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Nel sud della Francia

Da Tolosa, la città rosa, alla Grande-Motte

Mar 22 Lug 2014 | di testo e foto di Giuseppe Barbieri | Turisti non per caso
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Tolosa, la città “rosa”. Questa è la nostra prima tappa del nuovo itinerario che ci porterà all'estremo sud della Francia, nella regione Linguadoca-Rossiglione. Rosa perchè la sua caratteristica è data dal colore degli edifici con preziosi stili architettonici che le donano uno stile esclusivo. Noi alloggiamo all'hotel Citiz sulla via Jean Jaures, la più vivace e comoda per la sua posizione centrale e scopriamo che proprio di fronte c'è il bus City Tour. Niente di meglio per entrare immediatamente a contatto con la città. Così ci affrettiamo per scoprirla e farci un'idea generale nel modo più semplice e rapido: un giro di poco più di un'ora che ci ha riservato molte belle sorprese.
La città avverte la vicinanza con la Spagna per la sua esuberanza che ci appare immediata. Il sole è pieno ed è festa, la gente di tutto il mondo è qui che sorride, parla serena, va in bicicletta, i bimbi corrono giocando in queste “isole felici” pedonali. La Cattedrale di San Saturnino, che con la sua singolare torre ottagonale svetta nel cielo azzurro, è al centro della città. I palazzi d'epoca, molti dei quali all’interno sono moderni alberghi, si susseguono lungo i gran “boulevards” alberati che danno un efficace contrasto di colore. Al termine del giro ci dirigiamo a piedi verso via Gambetta, attraversando la grande piazza Capitole, per raggiungere il porticciolo e navigare un piccolo tratto del Canal du Midi, Patrimonio Mondiale dell'Umanità. Un'opera grandiosa e geniale, nata inizialmente sotto il regno di Luigi XIV per il trasporto merci, che donò a Tolosa una posizione strategica rendendola un punto di scambio eccezionale, ma dal 1970 è solo ad uso turistico, nulla togliendo al suo prestigio, anzi! Tutto il canale, che nasce a Sète arriva fino a Bordeaux, come ad unire in un grande abbraccio il Mar Mediterraneo con l'Oceano Atlantico.  
Questo romantico percorso fluviale permette di vivere una esperienza esclusiva con battelli di tutti i tipi, dalle diverse tariffe e tappe, alla scoperta di castelli, vigneti, città e borghi, sbarcando ogni tanto con la bicicletta di bordo, per mangiare gustosi piatti tipici, accompagnati dagli aromatici vini di questa terra. Alla fine del percorso sulle pacifiche acque delineate da rigogliosi alberi, torniamo alla sponda della Garonne sotto lo sguardo del Ponte Neuf, il più antico della città. 

CARCASSONNE, PATRIMONIO DELL’UNESCO
Proseguiamo il nostro itinerario per fare circa un centinaio di chilometri di autostrada e già intravediamo da lontano torri svettanti, poggiate su solide mura che al tramonto sembrano di fuoco. Da lontano sembra un set cinematografico e avvicinandoci la nostra emozione diventa sempre più grande: uno spettacolo fiabesco! è la città di Carcassonne, patrimonio mondiale dell’Unesco dal 1997 e ci sentiamo dentro un film di Walt Disney. Questo posto unico al mondo nella metà dell’Ottocento era destinato alla demolizione per le sue condizioni disastrose, ma con l’intervento del Conservatore Prosper Merimè che affidò il restauro all’architetto Viollet le Duc, questa meraviglia continua ad esistere. All'interno, l'elegante castello dei Trencavel, ricco di storia, dalle torri quadrate e a cono, due delle quali formano la porta Narbonnaise, attraversata da un ponte sopra un ampio fossato. 
Abbiamo riservato una camera all’Hotel du Chateau, proprio sotto le mura, che si equipara alla scenografia di questa cittadella racchiusa in mille anni di storia, dalla  doppia cinta feudale, 52 torri e tre chilometri di mura merlate, utilizzata anche nel film Robin Hood interpretato da Kevin Costner. Questo grande esempio di borgo medievale fortificato, oggi è uno dei monumenti più visitati di Francia. 
Una leggenda appartiene a Carcassonne e narra la storia di Madame Carcas a capo della città, quando il marito saraceno moriva durante l’assedio dei Carolingi. Ormai la città risultava sfinita, pochi abitanti e niente più viveri, così la scaltra donna pensò ad uno stratagemma: riempì lo stomaco dell’ultimo maiale di chicchi di grano e lo gettò dalle mura per far credere di essere ancora autosufficienti col cibo, contemporaneamente vestì dei fantocci di legno con gli abiti delle vittime, simulando un gran numero di abitanti, così da ingannare Carlo Magno e il suo esercito, che sfiduciati abbandonarono l’assedio. Con la vittoria Madame Carcas fece suonare tutte le campane della città e il commento dei fuggitivi fu “Carcas sonne” (Carcas suona). 

IL PERIODO IDEALE
Fine maggio è il periodo ideale per goderne tutto il fascino, tra case e strade serpeggianti, edifici medievali e rinascimentali, e passeggiando tra locali caratteristici, ristorantini e negozi artigianali ci si sente piacevolmente lontani dalla convulsa vita moderna e questa magica atmosfera si conserva durante tutto l’anno. La festa principale, però, resta sempre il 14 luglio, quando arriva gente da tutte le parti per assistere agli spettacolari fuochi d’artificio che illuminano tutte le mura a giorno. Sotto, ai piedi della collina c’è la vasta pianura dell’Aude dove si stende la città bassa e anche qui c'è il Canal du Midi, che attraversa la città tra verdi e rigogliosi alberi. Proprio qui decidiamo di fermarci a mangiare la gustosa “cassoulet” piatto tipico della città a base di fagioli bianchi e carne, con del buon vino della zona. 

PROSSIMA TAPPA: NARBONNE
Narbonne è la prossima tappa che ci attende, una cittadina tranquilla, attraversata dal Canal de la Robine, con grandi viali alberati, tante strade pedonali e al centro il Palazzo degli Arcivescovi, vicino la grande Cattedrale Saint Just e Saint Pasteur un gioiello in stile gotico, che dall’alto domina imponente e austera le antiche case che la circondano. “Questa città mi interessa” scrisse Stendhal nelle Memorie di un turista, così anche ora molti francesi del nord hanno scelto di trasferirsi qui per fuggire al caos delle grandi città, una bella spiaggia a pochi chilometri la rendono ancora più interessante. è la città delle ostriche che si distinguono per la loro grandezza e il loro intenso sapore. Naturalmente da gustare con i vini prelibati del territorio. Ci fermiamo appunto nella sede dei liberi rivenditori di vini “Les Palais du Vin” dove accanto c'è una chiesa sconsacrata, dello Chef Lionel Giraud, divenuta ormai “La Table Saint Crescent”, famoso punto d' incontro per buongustai. 
Narbonne vanta anche i natali del grande artista Charles Trenet, padre della musica moderna francese che intorno agli anni “30” ha segnato una grande svolta per la musica leggera. Con il suo ritmo e i suoi testi stravaganti ha stregato il pubblico. Chi non ricorda la canzone “Boum”, un'esplosione di gioia ora da anni utilizzata per spot pubblicitari o “La Mer”, riprodotta da altri grandi artisti come Yves Montand.
Tutte le sue canzoni rievocano il sole, il mare, i profumi e le emozioni della sua infanzia in questa città, dove amava particolarmente la ferrovia davanti alla sua casa, che considerava un angolo di quiete, affermando che solo qui trovava il vero riposo, cullato dalla melodia del suono del treno. L'anno scorso si è festeggiato il centenario della nascita del “Fou Chantant” il cantante folle, e la sua casa è diventata museo, che attira sempre tanti ammiratori alla ricerca dell'atmosfera che ha ispirato l'artista per tutta la vita. Da non perdere l’eccezionale mercato coperto quotidiano che ha recentemente festeggiato il suo centenario, è un attraente richiamo per turisti e buongustai con i suoi prodotti alimentari e soprattutto per i bar e bistrot, che vantano raffinati e rinomati chef, come “Les Tapas” di Joselyne e Firat, un simpatico locale dove due grandi fiamminghe di ostriche e assortiti affettati ci allietano il palato.

GRANDE-MOTTE: LA CITTÀ SOLARE
Arriviamo quindi al mare, dalle parti di Montpellier, dove si conclude il nostro bel viaggio e scopriamo la Grande-Motte una “città solare” dalle forme piramidali, che ci ricordano l'architettura millenaria della Mesopotamia, dell'Egitto o dell’America precolombiana, in chiave moderna naturalmente. Un luogo incredibile, nato da sabbie e paludi malsane, costituito da 180 chilometri di spiagge assolutamente intatte, in cui l’architetto urbanista Jean Balladur, sotto l’impulso del Generale De Gaulle, dopo la bonifica, ha inventato una città balneare che, quest'anno, celebra il cinquantesimo anniversario. Questi stravaganti edifici bianchi che rendono il paesaggio estremamente luminoso, le strade larghe alberate, la Marina che accoglie barche di tutti i tipi, i quartieri dalle varie e contrastanti forme, la rigogliosa vegetazione e tutto l'arredo urbano rendono questo luogo un'opera d'arte a cielo aperto. L'intento principale nella realizzazione di questo grande progetto era trasformare questa zona della regione Linguadoca Rossiglione, da squallida palude ad una delle più affascinanti e ridenti attrazioni turistiche, con un impianto da golf internazionale, un centro nautico, un complesso tennistico, un centro acquatico e un Palazzo dei Congressi, così da accogliere parte dei villeggianti che normalmente si dirigeva verso la Costa Azzurra o la Costa Brava. Noi alloggiamo nel Thalasso-Hotel “Les Corallines”, uno dei primi edifici a far risorgere questo luogo, dove gli impianti e i servizi gestiti dal Comune, sono in funzione tutto l’anno, contribuendo all’economia di una città che vive essenzialmente di turismo, ma dove sembra di essere in una eterna vacanza, tra mare, sole, razionalità dell’uomo, in perfetta simbiosi. 

 


 


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