo a servizio di un movimento riunito sotto cinque stelle, mossi dalla speranza di poter finalmente riuscire a cambiare il mondo. O ancora possiamo riunirci fra specialisti nella speranza di poter sconfiggere un male incurabile. è il bello di essere uomini: appartenersi. Lottare insieme. Pensare di poter realizzare imprese impossibili. Entrare da protagonisti nei grandi eventi della nostra epoca. Risolvere i problemi basilari dell’esistenza umana. Battersi contro le ingiustizie sociali che affliggono il mondo. Partecipare agli entusiasmi dei nostri simili. Abbiamo bisogno di affermarci attraverso gesta eclatanti, dando sfogo all’eroe che alberga in ognuno di noi. Lasciate peroò che vi confidi un mio pensiero: tutto ciò è importante, ma non essenziale. Nella nostra vita, infatti, siamo chiamati a fare qualcosa che va ben oltre la realizzazione di una qualsiasi grande impresa. Qualcosa che spesso dimentichiamo di fare, pur essendo apparentemente semplice. A me piace definirlo come: “essere eroi di tutti i giorni”. Per spiegarvi meglio quel che intendo, lasciate che mi aiuti con un passo del Vangelo che mi emoziona e diverte ogni volta che lo leggo. Lo chiamo “lo stupore dei giusti”, anche se in nessuna esegesi troverete mai questo titolo. Recita così: “Quando il Figlio dell'uomo verrà nella sua gloria con tutti i suoi angeli, si siederà sul trono. E saranno riunite davanti a lui tutte le genti ed egli separerà gli uni dagli altri, come il pastore separa le pecore dai capri, e porrà le pecore alla sua destra e i capri alla sinistra. Allora il re dirà a quelli che stanno alla sua destra: «Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla fondazione del mondo. Perché io ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere; ero forestiero e mi avete ospitato, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, carcerato e siete venuti a trovarmi». Allora i giusti gli risponderanno: «Signore, quando mai ti abbiamo veduto affamato e ti abbiamo dato da mangiare, assetato e ti abbiamo dato da bere? Quando ti abbiamo visto forestiero e ti abbiamo ospitato, o nudo e ti abbiamo vestito? E quando ti abbiamo visto ammalato o in carcere e siamo venuti a visitarti?». Rispondendo, il Re dirà loro: «In verità vi dico: ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l'avete fatto a me» (Mt 25, 31 - 40). Trovo delizioso quel “quando mai” con cui “i giusti” aprono il loro discorso: accoglie un immenso stupore. Fra quei “giusti”, c’è chi non ha mai rivolto una sola parola a Gesù e forse perfino chi non crede in Gesù. Ma altrettanto bello e chiarificatore trovo il finale della risposta: «Ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli l'avete fatto a me». Dice tutto. Se aiutiamo anche il più piccolo dei fratelli, se compiano un qualunque gesto di servizio minore, anche semplicemente se offriamo il nostro posto a sedere a una persona più anziana, non solo rendiamo un servizio a lei e a noi, ma gratifichiamo immensamente Gesù – e per Gesù io intendo la parte più nobile e sacra del cuore umano. Secondo la Bibbia, il cuore è il centro non solo dell’attività spirituale, ma di tutte le operazioni della vita umana. Il cuore è la “sede della vita” di un essere umano, il suo “centro di controllo”. Il cuore, infatti, determina l’impostazione di fondo della vita morale e spirituale di una persona. Ecco quale meraviglia nasconde essere eroi di tutti i giorni. Ben vengano le grandi imprese e i sogni di giustizia sociale. Ben vengano, ma solo se siamo capaci di esser giusti nelle cose di ogni giorno, a non trascurare le difficoltà dei nostri compagni e della nostra famiglia. Solo se siamo capaci di accogliere le preoccupazioni, le sofferenze e le gioie delle persone con cui entriamo quotidianamente in contatto. Ben venga sognare di diventare dei grandi eroi, se si è già capaci di essere i piccoli eroi d’ogni giorno. Perché così è possibile che anche a noi capiti, un giorno, di provare lo stupore dei giusti.             


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