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Promuovo la vita nella guerra

Il centrafrica è ricco di risorse. ma la guerra per il loro controllo ne fa il 179° paese, come pil, su 186 nel mondo

Ven 29 Ago 2014 | di Davide De Maria | Attualità
Foto di 12

L’esperienza é immensa e non penso di poter testimoniare con le parole quello che la mia anima sta vivendo... ma comunque ci provo rendendovi partecipi attraverso questo reportage.
La Repubblica Centrafricana é un paese meraviglioso, ma dilaniato da una sanguinosa guerra che in 18 mesi ha provocato la morte di migliaia di persone ed almeno un milione di rifugiati (su 5 milioni di abitanti). L’ONU ha diverse volte dichiarato che in Centrafrica si sta consumando un nuovo ed orribile genocidio.
Sembrerebbero delle dinamiche locali... ma in realtà sono in tanti interessati alla Repubblica centrafricana: ai suoi grandi giacimenti di oro, diamanti, petrolio ed uranio. Da sempre tutte le risorse erano "controllate" dalla vecchia mamma coloniale: la Francia. Ora però una nuova forza é entrata prepotentemente nella gestione delle risorse: la Cina.
Dietro alle forze ribelli Seleka e AntiBaraka ci sono le grandi potenze internazionali, che sfruttano le divisioni locali per accaparrarsi le importanti risorse energetiche e minerarie (ad esempio l'uranio é fondamentale per l' energia nucleare e la Francia non ha nessuna intenzione di perderlo).
Per questo (più che per motivi umanitari) la Francia, quando ha perso il controllo del paese, ha deciso l'invio di circa 3.000 uomini. A questa forza si sono aggiunti anche altri soldati da vari paesi e la missione ha avuto "l'ombrello" delle Nazioni Unite. Oggi ci sono circa 7.000 soldati stranieri. Saranno 12.000 a settembre...
Tre giorni fa sono arrivato in questo paese. mentre atterravo, l'aereo ha sorvolato un quartiere di Bangui completamente raso al suolo.
Appena metti piede in questa terra, ti rendi subito conto che c'è qualcosa che non va... L' aeroporto attualmente è controllato dall' esercito francese. Usciti dall’aeroporto c’è un immenso campo profughi, dove la gente si è rifugiata dopo aver perso tutto.
Le strade sono piene di soldati armati fino ai denti, mezzi blindati, sacchi di sabbia che fanno finte trincee, dietro alle quali si nascondono soldati. è vietato fotografare i militari, per questo è quasi impossibile fare foto, perché difficile trovare luoghi senza eserciti.
Le strade sono piene di pick up che sfrecciano: le ONG presenti sono centinaia, in vita mia non ho mai visto una concentrazione così alta di ONG e Organizzazioni Internazionali.
Manifesti e poster inneggiano alla pace ed alla unità della nazione, ma il paradosso è che sotto i manifesti e le scritte sulla pace ci sono i soldati armati.
Nello stesso tempo c'è la gente che cerca di continuare a vivere...
Tutti cercano la pace, ma nessuno fino ad ora ha trovato una strada risolutiva.
Qui a Bangui ci sono 60 comunità di famiglie che hanno un bambino adottato a distanza attraverso Italia Solidale. Nonostante la guerra, stanno andando in giro a testimoniare la vita e a proporre l' amore e l' amore per i bambini: come scrive Padre Angelo Benolli "la pace esiste solo se vi sono testimoni di pace".
Ieri ho incontrato un soldato che ha deciso di fare un’adozione a distanza: «Ho fatto tanto male e soffro, per questo ho subito accettato di salvare un bambino, ho bisogno di scambio di amore». 

Taboun e la guerra interiore
Oggi fa molto caldo sotto tutti i punti di vista. 
Vi ho parlato delle famiglie e comunità “testimoni di pace” che sto avendo la grazia di incontrare qui a Bangui, capitale della Repubblica Centrafricana. 
Ieri, ad esempio, ho incontrato Taboun, uomo di circa 30 anni, che insieme alla moglie Natacha partecipa da circa tre anni in una delle 60 comunità di sviluppo di vita e missione di Bangui Solidale – Italia Solidale – Mondo Solidale. 
Con grande positività mi ha raccontato: «Tutte le famiglie della nostra comunità hanno perso almeno un parente stretto nelle ultime settimane, a causa della guerra. Una famiglia ha perso la sorella e i suoi due figli piccoli per lo scoppio di una granata. Per settimane siamo stati rifugiati a St.Paul (una chiesa). Nonostante ciò non abbiamo mai smesso di incontrarci. Tre anni fa, quando ho incontrato Italia Solidale, non ero quello che sono adesso. Ero debole e violento con mia moglie. La picchiavo continuamente, anche in presenza dei miei figli. Non solo, avevo anche tante relazioni extraconiugali. La mia vita e la mia famiglia erano un inferno. Non c’era nessuna relazione, ma solo violenza e tradimenti. Grazie a Vianney (altro uomo che partecipa alla comunità) sono stato coinvolto nella comunità di Italia Solidale. Abbiamo letto insieme il libro di Padre Angelo Benolli “10 punti di sviluppo di vita e missione”. Con quel semplice libro ho capito che la vita ha un ordine che io non rispettavo. Ho iniziato a cogliere me stesso, Dio e gli altri…a cominciare dalla mia famiglia e con l’aiuto della comunità ho cominciato a risolvere l’inferno che vivevo dentro la mia persona e dentro la mia casa e a vivere così un ordine che prima non avevo. In questo è stato fondamentale l’aiuto e l’amore del nostro volontario donatore, grazie al quale abbiamo cominciato anche una piccola attività: prepariamo e vendiamo delle torte. Abbiamo ricevuto tanto amore da Dio, da Padre Angelo, dalla cultura di vita alla base di Italia Solidale, da Sara. Oggi vogliamo che anche altre famiglie possano vivere la stessa esperienza e per questo, quando Padre Angelo ci ha chiesto una mano per salvare altri bambini trovando nuovi donatori, non ci abbiamo pensato due volte. Mi è subito venuto in mente un mio amico che ho chiamato, incontrato e a cui ho testimoniato tutto questo. Ha subito accettato e vuole salvare un bambino sofferente in una delle 125 missioni di Italia Solidale. Ci ha fatto molto bene testimoniare la vita». 

Cosa vuol dire guerra e pace
La testimonianza di Taboun è solo uno dei tanti miracoli di vita a cui ho l’onore di assistere in questi giorni. Qui in Centrafrica, pensavo di trovare persone depresse, sconvolte, provate, invece ho trovato persone sicuramente sofferenti per la situazione che vivono, ma nello stesso tempo piene di vitalità, vivacità, forza, positività, amore, gioia.
Questo perché grazie all’esperienza di luce, fede e carità che stanno vivendo insieme a Italia Solidale hanno sconfitto la vera guerra. Non la guerra contro i cristiani o gli islamici o i soldati stranieri, ma la guerra inconscia che ad esempio a Taboun non permetteva di amare se stesso, Dio, la propria moglie i suoi tre figli. 
Così lui sta vivendo la vera pace con se stesso, con la moglie, con i figli, con la comunità, con i fratelli vicini e lontani. Con la pace interiore risponde positivamente alla guerra esteriore dando una testimonianza di pace molto più potente dei tanti “operatori di pace” che sono presenti nella zona. 
Queste testimonianze così semplici e forti, mi stanno molto richiamando a cogliere profondamente cosa vuol dire guerra e pace. 
In Italia, in Occidente, le strade non sono invase da soldati, ma stiamo combattendo (o forse ancora solo subendo) una guerra invisibile che provoca tanta morte, sofferenza, distruzione nelle persone, nelle famiglie, nella società. Basta pensare ai milioni di depressi, al 50% delle famiglie che si separano, ai tanti giovani dipendenti da alcool, droga, sesso deviato o gioco, alle tante malattie psicosomatiche, e potrei continuare l’elenco, ma mi fermo. Così come Taboun, anche noi con ancora più forza, abbiamo bisogno di entrare nella nostra vita, vedere le nostre guerre inconsce e trovare in Dio e nell’amore la nostra vera pace per essere veri testimoni di pace anche per i nostri fratelli in Italia e nel Mondo. 

Donne che rinascono 
Nuova ricchissima e potentissima giornata nella Repubblica Centrafricana. 
Oggi il paese ha vissuto una giornata di “festa nazionale”. Si è celebrata la fine del Ramadan. 
Questa mattina, insieme a Sara, abbiamo “festeggiato” andando ad incontrare la zona di Boy Rabe. Uno dei quartieri più “caldi” della città, considerato la roccaforte del vecchio presidente Bozizè e teatro negli ultimi mesi di atroci massacri.
Con un taxi ci mettiamo in cammino, nonostante tutti ci sconsigliassero per motivi di sicurezza. Più si procede e meno soldati delle forze di pace internazionali si incontrano. Lungo il tragitto ci si innamora della confusa vitalità delle strade. In ogni centimetro di strada si potrebbe scrivere un libro. Dopo aver visto intere famiglie (4 o 5 persone) sullo stesso motorino, dei divani trasportati con una bicicletta, una vera e propria asta per vendere al miglior offerente delle magliette, tra cui riconosco quella del Milan degli anni 90, dei bambini che giocano con un maiale e così via, arriviamo al luogo dell’incontro che si svolge nella casa di una delle 60 famiglie. Il tutto con un temporale straordinariamente potente! 
L’esperienza è stata veramente speciale e forte, difficile da descrivere e da raccontare. Infatti, penso che molti aspetti, per ora, resteranno profondamente nel mio cuore. 
Abbiamo incontrato soprattutto donne, ma stavolta non perché i mariti si rifiutano di partecipare, ma perché purtroppo non ci sono. Molti sono fuggiti nel vicino Congo, altri stanno combattendo in varie zone del paese ed altri purtroppo sono stati uccisi. 
Nelle donne presenti si percepiva una grande energia positiva, ma nello stesso tempo anche una grande sofferenza. Tantissime donne, ad esempio, sono state violentate. Anche in Centrafrica sembra che viene “usato” lo stupro come vera arma di guerra. Una diavoleria ignobile che, usando le debolezze sessuali dei soldati, ha lo scopo chiaramente malato e scientificamente indiavolato di “sporcare” la purezza dell’avversario, sia perché profanano le donne sia perché pensano di far nascere una generazione di bambini “non puri”, perché non frutto dello stesso clan, tribù, etnia, religione, ma della violenza degli acerrimi nemici. 
Ho incontrato ad esempio A.J., una ragazza di 28 anni, sposata e madre di 4 figli. Con grande dignità mi ha testimoniato i cambiamenti che sono avvenuti nella sua vita grazie alla cultura di Italia Solidale. «Mio marito mi picchiava e maltrattava. Picchiava anche i bambini. Ogni volta che tornava a casa i bambini scappavano, perché terrorizzati dal padre che per loro significava violenza. Grazie ai libri ed alla comunità abbiamo colto che questa violenza non era nostra, ma trasmessa inconsciamente dalle nostre famiglie di origine. Mio marito beveva per tutte le sofferenze di non amore che aveva subito nella sua infanzia. Io non riuscivo a reagire per la debolezza passatami dalle donne della mia famiglia, che mi hanno insegnato che ad un uomo non si reagisce mai. Grazie a Italia Solidale ho colto il valore della mia persona ed ho cominciato a pretendere rispetto da mio marito. Anche lui pian piano si é coinvolto. Abbiamo cominciato a vivere, attraverso la comunità, delle esperienze d'amore che hanno colmato i tanti buchi che erano dentro di noi. E la pace è ritornata nella nostra famiglia. Quattro mesi fa, però, è successo qualcosa di orribile. Mentre tornavo a casa, dopo aver chiuso il piccolo negozietto che abbiamo aperto grazie a Italia Solidale e alla generosità del donatore che ha adottato a distanza uno dei nostri bimbi, sono stata avvicinata da alcuni uomini delle milizie Seleka. Mi hanno fermata, picchiata e violentata. È stato orribile, tremendo. Forse se sarebbe successo un anno fa, mi sarei suicidata. Pero ora no! Anche se è stato un orrore, grazie all’esperienza con Italia Solidale ho avuto la forza di reagire e di mantenere viva la mia anima. Hanno profanato il mio corpo, ma non la mia anima. In questo la comunità mi ha molto aiutato e sostenuto. Questo é quello che viviamo: ti rendi conto di come la comunità sulla cultura di vita è fondamentale!".

Tutti i proiettili del mondo
Un’ultima condivisione in diretta: sono circa le 23:45. In Africa significa piena notte! Silenzio assoluto. Mentre vi scrivo però, il silenzio è rotto da nitidi “botti” che si sentono in lontananza. Vorrei tanto che si trattasse di fuochi d’artificio per una celebrazione, ma qui i fuochi d’artificio non ci sono! Si tratta di colpi di arma da fuoco che anche stanotte disturbano i sogni di tanti bambini e di tante famiglie di Bangui e del Centrafrica. 
Io e Sara siamo al sicuro! Ma chiedo a tutti voi una preghiera speciale per tutti i bambini del Centrafrica e del Mondo. Vittime dirette o indirette dei rumorosi proiettili sparati dai fucili di Bangui, di Gaza, in Ucraina, in Nigeria e nelle tante guerre del Mondo. Ma chiedo una preghiera anche e soprattutto per tutti i bambini che non vivono in zone di guerra, ma che sono vittime dei “proiettili” subdoli, silenziosi, invisibili del “non amore”, sparati inconsapevolmente in tante famiglie e che feriscono inconsciamente tutti i bambini! 
La preghiera più bella che possiamo vivere é quella di impegnarci per ESSERE VIVI e quindi testimoni di amore. Fermiamo le guerre visibili e invisibili vivendo la nostra vita in pienezza, facendo anche in Italia comunità di sviluppo di vita e missione e promuovendo le adozioni a distanza come stanno facendo a Bangui. 
La vita è troppo bella e merita di essere vissuta come merita! 
Gesù prende un bambino e lo mette al centro! Rimettiamo al centro la vita dei bambini. Del bambino che è dentro di noi, e che geme finché non trova tutto l’amore che merita, e di tutti i bambini del Mondo, che ancora soffrono per tanti mali inconsci che provocano morte nel corpo e nello spirito! Solo nella Repubblica Centrafricana, secondo l’UNICEF, ci sono almeno 110.000 bambini che rischiano di morire se non si interviene immediatamente (e aggiungo, in modo nuovo). 

Un fiume in piena… d’amore! 
Nella foto (sopra a dx) potete ammirare uno scorcio dell’Oubangui, l’imponente e maestoso fiume che attraversa la città di Bangui e che segna il confine con il Congo. 
Oggi è il nostro ultimo giorno in Centrafrica. Domani, dopo 55 giorni in Kenya e Centrafrica, torno in Italia con il cuore carico di gioia e per continuare, con ancora più forza, l’esperienza di sviluppo di vita e missione necessaria per la mia vita, la mia famiglia e per i miei fratelli vicini e lontani. 
L’esperienza che ho avuto la grazia di vivere è stata veramente un fiume in piena… in piena d’amore! è talmente nuovo quello che ho vissuto che dovrei inventare una parola nuova per descriverlo. Una gioia poter vivere la missione per la prima volta anche insieme a mia moglie Sara. 
Mentre a Bangui si spara. La notte di Bangui è segnata da forti esplosioni e colpi di armi da fuoco. Nonostante i “diavoli” che vogliono distruggere la vita, in Dio andiamo avanti nella vita e per la vita! Nessuna persona merita la guerra. Tutti siamo creati per la pace e nella pace. 
La proposta culturale e missionaria di Italia Solidale, fondata in Dio e nell’esperienza di Padre Angelo, espressa nei suoi 9 libri, è completa e tocca ogni aspetto della vita della persona. Un’esperienza che vi consiglio di sperimentare, vivere e testimoniare per cogliere l’immensità che siamo e che meritiamo di vivere ed essere anche noi un fiume pieno di amore!    

 



UN GENOCIDIO SILENZIOSO

Il paese è stato per decenni colonizzato dai francesi, che hanno mantenuto un controllo del paese anche dopo l’indipendenza avvenuta nel 1960. 
Dal 1960 ad oggi, tutti i 6 presidenti del Centrafrica sono arrivati al potere attraverso colpi di stato. Ogni presidente, una volta giunto al potere, favoriva la sua etnia, i suoi amici e gli amici degli amici, emarginando tutti gli altri. 
18 mesi fa, tutti gli "esclusi" hanno formato una coalizione detta "Seleka" per prendersi il potere. Questa coalizione è formata da forze ribelli di varia natura, ma quasi tutte riconducibili a forze islamiche, ciò perché il precedente presidente ha favorito i cristiani ed emarginato i musulmani.
Alle forze ribelli locali, si sono aggiunti dei cospicui contingenti di mercenari provenienti dai vicini paesi islamici come Sudan, Ciad, Nigeria. 
I Seleka iniziano una marcia verso la capitale Bangui e la loro avanzata distrugge tutto ciò che incontra: violenza, stupri, torture, morte, specie contro i cristiani colpevoli di nulla, ma solo perché cristiani e considerati nemici e vicini al regime.
A marzo 2013 i Seleka arrivano a Bangui e, con violento colpo di stato, prendono il potere. Promettono la pace, ma la situazione ormai é fuori controllo: continuano i saccheggi, le violenze e atrocità di ogni tipo.
L'esercito regolare viene sciolto, ne viene formato uno nuovo filo seleka.
I cristiani per difendersi costituiscono una loro forza armata definita "anti Balaka". Solo che la violenza chiama altra violenza ed anche gli antiBalaka cominciano la "caccia" al musulmano: inizia così una violenta guerra civile senza esercito, ma con due forze contrapposte estremamente violente.

 



QUAL è IL BAMBINO MUSULMANO?

La speranza la vedo chiaramente nei bambini! Guardate la foto che ho pubblicato. Sette bambini che giocano e si divertono insieme. Una meraviglia che dalla foto non traspare in pienezza! Una foto normale. Invece in quella foto c’è il futuro! C’è la speranza. 
Sono i figli delle famiglie che partecipano nelle comunità di Bangui Solidale – Italia Solidale. Loro o i loro fratelli/sorelle sono adottati a distanza. 
Tra quei bambini c’è un bimbo musulmano che gioca insieme agli altri. Non riuscirete mai a capire chi è il musulmano! Perché? Perchè i bambini sono tutti uguali. Non sono divisi. Non fanno differenze. Sono creati tutti meravigliosamente belli e capaci di amare e felici di essere amati. Se si menano è solo perché uno ha fregato un gioco all’altro e non per motivi religiosi o per divisioni umane (o disumane) che sempre ci portano lontano da Dio, da noi stessi e dagli altri. Quei bambini neanche si chiedono di che religione è l’altro, ma sono liberi in Dio e si relazionano. 
Quei bambini hanno giocato per ore senza nessun problema o imbarazzo, così come i loro genitori partecipano senza nessun problema nelle comunità di Bangui Solidale. Nella missione ci sono delle famiglie musulmane che “fanno comunità” insieme a famiglie cristiane. Tutte uguali. Senza divisioni. Senza differenze. Come i bambini! 
La cultura di vita alla base di Italia Solidale ci offre la possibilità di scacciare tutti i mali inconsci, che impediscono al bambino che è in noi di esprimersi e di essere pienamente vivo e che quindi costruisce muri di divisione! 

 


 

IO, DAVIDE, OGGI SONO GIOIOSO! 

Ora sto bene, sono felice, ho un sacco di begli amici, sono gioioso, sono sposato e contento di esserlo, e ho fatto molti altri passaggi concreti nella mia vita. 
La mia vita è concretamente cambiata. Prima non riuscivo ad avere relazioni se non attraverso l'alcol, non riuscivo ad esprimermi ed ero sempre ammalato allo stomaco.  Non vengo da una storia complicata ero un ragazzo normale con una famiglia normale, ma la sera arrivavo a casa, chiudevo la porta e mi sentivo profondamente infelice. Volevo fare qualcosa di nuovo, ma non ci riuscivo. 
Oggi invece quando vado a letto la sera sono gioioso, sono contento di quello che faccio. Sento il mio bambino, il bambino Davide, che ride finalmente. Ho cominciato un mio percorso personale, aiutato dalla Scuola di Sviluppo di Vita e Missione, nella quale viene approfondita la cultura alla base di tutto il movimento di Italia Solidale. Ho formato una comunità con altri giovani, incontrandoci una volta a settimana. E tra questi ragazzi c’era anche Sara che poi è diventata mia moglie. Tutti noi siamo creati  per amare, non esiste una persona non predisposta all'amore, con la giusta preparazione ovviamente. Se vuoi saperne di più contattami ti risponderò personalmente. 
Mail: d.demaria@italiasolidale.org

 


 

Centrafrica: emblema dell’ingiustizia

Uno dei 10 paesi con il PIL più basso, eppur ricchissimo! E' sicuramente uno dei paesi più ricchi del Mondo. Ha acqua, terra fertile, foreste, sottosuolo ricchissimo di oro, uranio, diamanti, petrolio, etc. Eppure secondo le Nazioni Unite è il 179° paese come PIL pro capite, in una classifica che comprende 186 stati! 
Quindi, il paese è tra i più ricchi, ma la popolazione è tra le più povere. Molto semplicemente, la popolazione del Centrafrica non ha nessun giovamento delle sue risorse, perché tutte nelle mani di politici corrotti, uomini d’affari e multinazionali occidentali e negli ultimi mesi anche cinesi (una delle cause che hanno determinato la guerra è anche il controllo delle risorse tra Francia e Cina) 

 


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