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Te lo leggo negli occhi

Arrivano le lenti a contatto multimediali. Non solo gadget, ma utili per diabetici e ipovedenti

Lun 26 Mag 2014 | di Claudio Cantelmo | Attualità
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Ricordate gli Smart glass, o, per citare il modello più noto prodotto dall’azienda di Mountain View, i Google glass? Breve riassunto per chi non sa o non ricordi: si tratta di occhiali intelligenti, apparentemente uguali a quelli usati comunemente da decenni, ma con delle lenti particolari su cui potremo leggere tutto: camminando tra i negozi, davanti alla nostra retina per magia compariranno i prezzi migliori on line dei vestiti che stiamo osservando; girando la testa ecco un ristorante: davanti ai nostri occhi sarà visibile il voto medio che gli utenti gli hanno assegnato sullo stile di tripadvisor. Un valido aiuto per decidere se entrare oppure no. Ma anche un messaggio: il tuo treno è in ritardo, hai tempo per un pranzo. A poche settimane dalla prima vendita libera dei cybernetici glasses, riservata ai soli residenti negli Stati Uniti e andati letteralmente a ruba nonostante il poco abbordabile prezzo di 1.500 euro, abbinato ad un livello tecnico ancora da perfezionare, spulciando tra le notizie, si apprende che l’innovazione sta trovando spazio anche in ambiti ben più seri dalla curiosità o dallo shopping selvaggio.

Non solo gadget
È stato infatti effettuato nel nostro paese il primo intervento chirurgico supportato dagli occhialini magici: a Rozzano, nel milanese, un’equipe medica li ha usati per raccontare in diretta agli specializzandi l'applicazione di uno stent coronarico. E tra breve potranno essere usati negli ospedali per visualizzare in tempo reale e solamente guardando il letto, i dati del paziente e la relativa letteratura medica. Stupiti? Fatevela passare, è già roba vecchia: accanto agli occhiali arrivano le lenti a contatto intelligenti, delle quali è già stato depositato il brevetto. Si tratta della versione “bionica” dei glass, forniti di una microscopica telecamera e di emettitori led. Non è la prima volta che la biotecnologia informatica si dedica a questi dispositivi: pochi mesi fa è stato presentato un brevetto di lentine capaci di monitorare in continuo i livelli di glucosio nelle lacrime, funzione utilissima per i malati di diabete tipo 2. Altra applicazione sanitaria è un ulteriore brevetto depositato per aiutare le persone ipovedenti a migliorare la percezione dell’ambiente che le circonda: lenti che al loro interno ospitano una videocamera il cui obiettivo è essenzialmente quello di inquadrare ciò che si trova nel campo visivo dell’utente. Le immagini possono poi essere elaborate in tempo reale in locale, oppure inviate a un server remoto, così da restituire nel minor tempo possibile un feedback attraverso la comunicazione con un dispositivo mobile su ciò che si trova di fronte. Per spiegarne meglio il funzionamento è possibile ricorrere ad un esempio. Avvicinandosi a piedi ad un incrocio, le due lenti potranno effettuare la scansione della strada e, nel caso in cui venisse rilevato un veicolo in avvicinamento, avvisare la persona con un messaggio sonoro emesso dallo smartphone, oppure ascoltato direttamente tramite un auricolare. Per quanto riguarda l’alimentazione energetica del dispositivo, è allo studio un sensore in grado di generare energia dal movimento oppure dal calore emesso dal corpo, progetto quest’ultimo condotto da un team coreano.  

Il traffico è cool

Per gli utenti visivamente normodotati, invece, grazie al collegamento tra le lenti e lo smartphone indispensabile per la connessione alla rete, si avrà la possibilità di visualizzare le informazioni sul traffico mentre si guida. Oppure, grazie al “dialogo” tra le lenti e un radar di bordo dell’auto, sarà possibile ricevere un avviso led se un’auto proviene in senso contrario o si trova su un attraversamento pedonale. Grazie ad un sensore ci sarà poi la possibilità di scattare foto e video con un battito di ciglia (sistema già attivabile con il secondo modello dei Glass, quello ora in distribuzione), e non mancheranno le funzioni multimediali che utilizzano l’audio. I tecnici sono riusciti a sfruttare al meglio la conduzione ossea delle onde sonore integrata da un auricolare.

Non tutto oro…
Anche se Google si affanna a sottolineare come lentine e occhiali non siano antagonisti, ma puntino a segmenti di mercato differenti, un eventuale smartglass senza occhiali, farebbe sembrare la versione originale vecchia come una locomotiva a carbone rispetto al Frecciarossa, per tacere del fatto che uno dei difetti principali degli occhialini di Mountain View è considerato proprio il suo dare troppo nell’occhio. Esaurito l’effetto “stupisci l’amico”, infatti, molti proprietari del gadget hanno confessato di sentirsi a disagio passeggiando per strada. Ma altre obiezioni sono certamente più strutturate e riconducibili ad entrambi i dispositivi: molti temono un ulteriore attacco alla privacy di ciascuno di noi. Soprattutto i Vip: difficile immaginare cantanti, calciatori o politici al ristorante mentre tutti li filmano e postano video istantanei.
Ancora, problemi per la pirateria. Arduo sequestrare un micro-sensore discreto come un paio di occhiali all'ingresso del cinema, di un concerto, di una partita, e praticamente impossibile sfilarti delle lenti a contatto: non appena le tecniche di registrazione risultassero abbastanza raffinate, per un biglietto comprato cento amici vedrebbero in diretta lo stesso spettacolo. Ma l’interrogativo più grosso viene dal campo medico. Scarseggiano pareri in merito agli effetti del bombardamento elettromagnetico che aumenterà in modo esponenziale, tenendo un sensore ubicato in semipermanenza vicino al cervello: magari un giorno sarà considerato una pazzia. Allo stesso modo in cui ripensiamo a moto senza casco, auto senza cinture e cinema pieni di fumo, chiedendoci se allora fossimo tutti un po’ suonati.


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