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Come volevasi dimostrare

Avevamo ragione, l’immenso pericolo atomico non poteva essere gestito dalla ‘casta’. L’abbiamo scampata per un pelo

Gio 03 Lug 2014 | di Alberico Cecchini | Editoriale

Fino a pochi anni fa solo Acqua & Sapone e una manciata di giornali minori, fra cui il periodico locale Il Caffè, dello stesso editore, continuavano ad allertare sul pericolo di costruire centrali nucleari. Sostenevamo, oltre alla  loro anti-economicità, che in un paese incapace da decenni di gestire i rifiuti tossici, non ci potevamo fidare di chi avrebbe controllato tale tecnologia.

Oggi, alla luce delle accuse pesantissime mosse contro l’ex Ministro Scajola, la massima autorità politica di allora in merito a tali impianti e a quelle sulle infiltrazioni mafiose nella messa in sicurezza degli impianti atomici, possiamo dire che avevamo tremendamente ragione. Purtroppo. E, purtroppo, quasi solo noi fra tanti giornali e tv, troppo collusi con la politica.

Quello del nucleare è solo uno dei tanti ‘bidoni’ pensati dalla casta ai danni del popolo italiano, Lo abbiamo fortemente denunciato, insieme ai bidoni dell’azzardo, della privatizzazione dell’acqua, della liberalizzazione dell’energia elettrica, della legalizzazione della prostituzione, ecc. Questa rivista, la cui indipendenza è provata da 10 anni di lotte, merita la vostra lettura.

Oggi sembra ci sia aria di rinnovamento nella politica. Ma non nei media, praticamente sempre gli stessi, quasi tutti in mano a pochi furbetti, davvero impresentabili ormai, che costituiscono un tutt’uno con le forze politiche. Media sempre meno forti e meno autorevoli, pur tuttavia ancora determinanti. La crème de la crème della casta. Crema marcia!


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