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Amaurys Perez: al primo posto i miei figli

Amaurys Perez, il pallanuotista cubano, ballerino di “Ballando con le stelle”, racconta le sue origini, la famiglia, la nostalgia di Cuba, i suoi due figli

Lun 26 Mag 2014 | di Alma Pentesilea | Interviste Esclusive
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Argento alle Olimpiadi di Londra 2012, Oro ai campionati mondiali di nuoto a Shangai 2011, il pallanuotista cubano Amaurys Peres, che milita nel campionato italiano di A1, oltre che in vasca, ha recentemente mostrato le sue qualità sulla pista da ballo di “Ballando con le Stelle”. Eppure, per lui al primo posto rimangono sempre Gabriel e Cristian Antonio, i suoi due bimbi.
Quando lo chiamo al telefono, parla piano per non svegliare i piccoli che si sono appena addormentati.

Cominciamo dalla pallanuoto: perché questo sport?
«Sono arrivato alla pallanuoto per sbaglio. Mia madre un giorno, per il doposcuola, mi portò in piscina, per fare sport. Io avevo 8 anni ed è stata subito passione».

Come è stata la tua infanzia?
«Molto felice e allegra. In quel periodo si stava bene. Sono andato via da Cuba per lo sport, perché mi chiamò una squadra…».

Come hanno vissuto i tuoi genitori l'allontanamento?
«I miei genitori l'hanno vissuta molto male, ma hanno accettato il fatto che ho preferito continuare la mia carriera. Provare altre emozioni. Più ambizioni».

E tu cosa provi per la tua Cuba?
«Tantissima nostalgia! Per fortuna sono venuto a vivere nel Sud d'Italia, che è un posto molto simile a Cuba: c'è sempre allegria!».

Come è stato l'impatto con l'Italia?

«Positivo. Sono cresciuto anno per anno. E poi sono entrato anche in Nazionale!».

Ti sei sentito traditore della tua Cuba indossando la maglia italiana?
«Assolutamente no! Sono italianizzato e difendo i colori dell'Italia. Ovviamente non rinnego le mie origini, la mia terra adorata. Per quanto riguarda la nazionale, per me è uno sport ed è stato un sogno che si realizza giocare con il Settebello: sono cresciuto vedendoli giocare e vincere e sperando di essere uno di loro. Arrivare in Italia e trovare quei giocatori che guardavo in tv come miei allenatori è stato il massimo!».

Importante vincere o partecipare?
«Vincere fa la differenza! Quello che ho provato salendo sul podio è una sensazione indescrivibile. Quando sono tornato a casa, ho passato giornate intere a guardare la medaglia per vedere se era vera!».

Per quanto riguarda gli allenamenti come sono le tue giornate?

«Quando siamo lontani dalle gare, facciamo un carico di lavoro, arrivando quasi a 5 ore al giorno, tra palestra e piscina. Quando siamo vicini alla gara, sotto stress, importante è tenere alta la concentrazione e alle 10 si va a letto».

Anche la vostra dieta è particolare?
«Io in generale seguo la dieta mediterranea. Poi, mia moglie ha studiato all'Isef, quindi seguiamo un'ottima alimentazione. Di solito a pranzo carboidrati e la sera insalata e carne».

Che consigli ti senti di dare per essere vincenti?
«Secondo me è importante non mollare mai, imparare a godere nella sofferenza e a sacrificarsi. Bisogna crederci fino alla fine».

Quanto è importante per te la fede?
«Io nella fede trovo la pace».

Hai partecipato anche a “Ballando con le Stelle”: ti sei scoperto ballerino?
«Quando mi è arrivata la proposta, mi stavo allenando a Barcellona con la nazionale. Ricordo che mi ha chiamato la mia agenzia dicendomi che c'era la possibilità di fare un provino. Io mi sono messo a ridere, perché non c’entravo niente con il mondo dello spettacolo. Invece tutti mi hanno detto di andare. E lì mi sono divertito moltissimo, ho scoperto una passione. E mi sono messo in gioco. Sono stati tre mesi bellissimi, al di là dei sacrifici: è stata anche una sofferenza, ma con molta allegria!».

Che tipo di padre sei?

«È importantissimo il ruolo del padre. Uno dei motivi per i quali in questo momento mi sono allontanato dalla Nazionale è perché i miei figli hanno bisogno di me, non solo della madre. Ho letto tanti libri sui bambini di pediatri e psicologi prima di diventare papà! Ho due piccoli, uno di 3 anni ed uno di 1. Loro ti imitano, ti seguono, ciò che gli insegni loro faranno: è una responsabilità enorme. Dipende da te se un figlio esce sulla strada giusta o se esce un delinquente».

Quando ti senti italiano e in cosa sei cubano?
«Mi sento molto italiano quando canto l’inno di Mameli prima delle partite. Mi viene una carica che non puoi immaginare… Ma mi sento autenticamente cubano, perché davanti alle difficoltà continuo a sorridere». 

 



DALLE VASCHE ALLA PISTA DA BALLO

N ato a Cuba nel 1976, è un pallanuotista cubano naturalizzato italiano, difensore dell'Acquachiara. Ha iniziato a dedicarsi insieme al fratello alla pallanuoto dopo la scuola, mettendo in evidenza presto le sue capacità. Dopo la laurea in Scienza motorie, si è trasferito all’estero, prima in Spagna e poi in Italia, dove ha giocato con squadre come Nervi e Posillipo. Acquistata la cittadinanza italiana è entrato nella Nazionale, il Settebello. Nel 2011 ha conquistato il titolo mondiale, mentre nel 2012 ha vinto la medaglia d’argento alle Olimpiadi di Londra. Dal 2012 sta nella Acquachiara. Nel 2013 è entrato a far parte del cast di “Ballando con le Stelle”, classificandosi secondo.    


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