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Isabella Ferrari: giovani, siate sfrontati!

Trent’anni di carriera, “La grande bellezza” E l’impegno con “Save the children”

Ven 29 Ago 2014 | Interviste Esclusive
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«Ci vogliono sfrontatezza e determinazione». Questo è il consiglio che Isabella Ferrari dà ai giovani che decidono di intraprendere la carriera di attori. «Ma in realtà vale per tutti i mestieri. Quando sono stata sfrontata e ci ho creduto fino in fondo ho sempre ottenuto ciò che volevo. Dovrei farlo più spesso!». 

Ha da poco compiuto 50 anni, festeggiando più di trentanni di carriera, ma ancora molto vuole fare, perché nella vita non si finisce mai di mettersi in gioco. 
«Recitare per me è fondamentale. Ogni volta che interpreto un personaggio, mi estranio dalla mia vita e ne vivo altre. Ci sono personaggi che ti rimangono addosso, come la protagonista di “Distretto di Polizia”, il commissario Scalise, forse anche perché l’ho interpretata per 2 anni, altri che inevitabilmente ti cambiano, per la loro forza. Perché entrare in un personaggio, andare fino in fondo, è doloroso, fa male. Recitare sicuramente mi ha riempito di tanti colori, mondi e mi ha aiutato nella mia vera vita».

Lei è stata nel cast de “La grande bellezza”, che ha vinto l’Oscar: che esperienza è stata?
«Ero sicura che avrebbe vinto! Sono felice di aver fatto parte del progetto, anche se per una piccola parte, e di aver potuto recitare con Toni Servillo, diretta da Sorrentino. È stato meraviglioso girare nel cuore della bellezza romana, di notte. È un film che a me piace molto, anche come spettatrice: un film da rivedere che dipinge esattamente come è l’Italia».

Quanto è importante per lei la bellezza?
«Sicuramente penso che la bellezza esteriore sveli una bellezza interiore, voglio pensare che sia così. Non posso negare che la mia fisicità mi abbia aiutato e mi abbia aperto un varco nella mia carriera. Ma non mi sono totalmente appoggiata a questo».

“Be different” è stato il tema della 44esima edizione del Giffoni film festival, l’unico festival al mondo dedicato ai giovani: che rapporto ha con la differenza?
«Non ho mai avuto paura della diversità e penso di aver cresciuto i miei figli in questo senso. Credo che un buon modo di stare al mondo sia essere se stessi. La differenza è un concetto importante da far comprendere ai ragazzi».

Pensa che le scuole di recitazione siano importanti per diventare attore?
«Il talento non si insegna. Ma credo che frequentare una scuola sia importante. Io sono un’autodidatta, ma se avessi seguito dei corsi, studiando i grandi classici, il mio gusto da attrice sarebbe stato diverso». 

Da alcuni anni è al fianco di “Save the children”: cosa l’ha spinta in questa direzione?
«Ormai i figli sono cresciuti e credo che sia un dovere da parte mia fare qualcosa per gli altri. Con questa Onlus sono stata in alcune scuole di Napoli e in Calabria, che seguono un progetto che si chiama Fuoriclasse, e in Giordania tra i profughi siriani del campo di Za'Atari, dove ho incontrato tanti bambini bisognosi di tutto. Una esperienza che mi ha segnato profondamente, che genera rabbia e senso di impotenza. C’è tanto da fare. Per questo ho sposato anche il progetto “Forma Luce”, i cui proventi andranno a Save the children -: si tratta di un libro che raccoglie foto che mi ha scattato Max Cardelli, che si alternano alle poesie di Aldo Nove sulla sfera femminile. Un libro in cui interpreto molte donne forti, della storia, del mito, del cinema: da Antigone alla Monroe, da Giovanna D’Arco a Saffo a Aung San Suu Kyi».

Al cinema la vediamo spesso come una donna emancipata, libera, coraggiosa, ma anche fragile: come è Isabella nella vita?
«Sono timida e tesa quando devo stare su un palco e parlare ad un pubblico. Il teatro, in questo senso, mi ha aiutato, anche se lì interpreti un ruolo, indossi una maschera. La paura di non essere all’altezza, di non dire la cosa giusta, mi ha sempre accompagnato nella vita,. E forse questo senso di fragilità che mi appartiene non mi abbandonerà mai, anche se ci sto lavorando!». 

 


 

IN CARRIERA E CON 3 FIGLI

Nata in provincia di Piacenza, a 15 anni vince il concorso Miss Teenager. Nel 1980 partecipa al programma di Gianni Boncompagni “Sotto le stelle”. Carlo Vanzina la nota e la contatta per “Sapore di mare”. A 18 anni va a vivere a Roma. Nel 2000 interpreta per la tv il commissario Giovanna Scalise nelle prime due serie di “Distretto di Polizia”. Seguono “Arrivederci amore ciao”, “Vite sospese”, “Saturno contro” e “Un giorno perfetto”, “Caos Calmo”, “Due partite”. Nel 2012 ha interpretato “E la chiamano estate”, per il quale ha vinto il premio Marc’Aurelio d’argento alla Festa del cinema di Roma. Nel 2013 è nel cast de “La grande bellezza” di Sorrentino. A marzo 2014 ha compiuto 50 anni. Ha tre figli avuti ed è sposata con il regista Renato De Maria. Ha tre figli avuti ed è sposata con il regista Renato De Maria.


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