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Agriturismo? Meglio se estremo

Nel boom delle vacanze verdi, nascono quelle con il brivido: dall’altalena nel vuoto allo sleeping tree

Lun 26 Mag 2014 | di Giuseppe Scicco | Soldi
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Sarà la crisi che porta a scegliere mete vacanziere dietro l’angolo o sarà la crescente sensibilità ambientale, fatto sta che è boom per il turismo ecologico: l’incremento esponenziale di soggiorni in parchi, oasi, riserve e aree verdi permette a questo segmento del settore vacanziero di raggiungere nel nostro Paese il record storico, alzando l’asticella del fatturato annuale ad oltre 12 miliardi, con aumento d’introiti e presenze in barba alla recessione e in controtendenza rispetto alle ferie tradizionali. E i ponti di primavera trascorsi da poco hanno suggellato il trend, con la Toscana saldamente in testa nelle classifiche delle mete più gettonate dagli amanti della villeggiatura green.

Uno stivale verde
La scelta di luoghi di interesse naturalistico come destinazione dei propri soggiorni è associata al 3,7% dei turisti, e l’Italia può contare su 871 parchi e aree protette, che coprono ben il 10% del territorio nazionale. A spingere un numero maggiore di vacanzieri verso la natura sono prevalentemente – racconta un recente rapporto Coldiretti – la voglia di fare attività sportive come trekking, mountain bike, birdwatching, sci, equitazione, climbing (47%), il relax (20%) e la riscoperta delle tradizioni (10%). Altre motivazioni sono legate principalmente alla volontà di assistere in prima persona a eventi simbolo della cultura locale, elemento che incide sulla decisione della destinazione nei termini del 10,7%. Ulteriore impulso alla gita in campagna è l’interesse enogastronomico (9,7%): la vacanza ecologica è infatti spesso abbinata alla scoperta del gusto locale, grazie alla presenza in Italia della più grande varietà di percorsi turistici legati alla buona tavola. Il numero degli agriturismi in Italia negli ultimi dieci anni è aumentato del 57% ed ha raggiunto la cifra record di oltre ventimila, il più alto di sempre. Il maggior numero di aziende si trova in Toscana (4.125) ed in Trentino (3.366), ma nel tempo la diffusione è diventata capillare su tutto il territorio nazionale, anche se il 47% di esse si trovano al nord, il 34% nel centro e il 19% nel mezzogiorno. L’offerta di servizi risulta sempre più diversificata, con 16.906 strutture che offrono l’alloggio in 217.946 posti letto e 8.363 piazzole di sosta per l’agricampeggio.
La vera rivoluzione è però legata al fatto che agriturismo non significa più solo mangiare: le aziende autorizzate alla ristorazione (10.144) sono state infatti sorpassate in numero da quelle che offrono anche altri servizi, salite a ben 11.982 con attività come l’escursionismo (3.324), la mountain bike (2.785), i corsi di cucina, orto, cucito o altro (2.009), l’equitazione (1.489), il trekking (1.821), le fattorie didattiche per i più piccoli (1.251) e le osservazioni naturalistiche (932), queste ultime due in vertiginosa espansione.

Sempre più stranieri
Il Belpaese detiene anche la leadership europea nella produzione biologica e nell'offerta di prodotti tipici, con ben 262 denominazioni di origine riconosciute a livello comunitario e 4.698 specialità tradizionali censite dalle regioni. Un patrimonio particolarmente apprezzato dai turisti italiani, ma anche d’oltrefrontiera, che in misura sempre crescente cominciano a scoprire la vacanza italiana all’insegna della natura. I numeri delle affluenze complessive parlano di un flusso di 29 milioni di presenze e per la prima volta, nel 2013, l'incidenza di turisti stranieri ha raggiunto il 40,2% del totale (era il 38% l'anno precedente). Una vera manna per le casse delle nostre strutture ricettive, in quanto si calcola che un turista d’oltralpe spenda mediamente 100 euro al giorno a fronte dei 65 di un villeggiante tricolore. Tendenza che interessa in misura maggiore alcune aree del nostro Paese, dal momento che in alcune regioni, come la Toscana, il totale complessivo di ospiti stranieri è addirittura riuscito a superare quello degli italiani.

Me l’ha detto mio cugino
La molla decisionale che determina una vacanza naturalista scaturisce spessissimo dal passaparola, fattore che incide per oltre la metà dei turisti (53,2%), mentre per quanto concerne il web, i contenuti che viaggiano sulla rete influenzano il 18% delle scelte. Dato, quest’ultimo, che stride con il corrispettivo legato ai turisti stranieri: il 28,1% dei viaggiatori che arrivano in Italia scelgono il web come contenitore di informazioni da consultare preventivamente alla scelta. Resta comunque, anche per l’ospite d’oltrefrontiera, il passaparola quale fattore maggiormente incisivo sulle scelte (45,4%).
A livello generale, il 5,4% dei turisti stranieri sceglie in Italia una destinazione a carattere naturalistico: anche in questo caso le principali motivazioni sono legate alla possibilità di assistere a qualche evento locale significativo. Segue, in termini di influenza sulla scelta, il patrimonio culturale, storico e artistico che queste mete offrono. Particolarmente interessante il binomio sport e shopping, che sembra essere una costante per chi viene dall’estero, in grado di influenzare la domanda rispettivamente del 16 e del 13,7%.

Rompicollo è meglio
Una capacità di attrazione abbastanza innovativa è dovuta anche alle opportunità “estreme” offerte dall’agriturismo, che in Italia può contare su un crescente numero di strutture diversificate e per certi versi curiose. Un agriturismo del Mugello, Firenze, offre ad esempio la possibilità di dormire “appesi” su un albero con vista sulla natura, in Trentino c’è l’allettante opportunità di dondolarsi con l’altalena nel vuoto di un impressionante burrone e in Piemonte possono farvi scendere per le rapide del torrente sottostante, a bordo di piccole canoe rompicollo. In altre strutture della Toscana si può anche provare l’ebbrezza di scoccare frecce a 1300 metri di altezza come novelli Robin Hood, effettuare escursioni a bordo di “trattori panoramici”, fare un tour tra stalle per vedere dal vivo come si lavorano le carni suine o la cinta senese, passeggiare nel bosco, fare corsi di pittura, cucina ed equitazione. Questo segmento che esplora i lati per certi versi più “selvaggi” della vacanza bucolica, seppur ancora ridotto, sta conoscendo una crescita esponenziale. Per i tradizionalisti, tuttavia, niente paura: degustazioni di prodotti aziendali e visite in cantina sono sempre garantite!


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