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Io qui a promuovere la pace partendo dall’inconscio

Nella Repubblica Centrafricana in piena guerra di religione, Sara Pietropaoli forma comunità di Italia Solidale in cui musulmani e cristiani si incontrano per aiutarsi

Mar 22 Lug 2014 | di Alessandra Manni | Italia Solidale
Foto di 11

Continua la guerra nella Repubblica Centrafricana, tra morti e barbarie contro la popolazione civile. Le persone hanno paura e sembra non ci sia una soluzione a tutto questo male. Ma non è così. E ce lo racconta direttamente dal Centrafrica Sara Pietropaoli,  Promotrice di Sviluppo di Vita e Missione presso Italia Solidale Onlus, che ora sta visitando le famiglie delle missioni presenti in quel posto. Ci racconta le testimonianze dei centrafricani coinvolti nel progetto di Italia Solidale. 

Raccontaci cosa sta accadendo.
Le famiglie coinvolte nella missione di Italia Solidale stanno reagendo a questa enorme tragedia, che li tocca personalemente, con grande dignità e forza, ma soprattutto con amore. E continuano a incontrarsi per scambiare tra loro la vita, a portare avanti attività generatrici di reddito per non essere assistite. 

Che lavoro viene fatto con le famiglie?
Ogni famiglia, ogni persona prima di tutto  fanno un cammino personale, come me, leggendo i libri di P. Angelo Benolli, per uscire dagli inganni inconsci del loro passato personale, familiare e sociale. Si trova così una luce nuova che aiuta a vedere le falsità che si vivono e ad uscirne, creando basi nuove per un futuro diverso e di pace. E questo lo stanno vivendo le famiglie del Centrafrica, ma anche quelle che seguo in Rwanda: bambini figli di famiglie poligame che hanno visto i genitori ubriachi picchiarsi e fare riti magici, per ottenere il favore di qualche dio, e che cresciuti hanno ripetuto le stesse sofferenze nella propria famiglia. Ora ritrovano il loro bambino perduto, non accettano più di ridursi all'alcool e alle violenze nella relazione, cominciano a rispettarsi tra loro e a rispettare i propri figli e a salvare più bambini possibile.

In che modo?
La rivoluzione più grande è che in un paese in guerra come la Repubblica Centrafricana, le famiglie sono riuscite a trovare 32 persone che, toccate dalla loro testimonianza, hanno accettato di salvare, adottandoli a distanza, 32 bambini che rischiavano di morire nelle altre missioni di Italia Solidale nel Sud del mondo. Così facendo stanno gettando le basi nel cuore delle persone intorno a loro perché ritorni la pace. Le famiglie delle nostre missioni non sono coinvolte in questa guerra religiosa tra cristiani e musulmani, loro hanno già trovata la vera solidarietà che salva concretamente la vita e la testimoniano, anche a me.

Cosa significa quindi essere Promotore?
La cosa più bella del mio "lavoro" è che ho continuamente a che fare con la vita, perciò devo essere anch'io molto viva: la vita dei bambini nel Sud del mondo che non devono morire nel corpo e nello spirito; la vita dei volontari donatori che hanno scelto di aiutare quei bambini; la vita delle famiglie nelle missioni. Dopo 7 anni di missione continua non solo in Africa, ma anche con i volontari donatori, della Toscana prima e ora della Sardegna, per formare comunità di sviluppo di vita e missione, ho ricevuto quello che più mi mancava: essere veramente me stessa, come Dio mi ha creato, e vivere in pienezza quello che Lui mi ha dato, per dare vita alle persone intorno a me.

Perché hai scelto di diventare una Promotrice  per Italia Solidale Onlus?
Quando avevo 19 anni era giunto il momento di decidere che strada prendere nella mia vita: avevo gli esami di maturità e poi avrei dovuto scegliere l'università. Leggevo i vari corsi per ogni indirizzo, ma non trovavo nulla che corrispondesse alla mia vita. A me piaceva cantare! Con la mia chitarra, carta e penna, potevo liberare tutte le sofferenze che avevo dentro. Le mie canzoni mi aiutavano, sempre e solo nella mia camera, ad esprimere quello che veramente ero e non quello che gli altri volevano che io fossi. In quel tempo, mia madre era diventata volontaria di Italia Solidale già da qualche anno e così ebbi modo di partecipare ad un loro meeting intercontinentale e mi innamorai di quella gente così semplice, ma molto più vera e libera di me. Così decisi di iscrivermi ad un corso di canto in una scuola privata e di iniziare a lavorare con Italia Solidale, tramite il servizio civile.

Come ti ha aiutato questa scelta?
A 20 anni sono partita, un mese e mezzo in Uganda e Kenya, nelle capanne Maasai: i ragazzi della mia età avevano una luce negli occhi che faceva riaccendere la mia. Tornata a casa, ho sentito un contrasto troppo forte tra quella ragazza nuova e vitale e la vecchia me, ancora dipendente da vecchie dinamiche familiari e sociali. Perciò con quel poco che guadagnavo ho affittato una stanzetta di 8 mq e sono andata a vivere da sola. Ma soprattutto ho cominciato ad avere un impegno costante e coerente nella vita, senza compromessi nella morte. La scuola di musica dove stavo mi prendeva molto tempo ed anche lì, invece di essere aiutata ad esprimere quello che avevo dentro, ero costretta ad "ingabbiarlo" in regole e schemi... non cantavo quasi più. Perciò ho lasciato quella strada per dedicarmi completamente alle missioni del Rwanda e in seguito anche a quella della Repubblica Centrafricana.

Ed ora è uscito il tuo primo album “Talita Kum”
La mia vera "scuola di musica" sono state le esperienze di vita fatte con Italia Solidale, che hanno accresciuto il numero delle mie canzoni e mi hanno dato la forza di crederci: “Talita Kum” significa, infatti, "ragazza svegliati, alzati". Èd è quello che è successo a me.

 


 

LE TAPPE DELLA GUERRA IN CENTRAFRICA

1960. Indipendenza della Repubblica Centrafica. Segna l'inizio di povertà, crisi, conflitti interni e dittature.

2003.  Un golpe depone il governo di Ange-Félix Patassé. Il generale François Bozizé prende il potere e viene confermato presidente con elezioni nel 2005. Cominciano gli scontri tra soldati del nuovo governo e i ribelli.

2007. Firma della tregua tra le due opposizioni.

2012.  Scoppia una seconda guerra civile  con i ribelli riuniti nella coalizione Seleka, dove predomina l’elemento musulmano.

2013. A marzo le milizie di Seleka avanzano fino a occupare la capitale Bangui e Bozizé fugge dal paese. I ribelli proclamano presidente Michel Djotodia, storico oppositore musulmano del presidente deposto, ma questi non riesce a frenare le sue milizie e si dimette a sua volta. In questo marasma si fanno sempre più frequenti le angherie e le stragi compiute dai ribelli e le rappresaglie sui civili, con numerosi episodi tragici, e persino il riemergere del fenomeno dei bambini-soldato.

2014. Prende forma una terza guerra civile sempre più caratterizzata in senso religioso: da una parte Seleka, a maggioranza islamica, dall’altra le milizie anti-balaka, dove spiccano gli animisti e i cristiani, in cui confluiscono anche sostenitori di Bozizé ed ex militari. 

 


 

CENTRAFRICA. NON SOLO GUERRA...

Esiste un sottocapitolo della tragedia della guerra civile nella Repubblica Centrafricana che è la chiave per la pace in questa terra. Sono le famiglie delle missioni di Italia Solidale, le quali, nonostante abbiano perso le loro case e persone care, non hanno perso la loro forza e la loro dignità. Non solo portano avanti le loro attività (come l’orto nella foto a sx), ma continuano ad incontrarsi in comunità, leggendo i libri di P. Angelo,  (foto a dx) e hanno trovato 32 nuovi donatori tra i loro amici, salvando così la vita di altrettanti bambini nelle altre missioni di Italia Sollidale nel Sud del Mondo. 

 


 

DIVENTARE PROMOTORI

Chiedi direttamente a Sara informazioni su come diventare Promotore scrivendole a: s.pietropaoli@italiasolidale.org. In mezzo al vuoto lavorativo e spirituale che coinvolge in particolare i giovani, l’esperienza di volontariato con Italia Solidale è una via concreta a tirare fuori la potenzialità personale e uscire dalla depressione dirompente. La scuola per diventare Promotore dura 4 anni inizierà ad ottobre 2014. Sono circa 3 le lezioni al mese, che si possono seguire anche tramite internet, ma almeno una volta al mese è richiesta la presenza in sede. Info: www.italiasolidale.org - 06.68.77.999.


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