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Il vero Bio smaschera i falsificatori

Lo stop ai taroccatori arriva grazie all’impegno dei veri agricoltori biologici

Ven 29 Ago 2014 | di Roberto Lessio | Attualità
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Alla fine ci è voluto un decreto del Ministero delle Politiche Agricole per fare chiarezza su uno scandalo che ha infangato tutte le aziende biologiche italiane. Dal 1° luglio scorso è stata revocata l’autorizzazione alla società Suolo e Salute s.r.l. (già Associazione Suolo e Salute) ad esercitare il controllo e la certificazione sull’attività di importazione da Paesi terzi. In precedenza era stata sospesa analoga autorizzazione anche alla Biozoo Srl, altra impresa “certificatrice” di prodotti biologici destinati alla zootecnia biologica. Si tratta di agro-taroccatori: un giro di personaggi e società scatole cinesi da tempo noti alla giustizia. In sostanza, ne sono convinti magistrati ed investigatori, facevano passare per biologici prodotti coltivati invece all'estero con pesticidi ed altri prodotti chimici, espressamente vietati dalle norme sull’agricoltura biologica. Lo facevano con false certificazioni. “Considerato che a carico di 'Suolo e Salute s.r.l.' è stata accertata una carenza e inefficacia dei controlli sulle importazioni di prodotti biologici da Paesi terzi, che ha permesso l’immissione sul mercato di ingenti quantitativi di prodotti falsamente designati come biologici”, scrive il Ministero. Oggi consumatori e imprenditori del settore onesti, che sono la maggioranza, possono tirare un respiro di sollievo e passare al contrattacco. 


BATTAGLIA TRA FALSO E VERO BIO 
Il provvedimento con cui il Ministero ha bloccato questi certificatori del falso bio si è reso necessario a seguito dell’inchiesta avviata dalla Procura di Pesaro e denominata “Vertical Bio”, con la conseguente ordinanza del Giudice per le indagini preliminari pesarese che ha portato al sequestro di beni per 20 milioni di euro. Quest’operazione è conseguenza dell’inchiesta “Green War” (Guerra Verde) eseguita dall’Ispettorato repressione frodi dello stesso Ministero; operazione questa che a sua volta si ricollegava ad una precedentemente svolta dalla Procura della Repubblica di Verona, definita dagli inquirenti “Gatto con gli stivali”. Sono tutte indagini e provvedimenti che  rappresentano una vera e propria battaglia che si è combattuta e si sta combattendo su vari livelli per far pulizia all’interno del movimento dell’agricoltura biologica italiana. Uno scontro frontale tra organizzazioni serie che hanno sempre fatto applicare alla lettera le regole imposte dall’UE ed altre (poche in verità) che nel migliore dei casi chiudevano un occhio sulle verifiche in campo, contando sulle immancabili distrazioni di funzionari ministeriali.

I PRIMI A INDAGARE SONO STATI PROPRIO I VERI BIOLOGICI  
L’imponente lavoro investigativo che ha scoperchiato, e poi fatto bloccare la gigantesca truffa, aveva infatti preso le mosse dall’azione di denuncia fatta da FederBio, l'associazione che raggruppa gran parte delle organizzazioni del settore, compresi i consumatori, e dagli organismi (seri) di certificazione dei prodotti biologici. Questi ultimi (in Italia ce ne sono 16) hanno il compito di esercitare l’attività di controllo a livello nazionale e internazionale per certificare il rispetto delle rigorosissime norme che regolano l’agricoltura e la zootecnia bio nel nostro Paese. Lo fanno su autorizzazione e per conto dello stesso Ministero delle Politiche Agricole. La denuncia che ha permesso di sgominare la banda dei certificatori furbetti riguardava personaggi noti per la loro attività, anche in altre vicende di frode in campo agro-alimentare. 

QUEI SILENZI ISTITUZIONALI...
Personaggi conosciuti agli inquirenti e ai controllori ufficiali, ai quali è stato comunque permesso di danneggiare pesantemente l’immagine delle decine di migliaia di aziende italiane che producono cibo buono, pulito e nutriente. Un danno che intacca anche la serentià dei consumatori. Per questo FederBio ha più volte stigmatizzato il comportamento di alcuni dirigenti e funzionari ministeriali che non presidiavano adeguatamente le importazioni eseguite da questi signori, la cui conformità alle regole era solo sulla carta. Non a caso l'associazione di veri produttori biologici e consumatori FederBio si è costituita parte civile nel primo processo a Verona (“Gatto con gli stivali”) ed intende fare altrettanto con quello che si aprirà presto a Pesaro. Intanto la guerra per il cibo sano segna un punto pesante a favore degli onesti.   

 


 

Così truffavano

L’ordinanza con cui il Giudice per le indagini preliminari di Pesaro sul falso biologico spiega come funzionava la truffa. Venivano importati prodotti vegetali da coltivazioni convenzionali effettuate in Moldavia, Romania, Ucraina e Kazakistan. Tali prodotti molto economici (soia, mais, girasole, lino, ecc.), qualificati come “biologici”, destinati soprattutto all’alimentazione del bestiame, biologici non lo erano affatto, anzi! In qualche caso è risultata persino la presenza di OGM, gli organismi geneticamente modificati che rappresentano l'antitesi dell'agricoltura secondo natura. La cosa sconcertante è il fatto che dopo le prime inchieste la truffa è proseguita lo stesso. Gli indagati hanno cercato di far sdoganare i prodotti falsamente certificati in un Paese membro dell’UE (Malta per la precisione), dove i controlli sono molto meno rigidi; in tal modo questi prodotti potevano arrivare in Italia senza ulteriori verifiche. L’inchiesta ha smascherato una vera e propria associazione a delinquere - dicono gli inquirenti - dove l’etichettatura “bio” era favorita dal fatto che gli organismi di controllo attestavano falsamente il possesso di tali requisiti. In particolare, alcune persone che amministravano tali organismi e che svolgevano le presunte ispezioni, erano strettamente collegate alle società di importazione del falso bio. Queste a loro volta erano sostanzialmente le stesse ditte produttrici site all'estero. Le valutazioni erano palesemente di comodo. Anche quando una delle società di controllo non poteva più operare (Suolo e Salute Srl), perché coinvolta da un'inchiesta giudiziaria o perché sospesa (Biozoo srl), dal nulla ne sbucavano fuori altre (tipo la I.C.S. Biozoo - società moldava con capitale straniero) che ne prendeva il posto. 

 


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