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Carceri, continua la tortura di Stato

Entro maggio l’Italia doveva risolvere la penosa situazione dei penitenziari. Non è successo. Ma dall'UE arriva un altro anno a disposizione

Gio 03 Lug 2014 | di Carla Vincenzi | Attualità
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Poveri, sbandati o ladri di polli che non possono permettersi grossi avvocati continueranno ad essere i deportati degli anni 2000 nel nostro Paese. In nome della legge, l'Italia può ufficialmente continuare ad essere uno Stato fuorilegge anche in materia di giustizia penale. A giugno è arrivato il nuovo aiutino: il Comitato dei Ministri del Consiglio d'Europa ha dato un altro anno di tempo per mettere fine allo scandalo dei lager penitenziari. A gennaio 2013 la Corte europea dei diritti dell’Uomo, condannando gravemente il sistema carcerario italiano, aveva dato l'ultimatum: entro il 28 maggio il nostro Paese doveva superare lo stato di ripugnante disumanità in cui costringe migliaia di persone detenute, molto spesso senza nemmeno un processo, anche per 22 ore al giorno. La sentenza riconosceva un risarcimento di quasi 15mila euro ciascuno ai 7 detenuti che avevano inoltrato il ricorso in quanto vittime di “trattamento inumano e degradante”. Davanti la Corte ci sono quasi altri 7.000 ricorsi analoghi, ma per ora la procedura d'infrazione è sedata. Qualche miglioramento c'è stato, il governo ha  evitato le pesanti sanzioni, annunciando massimo impegno, sconti di pena e mini-risarcimenti agli ex detenuti.
Ma il sistema è rimasto pressoché identico: celle strette, senza luce né aria, con servizi sanitari carenti, cibo scadente, sporcizia, assenza di attività, incredibile quantità di persone detenute in attesa di primo giudizio ecc. ecc. Un inferno nel quale finiscono i pesci piccoli. Non certo i potenti, i corrotti e corruttori di rango, i delinquenti politicanti, i rovinatori del Paese che per i poveracci fanno leggi cattive, ma per sé si sono confezionati ad arte leggi e leggine per far sfumare i processi con la prescrizione. Né questo Stato ha mostrato di sapersi attivare con risultato nell'evitare che la gente delinqua. Non è tutto colpa del Governo e delle istituzioni. Ma è assurdo che il primo ad essere fuorilegge è proprio il soggetto che fa le regole e dovrebbe farle rispettare. È delinquenziale il fatto che da luoghi sicurezza, gli istituti di pena diventino fabbriche di insicurezza perché ti peggiorano.                                       




Italia, il Paese più fuorilegge nell’UE
Con 119 procedure d'infrazione aperte a suo carico, l'Italia è il Paese dell'Unione Europea con il maggior numero di inadempienze rispetto alle normative comunitarie. Non rispettiamo le regole europee in materia di disabili, consumatori, giustizia, pagamenti ai creditori della Pubblica Amministrazione, rifiuti, ambiente, farmacovigilanza ecc. Inoltre, sono 14.400 le cause pendenti contro l’Italia davanti la Corte di Giustizia europea. Peggio di noi, solo la Russia.




LA SALUTE NELLE CARCERI
La salute nelle carceri italiane è a rischio, con il 60-80% dei detenuti che ha qualche malattia a causa del sovraffollamento, ma anche per una assistenza sanitaria di scarsa qualità. L'allarme viene dalla Società Italiana di Medicina e Sanità Penitenziaria (Simpse). Secondo le stime degli esperti il 32% dei detenuti è tossicodipendente, il 27% ha un problema psichiatrico, il 17% ha malattie osteoarticolari, il 16% cardiovascolari e circa il 10% problemi metabolici e dermatologici. Tra le malattie infettive è l'epatite C la più frequente 32,8%, seguita da Tbc 21,8%, Epatite B 5,3%, Hiv 3,8% e sifilide 2,3%.


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