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Notizie dalla Repubblica Centrafricana

Gio 11 Set 2014 | di Davide De Maria | Attualità
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PRIMA PARTE: STORIA DI GUERRA E TESTIMONIANZA DI PACE!

Carissimi amici,
eccomi qua a scrivervi nuovamente dopo un lungo silenzio. Stavolta non vi scrivo dal Kenya, ma dalla Repubblica Centrafricana, dove insieme a mia moglie Sara sto visitando le 300 famiglie e 60 comunità che vivono l' esperienza di luce, fede e carità alla base di Italia Solidale.
L'esperienza é immensa e non penso di poter testimoniare con le parole quello che la mia anima sta vivendo... ma comunque ci provo, rendendovi partecipi attraverso un piccolo reportage quotidiano.
Per cominciare, due parole sulla Repubblica Centrafricana, perché, mentre il Mondo parla giustamente di Ucraina, Gaza, ci sono tante realtà che spesso neanche conosciamo perché nessuno ci aiuta a conoscerle...
La Repubblica Centrafricana é un paese meraviglioso, ma dilaniato da una sanguinosa guerra che in 18 mesi ha provocato la morte di migliaia di persone ed almeno un milione di rifugiati (su 5 milioni di abitanti). L’ONU ha diverse volte dichiarato che in Centrafrica si sta consumando un nuovo ed orribile genocidio.
È difficile spiegare le ragioni di questa guerra, che ha origini storiche, sociali, culturali e politiche. Il paese è stato per decenni colonizzato dai francesi che hanno mantenuto un controllo del paese anche dopo l’indipendenza, avvenuta nel 1960. Dal 1960 ad oggi, tutti i 6 presidenti del Centrafrica sono arrivati al potere attraverso colpi di stato. Ogni presidente, una volta giunto al potere, favoriva la sua etnia, i suoi amici e gli amici degli amici, emarginando tutti gli altri.
18 mesi fa, tutti gli "esclusi" hanno formato una coalizione detta "Seleka" (che in lingua sango significa appunto "coalizione") per prendersi il potere. Questa coalizione è formata da forze ribelli di varia natura, ma quasi tutte riconducibili a forze islamiche, ciò perché il precedente presidente ha favorito i cristiani ed emarginato i musulmani.
Alle forze ribelli locali, si sono aggiunti dei cospicui contingenti di mercenari provenienti dai vicini paesi islamici come Sudan, Ciad, Nigeria.
I Seleka iniziano una marcia verso la capitale Bangui. La loro avanzata distrugge tutto ciò che incontra: violenza, abusi, torture, morte, specie contro i cristiani, colpevoli di nulla, ma solo perché cristiani e considerati nemici e vicini al regime.
A marzo 2013 i Seleka arrivano a Bangui. e con un violento colpo di stato, prendono il potere. Promettono la pace, ma la situazione ormai é fuori controllo: continuano i saccheggi, le violenze e atrocità di ogni tipo.
L'esercito regolare viene sciolto, ne viene formato uno nuovo filo Seleka.
I cristiani per difendersi costituiscono una loro forza armata definita “AntiBalaka”. Solo che la violenza chiama altra violenza ed anche gli AntiBalaka cominciano la "caccia" al musulmano, inizia così una violenta guerra civile senza esercito, ma con due forze contrapposte estremamente violente. Una guerra che é ancora in corso, nonostante un accordo per il cessate il fuoco firmato tre giorni fa a Brazzaville; ma in molte zone di Bangui e nel resto del paese la situazione è ancora fuori controllo e si continua a morire (anche ieri sono stati riportati scontri e morti).
Sembrerebbero delle dinamiche locali, ma in realtà sono in tanti interessati alla Repubblica Centrafricana; per essere esatti, più che alla Repubblica Centrafricana, sono in tanti ad essere interessati ai suoi grandi giacimenti di oro, diamanti, petrolio ed uranio. Da sempre tutte le risorse erano "controllate" dalla vecchia mamma coloniale: la Francia (con annessi amici occidentali come gli USA). Ora però una nuova forza é entrata prepotentemente nella gestione delle risorse: la Cina.
Dietro alle forze ribelli Seleka e AntiBaraka ci sono le grandi potenze internazionali che sfruttano le divisioni locali per accaparrarsi le importanti risorse energetiche e minerarie (ad esempio, l' uranio é fondamentale per l'energia nucleare e la Francia non ha nessuna intenzione di perderlo).
Per questo (più che per motivi umanitari) la Francia, quando ha perso il controllo del paese, ha deciso l'invio di circa 3000 soldati transalpini che, insieme a soldati di Rwanda, Burundi, Congo, formano una forza internazionale di "pace". A questa forza internazionale si sono aggiunti anche altri soldati da Polonia, Spagna, Georgia e la missione ha avuto "l'ombrello" delle Nazioni Unite. Oggi ci sono circa 7000 soldati stranieri. Saranno 12000 a settembre...
Tre giorni fa sono arrivato in questo paese. Mentre atterravo, l'aereo ha sorvolato un quartiere di Bangui completamente raso al suolo...
Appena metti piede in questa terra, ti rendi subito conto che c'è qualcosa che non va: l' aeroporto attualmente è controllato dall'esercito francese, usciti dall'aeroporto vi é un immenso campo profughi, dove la gente si è rifugiata dopo aver perso tutto.
Le strade sono piene di soldati armati fino ai denti, mezzi blindati, sacchi di sabbia che fanno finte trincee dietro alle quali si nascondono soldati...é vietato fotografare i militari...per questo é quasi impossibile fare foto perché difficile trovare luoghi senza eserciti...
Le strade sono piene di pick up che sfrecciano, le ONG presenti sono decine... forse centinaia: in vita mia non ho mai visto una concentrazione così alta di ONG e Organizzazioni Internazionali.
Manifesti e poster inneggiano alla pace ed alla unità della nazione, ma il paradosso è che sotto i manifesti e le scritte sulla pace ci sono i soldati armati.
Nello stesso tempo c'è la gente che cerca di continuare a vivere...
Tutti cercano la pace, ma nessuno fino ad ora ha trovato una strada risolutiva.
Ma in questi giorni mi viene in mente una forte e profonda frase che padre Angelo ci testimonia e che ha scritto nel libro "Uscire da ogni inganno": "ogni relazione della vita è autentica solo se si é autentici nella propria persona. La libertà esiste solo se vi sono persone libere. L'amore esiste solo se vi sono persone nell'amore. La pace esiste solo se vi sono persone testimoni di pace "
Nella guerra, la pace esiste ed esiste quando ci sono persone che trovano Dio, se stessi e gli altri e sono così testimoni di libertà, amore e pace.
In questi giorni sto incontrando le famiglie delle comunità di Italia Solidale. Nonostante la guerra si continuano ad incontrare settimanalmente, leggono i libri che ha scritto Padre Angelo e si aiutano a mantenere nella positività nonostante tutto. Alcune comunità si incontrano anche due volte a settimana. È stato meraviglioso vedere come, nonostante tutto il negativo che hanno intorno e registrato dentro, non hanno perso la speranza per il futuro e trovano la speranza nella cultura di vita che Padre Angelo ha donato al Centrafrica ed al Mondo.
Nella guerra c'è la pace e c'è la pace non negli accordi, nelle organizzazioni, nelle strutture o nelle forze di pace, ma c'è la pace nella vita, perché ogni vita è creata per la pace e Italia Solidale li sta aiutando a vivere pienamente questa dimensione.
Le famiglie collegate al donatore attraverso l'adozione a distanza hanno ricevuto anche il dono economico che stanno utilizzando in modo creativo e lo stanno restituendo a se stessi.
Ma sopratutto, quello che sta donando gioia e amore è la missione per salvare i bambini: ogni comunità dopo aver ricevuto l' adozione, ha deciso di farla ed ora stanno muovendosi per farla fare ad altre persone. In poche parole: ogni comunità sta cercando nuovi donatori per salvare i bambini che muoiono nel Mondo. E ne hanno già trovati tanti, ci sono almeno 25/30 persone centrafricane che hanno deciso di salvare un bambino e questa missione e questa apertura alla vita è la pace che il Centrafrica merita.
Ieri ho incontrato un soldato che ha deciso di fare una adozione a distanza: “Ho fatto tanto male e soffro... per questo ho subito accettato di salvare un bambino, ho bisogno di uno scambio d'amore".
Ci sono 60 comunità a Bangui che nonostante la guerra stanno andando in giro a testimoniare la vita e a proporre l' amore e l' amore per i bambini. Come scrive Padre Angelo: "la pace esiste solo se vi sono testimoni di pace".
Loro sono testimoni di pace... loro sono la pace.


SECONDA PARTE: IL CALORE DEL “SOLE” RISCALDA LA VITA!

Carissimi amici,
continua la breve ma intensa visita nella Repubblica Centrafricana.

Oggi fa molto caldo sotto tutti i punti di vista. Fa caldissimo dal punto di vista climatico, non so quanti gradi, ma non si smette di sudare; il clima è caldo, purtroppo, anche dal punto di vista politico e militare perché si percepisce una crescente tensione anche a Bangui (pare che il flebile accordo per il cessate il fuoco sta già scricchiolando anche a Bangui). Ma è caldo soprattutto per il grande calore che stiamo ricevendo dalle famiglie che abbiamo la gioia di incontrare nelle comunità di sviluppo di vita e missione! Una meraviglia di vita e amore!
Ieri vi ho parlato delle famiglie e comunità “testimoni di pace” che sto avendo la grazia di incontrare qui a Bangui, capitale della Repubblica Centrafricana. Oggi vi voglio raccontare, brevemente, il perché queste meravigliose famiglie, nonostante la guerra, hanno la forza e la positività per continuare a testimoniare la vita, l’amore, la pace.
Ieri, ad esempio, ho incontrato Taboun, uomo di circa 30 anni che insieme alla moglie Natacha partecipa da circa tre anni in una delle 60 comunità di sviluppo di vita e missione di Bangui Solidale – Italia Solidale – Mondo Solidale.
Con grande positività mi ha raccontato: “Tutte le famiglie della nostra comunità hanno perso almeno un parente stretto, nelle ultime settimane, a causa della guerra. Una famiglia ha perso la sorella e i suoi due figli piccoli per lo scoppio di una granata. Per settimane siamo stati rifugiati a St.Paul (una chiesa). Nonostante ciò non abbiamo mai smesso di incontrarci. Tre anni fa, quando ho incontrato Italia Solidale, non ero quello che sono adesso. Ero debole e violento con mia moglie. La picchiavo continuamente, anche in presenza dei miei figli. Non solo, avevo anche tante relazioni extraconiugali. La mia vita e la mia famiglia era un inferno. Non c’era nessuna relazione, ma solo violenza e tradimenti. Grazie a Vianney (altro uomo che partecipa alla comunità) sono stato coinvolto nella comunità di Italia Solidale. Abbiamo letto insieme il libro di Padre Angelo “10 punti di sviluppo di vita e missione”. Con quel semplice libro ho capito che la vita ha un ordine che io non rispettavo. Ho iniziato a cogliere me stesso, Dio e gli altri, a cominciare dalla mia famiglia, e con l’aiuto della comunità ho cominciato a risolvere l’inferno che vivevo dentro la mia persona e dentro la mia casa e a vivere così un ordine che prima non avevo. In questo è stato fondamentale l’aiuto e l’amore del nostro volontario donatore, grazie al quale abbiamo cominciato anche una piccola attività: prepariamo e vendiamo delle torte. Abbiamo ricevuto tanto amore da Dio, da Padre Angelo, dalla cultura di vita alla base di Italia Solidale, da Sara. Oggi vogliamo che anche altre famiglie possano vivere la stessa esperienza e per questo, quando Padre Angelo ci ha chiesto una mano per salvare altri bambini trovando nuovi donatori, non ci abbiamo pensato due volte. Mi è subito venuto in mente un mio amico che ho chiamato, incontrato e a cui ho testimoniato tutto questo. Ha subito accettato e vuole salvare un bambino sofferente in una delle 125 missioni di Italia Solidale. Ci ha fatto molto bene testimoniare la vita”.
La testimonianza di Taboun è solo uno dei tanti miracoli di vita a cui ho l’onore di assistere in questi giorni. Qui in Centrafrica pensavo di trovare persone depresse, sconvolte, provate, invece ho trovato persone sicuramente sofferenti per la situazione che vivono, ma nello stesso tempo piene di vitalità, vivacità, forza, positività, amore, gioia.
Questo perché grazie all’esperienza di luce, fede e carità che stanno vivendo insieme a Italia Solidale hanno sconfitto la vera guerra. Non la guerra contro i cristiani o gli islamici o i soldati stranieri, ma la guerra inconscia che, ad esempio, a Taboun non permetteva di amare se stesso, Dio, la propria moglie i suoi tre figli.
Grazie a Dio ed ai libri di Padre Angelo, Taboun, così come tanti altri, sta trovando la pace vera perché sta sconfiggendo il vero nemico: i condizionamenti diabolici inconsci che lo hanno sempre portato lontano da sé, dalla meraviglia della Creazione che è in lui e dagli altri.
Così lui sta vivendo la vera pace con se stesso, con la moglie, con i figli, con la comunità, con i fratelli vicini e lontani: la vera pace che gli dà la forza di non aver paura della guerra esterna che sta disintegrando il suo paese. Con la pace interiore risponde positivamente alla guerra esteriore, dando una testimonianza di pace molto più potente dei tanti “operatori di pace” che sono presenti nella zona.
Queste testimonianze così semplici e forti mi stanno molto richiamando a cogliere profondamente cosa vuol dire guerra e pace.
Forse, così come mi ha testimoniato Taboun, prima di pensare alla guerra dei carri armati, delle bombe, degli agguati, delle atrocità, ognuno dovrebbe vedere con profonda luce, affrontare con vera fede e risolvere con la potenza dell’amore le tante guerre che ognuno di noi vive inconsapevolmente ed inconsciamente dentro la propria persona, famiglia, comunità.
E questo è necessario in Centrafrica, nel Mondo, ma anche e soprattutto in Italia ed in Occidente, dove le strade non sono invase da soldati, dove non ci sono i carri armati o le trincee, ma dove stiamo combattendo (o forse ancora solo subendo) una guerra invisibile che provoca tanta morte, sofferenza, distruzione nelle persone, nelle famiglie, nella società. Basta pensare ai 340.000 depressi nei paesi occidentali, al 50% delle famiglie che si separano o divorziano, ai tanti giovani che purtroppo sono dipendenti da alcool, droga, sesso deviato o gioco, alle tante malattie psicosomatiche, e potrei continuare l’elenco ma mi fermo.
Così come Taboun, anche noi, con ancora più forza, abbiamo bisogno di entrare nella nostra vita, vedere le nostre guerre inconsce e trovare in Dio e nell’amore la nostra vera pace per essere veri testimoni di pace, anche per i nostri fratelli in Italia e nel Mondo.
L’Italia e il Mondo ha bisogno di persone, famiglie e comunità per far splendere il sole dentro la nostra anima. Così come il Sole che anche oggi ha riscaldato con il suo calore la nostra anima a Bangui!


TERZA PARTE: FESTEGGIAMO LA VITA!

Carissimi amici,
nuova ricchissima e potentissima giornata nella Repubblica Centrafricana.
Oggi il paese ha vissuto una giornata di “festa nazionale”. Si è celebrata la fine del Ramadan. In realtà la fine del Ramadan era ieri, ma la celebrazione è stata snobbata dall’attuale presidente di transizione del Centrafrica. Questo atteggiamento ha fatto aumentare notevolmente la tensione con i musulmani. Per questo la presidentessa ha deciso in due minuti di correre ai ripari e di decretare una fine del Ramadan bis per la giornata di oggi e di farla celebrare come festa nazionale per tutto il paese.
Questo concreto esempio ci aiuta a capire come la tensione è alle stelle e basta una piccola goccia per far traboccare un vaso che è già straripante (e che non può essere risolto a colpi di decreti. Basta un decreto o una festa nazionale per fare unità tra persone, etnie, religioni???).
Questa mattina, insieme a Sara, abbiamo “festeggiato” andando ad incontrare la zona di Boy Rabe, uno dei quartieri più “caldi” della città, considerato la roccaforte del vecchio presidente Bozizè e teatro negli ultimi mesi di atroci massacri.
A Boy Rabe, Italia Solidale sta pian piano costruendo una vera unità che parte dall'anima e non dalle leggi o strutture.
La nostra visita non era prevista anche perché sconsigliata da tutti. Nello stesso tempo in quel quartiere, nonostante tutto, ci sono 60 famiglie che partecipano incontrandosi in 12 comunità di sviluppo di vita e missione. Quindi io e Sara abbiamo deciso comunque di andare, anche se per un incontro più breve del solito, e di incontrare le famiglie ed i loro bambini.
Con un taxi ci mettiamo in cammino. Più si procede e meno soldati delle forze di pace internazionali si incontrano. Lungo il tragitto ci si innamora della confusa vitalità delle strade. In ogni centimetro di strada si potrebbe scrivere un libro. Dopo aver visto intere famiglie (4 o 5 persone) sullo stesso motorino, dei divani trasportati con una bicicletta, una vera e propria asta per vendere al miglior offerente delle magliette, tra cui riconosco quella del Milan degli anni 90, dei bambini che giocano con un maiale e così via, arriviamo al luogo dell’incontro che si svolge nella casa di una delle 60 famiglie. Il tutto con un temporale straordinariamente potente!
L’esperienza è stata veramente speciale e forte, difficile da descrivere e da raccontare. Infatti penso che molti aspetti, per ora, resteranno profondamente nel mio cuore.
Abbiamo incontrato soprattutto donne, ma stavolta, non perché i mariti si rifiutando di partecipare, ma perché purtroppo non ci sono. Molti sono fuggiti nel vicino Congo, altri stanno combattendo in varie zone del paese ed altri purtroppo sono stati uccisi.
Nelle donne presenti si percepiva una grande energia positiva, ma nello stesso tempo anche una grande sofferenza. Tantissime donne, ad esempio, sono state violentate. Anche in Centrafrica sembra che viene “usato” lo stupro come vera arma di guerra. Una diavoleria ignobile che, usando le debolezze sessuali dei soldati, ha lo scopo chiaramente malato e scientificamente indiavolato di “sporcare” la purezza dell’avversario, sia perché profanano le donne sia perché pensano di far nascere una generazione di bambini “non puri”, perché non frutto dello stesso clan, tribù, etnia, religione, ma della violenza degli acerrimi nemici.
Ho incontrato ad esempio A.J., una ragazza di 28 anni, sposata e madre di 4 figli. Con grande dignità mi ha testimoniato i cambiamenti che sono avvenuti nella sua vita grazie alla cultura di Italia Solidale. "Mio marito mi picchiava e maltrattava... picchiava anche i bambini. Ogni volta che tornava a casa i bambini scappavano perché terrorizzati dal padre che per loro significava violenza. Grazie ai libri ed alla comunità abbiamo colto che questa violenza non era nostra, ma trasmessa inconsciamente dalle nostre famiglie di origine. Mio marito beveva per tutte le sofferenze di non amore che aveva subìto nella sua infanzia. Io non riuscivo a reagire per la debolezza passatami dalle donne della mia famiglia, che mi hanno insegnato che ad un uomo non si reagisce mai. Grazie a Italia Solidale ho colto il valore della mia persona ed ho cominciato a pretendere rispetto da mio marito. Anche lui pian piano si é coinvolto. Abbiamo cominciato a vivere, attraverso la comunità, delle esperienze d'amore che hanno colmato i tanti buchi che erano dentro di noi. E la pace è ritornata nella nostra famiglia. Quattro mesi fa, però, è successo qualcosa di orribile. Mentre tornavo a casa dopo aver chiuso il piccolo negozietto, che abbiamo aperto grazie a Italia Solidale e alla generosità del donatore, che ha adottato a distanza uno dei nostri bimbi, sono stata avvicinata da alcuni uomini delle milizie Seleka. Mi hanno fermata, picchiata e violentata. È stato orribile, tremendo. Forse se sarebbe successo un anno fa, mi sarei suicidata. Pero ora no! Anche se è stato un orrore, grazie all'esperienza con Italia Solidale ho avuto la forza di reagire e di mantenere viva la mia anima... hanno profanato il mio corpo ma non la mia anima. In questo la comunità mi ha molto aiutato e sostenuto. Questo é quello che viviamo... ti rendi conto di quanto sia fondamentale la comunità su una cultura di vita?".
In questo inferno apparente, Italia Solidale sta avendo un ruolo fondamentale, è vero! Non sta assistendo, distribuendo “cose” materiali, costruendo strutture, ma sta permettendo a queste meravigliose famiglie di non arrendersi e di mantenere viva la vita, nonostante tutto e tutti, attraverso una concreta esperienza di amore che parte dalle forze inconsce della persona ed arriva alla missione. C'è ancora tanto da vivere e non è tutto perfetto, ma la missione di Bangui Solidale sta donando al Mondo i suoi frutti di vita.
Ho parlato di inferno apparente perché anche oggi in ogni persona ho percepito il Paradiso... nonostante l’inferno. Ogni persona era testimonianza di Paradiso. Le persone sono forti, vivaci, le comunità si incontrano, leggono i libri di Padre Angelo, li collegano alla loro vita, trovano luce sulle loro sofferenze e quindi concrete soluzioni in Dio e nell’amore.
Quell’esperienza di autentico amore di cui tutti abbiamo bisogno per Essere veramente quelli che per Creazione siamo e poter essere così testimoni di vita per tutti i nostri fratelli. Solo così salviamo noi stessi e i bambini.
Vorrei raccontarvi tanto altro, ma è troppo tardi ed anche in Centrafrica la notte si dorme!
Prima di lasciarvi un'ultima condivisione in diretta: sono circa le 23:45. In Africa significa piena notte! Silenzio assoluto. Mentre vi scrivo però, il silenzio è rotto da nitidi “botti” che si sentono in lontananza. Vorrei tanto che si trattasse di fuochi d’artificio per una celebrazione… ma qui i fuochi d’artificio non ci sono! Si tratta di colpi di arma da fuoco che anche stanotte disturbano i sogni di tanti bambini e di tante famiglie di Bangui e del Centrafrica.
Io e Sara siamo al sicuro! Ma chiedo a tutti voi una preghiera speciale per tutti i bambini del Centrafrica e del Mondo, vittime dirette o indirette dei rumorosi proiettili sparati dai fucili di Bangui, di Gaza, in Ucraina, in Nigeria e nelle tante guerre del Mondo.
Ma chiedo una preghiera anche e soprattutto per tutti i bambini che non vivono in zone di guerra, ma che sono vittime dei “proiettili” subdoli, silenziosi, invisibili del “non amore”, sparati inconsapevolmente in tante famiglie e che feriscono inconsciamente tutti i bambini!
La preghiera più bella che possiamo vivere è quella di impegnarci per ESSERE VIVI e quindi testimoni di amore.
Come scrive Padre Angelo nel libro "10 punti di sviluppo di vita e missione": "tutti gli uomini hanno bisogno di essere liberati per vivere in pienezza la missione d'amore che a ciascuno è stata data con carismi diversi: finché non si sviluppa questo germe, questa meravigliosa energia, nessun uomo è veramente soddisfatto di sé e gusta veramente la gioia della luce piena, del pieno amore, della piena Grazia e fecondità per sé e per i fratelli in Cristo".
Fermiamo le guerre visibili e invisibili vivendo la nostra vita in pienezza, facendo anche in Italia comunità di sviluppo di vita e missione e promuovendo le adozioni a distanza come stanno facendo a Bangui.
La vita è troppo bella e merita di essere vissuta come merita!


QUARTA PARTE: I BAMBINI VIVONO E TESTIMONIANO LA PACE!

Carissimi amici,
il sole tramonta ed una nuova giornata termina. Torno nella mia stanza con il cuore pieno di amore per questa nuova giornata passata tra i bambini, le persone, le famiglie e le comunità di Bangui Solidale.
Bangui è una città internazionale. In questi mesi è abitata oltre che dalla popolazione locale, anche da centinaia di uomini e donne provenienti da tutti i continenti. Ci sono i soldati della forza internazionale delle Nazioni Unite (francesi in testa), c’è l’esercito di operatori umanitari di decine e decine di ONG, ci sono i funzionari delle diverse agenzie delle Nazioni Unite (FAO, UNICEF, PAM, etc…), ci sono decine di religiosi e religiose missionarie (soprattutto italiani) e ci sono gli uomini d’affari stranieri presenti sul posto per mettere le mani sulle risorse del paese nel momento di confusione (americani, francesi, cinesi). Insomma, sembra che il Mondo sia tutto a Bangui! Anche se il Mondo non lo sa, visto che della Repubblica Centrafricana nessuno ne parla!!!
Per questo, ho avuto modo di relazionarmi con diverse persone di varie nazionalità. Degli scambi molto ricchi che mi hanno insegnato molto! In particolare, nel luogo in cui alloggiamo (un posto molto umile ma dignitoso) abbiamo la grazia di convivere con un gruppo di persone molto varie: c’è Anna Marie funzionario belga dell’ONU; c’è un'anziana dottoressa italiana che lavora in Centrafrica da 30 anni, ma l’ospedale in cui lavora è stato completamente distrutto e saccheggiato; c’è M. francese ed operatore civile dei servizi di sicurezza; c’è James, kenyota, operatore di una ONG internazionale che si occupa di mass media; c’è S. figlio di un noto politico locale, ci sono due ragazzi rwandesi e da oggi anche un ospite indiano. Poi ci sono anche altre persone che penso vivano qui perché costretti ad abbandonare le loro case per motivi di sicurezza.
La maggior parte sono delle persone eccezionali e piene di amore e mi hanno donato veramente tanto tanto tanto e li ringrazio perché grazie a loro, ho avuto modo di conoscere e capire meglio tanti aspetti dell’Africa e del mondo della cooperazione internazionale.
In molti casi, però, nelle persone che dovrebbero portare e testimoniare la pace, si percepisce purtroppo, una grande tristezza, un senso di impotenza ed una profonda perdita di speranza, dovuti principalmente al fallimento della cooperazione internazionale. Non è una colpa o un giudizio. Sono le stesse Organizzazioni a dirlo. La realtà è che non avendo alla base una cultura di vita che vede, rispetta ed ama la parte più bella e profonda della persona, si ripete un “vecchio” di organizzazione, struttura, assistenza, progetti, buone intenzioni. Nel migliore delle ipotesi tutto ciò porta ad un momentaneo giovamento, ma mai ad una vera soluzione dei mali e spesso anche ad un loro peggioramento (perché si innesca un meccanismo di “dipendenza” dall’aiuto e quindi di passività della persona).
Il capo di una importante ONG mi ha detto: “In questo paese non c’è più nulla da fare. Ormai si è raggiunto il punto di non ritorno ed una spirale di violenza che è impossibile fermare nonostante i tentativi di accordi di pace. Una delle “forze” in campo dovrebbe fermarsi e capire che musulmani e cristiani dovrebbero vivere insieme. Ma non succederà e quindi ci aspettano altri mesi terribili e la definitiva caduta nel vuoto di tutto il paese, che è già enormemente provato. Noi siamo qui per limitare i danni”.
Un giovane medico italiano che lavora con grande coraggio nel paese mi ha ripetuto continuamente: “Non fatevi illusioni. Il Centrafrica non cambia. Ogni 4 anni tutto viene raso al suolo e si ricomincia. Io da tanti anni lavoro qui e ciclicamente tutto viene distrutto e si ricomincia…succederà anche stavolta”.
Una bella suora italiana invece, mentre accennavo quello che stiamo facendo a Bangui mi ha detto: “La vita è come il Mondo. Il Mondo gira e pensi di girare con lui, ma alla fine sei sempre allo stesso punto! Il Centrafrica è così: è da 25 anni che sono qui, ma nulla cambia, siamo sempre allo stesso punto”.
Io continuo ad avere il cuore pieno di gioia e quindi di speranza. Credo in Dio e sono certo che ama ogni singola creatura di questo paese e di ogni paese del Mondo. Nessuno è stato creato per soffrire o per stare male. Partendo da Dio e dalla persona nulla è impossibile e tutto risolto! E ringrazio profondamente Dio e Padre Angelo Benolli che in oltre 50 anni di esperienza di vita e missione ha trovato un nuovo modo di vivere, sperimentare e testimoniare la missione che sbaraglia tutto il vecchio fallimentare, per farci essere continuamente nuovi e farci vedere continuamente la luce di Dio, anche nelle tenebre più buie!
La speranza la vedo chiaramente nei bambini! Guardate la foto che ho pubblicato. Sette bambini che giocano e si divertono insieme. Una meraviglia che dalla foto non traspare in pienezza! Una foto normale. Invece in quella foto c’è il futuro! C’è la speranza.
Sono i figli delle famiglie che partecipano nelle comunità di Bangui Solidale – Italia Solidale. Loro o i loro fratelli/sorelle sono adottati a distanza.
Tra quei bambini c’è un bimbo musulmano che gioca insieme agli altri. Non riuscirete mai a capire chi è il musulmano! Perché? Perché i bambini sono tutti uguali. Non sono divisi. Non fanno differenze. Sono creati tutti meravigliosamente belli e capaci di amare e felici di essere amati. Se si menano è solo perché uno ha fregato un gioco all’altro e non per motivi religiosi o per divisioni umane (o disumane) che sempre ci portano lontano da Dio, da noi stessi e dagli altri. Quei bambini neanche si chiedono di che religione è l’altro, ma sono liberi in Dio e si relazionano.
Quei bambini hanno giocato per ore senza nessun problema o imbarazzo, così come i loro genitori partecipano senza nessun problema nelle comunità di Bangui Solidale. Nella missione ci sono delle famiglie musulmane che “fanno comunità” insieme a famiglie cristiane. Tutte uguali. Senza divisioni. Senza differenze. Come i bambini!
La cultura di vita alla base di Italia Solidale ci offre la possibilità di scacciare tutti i mali inconsci che impediscono al bambino che è in noi di esprimersi e di essere pienamente vivo e che quindi costruisce muri di divisione!
Nelle comunità di oggi ho incontrato persone che grazie al libro “10 punti di sviluppo di vita e missione” e alla comunità hanno colto il valore della propria persona e sono arrivati ad amare la loro famiglia!
Ho incontrato Charles che con forza mi ha detto: “Se non ci fosse stato Padre Angelo, avrei ucciso tanta gente. Qualche mese fa i musulmani mi hanno bruciato casa e negozio. Ho perso tutto! Non avevo neanche le scarpe. Avevo già preso il fucile per andare a vendicarmi. Ma la mia comunità è subito venuta in mio aiuto. Mi hanno aiutato nel concreto ospitandomi in casa loro e donandomi vestiti. Ma soprattutto mi hanno aiutato a cogliere il valore della mia persona e dei miei fratelli. Mi sono rifiutato di entrare negli Anti Balaka (le milizie filo cristiane) ed ho ritrovato la pace. Ora ho colto il valore della persona e non voglio che nessuno soffra. Per questo sto testimoniando a tutti per promuovere le adozioni e dare ad altri bambini la cultura di vita”.
Ho incontrato Christine: “In passato tra me e mio marito c’era tanta violenza e sofferenza. Pian piano, grazie a Italia Solidale, ci siamo molto uniti. La guerra è stata una dura prova. Io sono cristiana e mio marito è musulmano. Grazie all’esperienza che insieme abbiamo fatto con Italia Solidale nella nostra comunità siamo rimasti uniti. Quando sono iniziate le violenze in molti hanno spinto per far “saltare” il nostro matrimonio. Le autorità religiose islamiche hanno detto a mio marito di ripudiarmi, ma lui si è rifiutato. Ora anche lui è perseguitato dai musulmani (al momento per mantenere vivo il matrimonio, ma innanzitutto se stesso, e si è rifugiato in una nazione confinante)”. Christine ha anche promosso un'adozione…
Non voglio essere presuntuoso o ideale, ma nonostante il tanto male, vedo che questa è la strada per la soluzione di tutti i mali del Centrafrica e del Mondo. C’è tanta strada da fare, ma qualcosa di nuovo è già nato e sta dando i suoi frutti! E sono felice!
Oggi sono “solo” 300 le famiglie coinvolte e non tutte con la stessa profondità. Ma sono l’inizio concreto di una epocale rivoluzione d’amore che donerà al paese la pace, il rispetto e la dignità che merita.
Come ho scritto nei giorni scorsi, questa esperienza non è solo per i centrafricani. In tutto il Mondo c’è bisogno di essere liberi e veri come i bambini per amare se stessi e gli altri (soprattutto in Italia).
“Gesù chiamò a sé un bambino, lo pose in mezzo a loro e disse: “In verità vi dico: se non vi convertirete e non diventerete come i bambini, non entrerete nel Regno dei cieli. Perciò chiunque diventerà piccolo come questo bambino, sarà il più grande nel regno dei cieli. E chi accoglie anche uno solo di questi bambini in nome mio, accoglie me. Chi invece scandalizza anche uno solo di questi piccoli che credono in me, sarebbe meglio per lui che gli fosse appesa al collo una macina girata da asino e fosse gettato negli abissi del mare”. (Matteo 18,1-6)
Gesù prende un bambino e lo mette al centro! Rimettiamo al centro la vita dei bambini. Del bambino che è dentro di noi e che geme finché non trova tutto l’amore che merita e di tutti i bambini del Mondo, che ancora soffrono per tanti mali inconsci che provocano morte nel corpo e nello spirito! Solo nella Repubblica Centrafricana, secondo l’UNICEF, ci sono almeno 110.000 bambini che rischiano di morire se non si interviene immediatamente (e aggiungo, in modo nuovo).
Rimettiamo al centro la vita dei bambini. Le famiglie e le comunità del Centrafrica lo hanno fatto, riscoprendo il bambino che per creazione è in loro e nei loro fratelli, amando i loro bambini e, attraverso la promozione delle adozioni, stanno amando tutti i bambini del Mondo.
Noi cosa aspettiamo?
Rimettiamo anche noi la vita del bambino al centro. La tua anima aspetta il Mondo ed il Mondo aspetta la tua anima! Fai anche tu l’esperienza di scambio di vita e d'amore attraverso il nuovo modo di fare adozione a distanza. Se già l’abbiamo fatta, non sentiamoci a posto! Facciamo come le famiglie centrafricane e promuoviamola ai nostri amici, colleghi, parenti, conoscenti.
Ma soprattutto amiamoci, facendo anche noi l’esperienza preziosa della comunità! Facciamo comunità come i bambini! Facciamo comunità per cantare, ballare, gioire e amare come i bambini! Ne abbiamo bisogno noi e ne ha bisogno il Mondo!


QUINTA PARTE: UN FIUME IN PIENA…D’AMORE!

Carissimi amici,
nelle foto potete ammirare uno scorcio dell’Oubangui, l’imponente e maestoso fiume che attraversa la città di Bangui e che segna il confine con il Congo.
Oggi è il nostro ultimo giorno in Centrafrica. Domani, dopo 45 giorni in Kenya e 10 in Centrafrica, torno in Italia con il cuore carico di gioia e per continuare con ancora più forza l’esperienza di sviluppo di vita e missione necessaria per la mia vita, la mia famiglia e per i miei fratelli vicini e lontani.
L’esperienza che ho avuto la grazia di vivere è stata veramente un fiume in piena… in piena d’amore. Ringrazio profondamente Dio, Padre Angelo e la cultura di vita di Italia Solidale e le centinaia di comunità che ho avuto la grazia di incontrare negli ultimi due mesi. Una potenza di “calore” che ha riscaldato la mia anima; è talmente nuovo quello che ho vissuto che dovrei inventare una parola nuova per descriverlo, una gioia poter vivere la missione per la prima volta anche insieme a mia moglie Sara.
I bambini, le famiglie, le comunità di sviluppo di vita e missione di Bangui Solidale sono un fiume. Un fiume che parte dalla sorgente, fa il suo cammino di vita ed arriva alla pienezza del mare. La missione da fare è ancora grande per amare tutte le comunità come Dio vuole (ovviamente su 60 comunità, molte sono forti mentre altre sono da fortificare).
Vi chiedo di continuare a pregare per la Repubblica Centrafricana. Un paese che ha delle potenzialità straordinarie e ve l’ho testimoniato nelle precedenti quattro “puntate”. Nello stesso tempo è un paese che è ancora completamente fuori controllo e troppo spesso dimenticato.
Questa sera, il nostro amico francese che si occupa di servizi di sicurezza ci ha comunicato che a Batangafo, villaggio a 300 km da Bangui, le forze Anti Balaka hanno attaccato, rompendo ufficialmente, dopo varie drammatiche scaramucce, la tregua firmata a Brazzaville lo scorso 24 luglio.
Mentre parliamo con lui, arriva una telefonata che lo informa che anche a Bangui si spara. La notte di Bangui è segnata da forti esplosioni e colpi di armi da fuoco. Ovviamente mentre ciò accade non si sa bene chi è che attacca, contro chi e dove… (PS: la mattina dopo, veniamo a sapere che a Bangui è stata attaccata con il lancio di diverse granate una pattuglia di soldati spagnoli impegnati in un operazione di disarmo. Non si registrano vittime tra i soldati spagnoli, mentre non si sa se ci sono vittime o feriti dall'altra parte; nello stesso tempo l’ONU conferma i violenti scontri di Batangafo e la morte di almeno 26 civili).
Nonostante i “diavoli” che vogliono distruggere la vita, in Dio andiamo avanti nella vita e per la vita! Nessuna persona merita la guerra. Tutti siamo creati per la pace e nella pace.
Oggi voglio condividere un altro aspetto innovativo e rivoluzionario parte integrante della missione. Così come nelle altre 125 missioni di Italia Solidale – Mondo Solidale, anche a Bangui sosteniamo le famiglie ad essere libere ed indipendenti nello Spirito e di conseguenza anche economicamente. Tutte le 5.000 comunità di Mondo Solidale hanno un loro conto di comunità, in cui ricevono direttamente i soldi che il generoso donatore gli invia. Le famiglie prendono i soldi e li utilizzano per delle attività generatrici di reddito. Entro il 15 ottobre restituiscono la somma ricevuta nel loro conto di comunità e con il profitto si prendono cura dei loro figli. La somma restituita è a se stessi e la utilizzeranno l’anno dopo (insieme alla nuova quota che arriva dal donatore), per fortificare l’attività iniziata e per un movimento di carità per i fratelli vicini e lontani.
Per garantire che tutto ciò sia fatto nel migliore dei modi, siamo stati presso una delle filiali di una delle banche presenti a Bangui. La filiale, non lontano da Boy Rabe, più che una banca è stato un salto indietro nel tempo. Persone meravigliose che con macchina da scrivere e carta copiativa (ebbene sì, esiste ancora!!!) prendevano nota delle richieste dei clienti. Il direttore della filiale ci ha accolti con grande disponibilità ed eravamo tra le 38 cose che stava facendo in contemporanea. Quando ha colto che era importante darci la giusta attenzione, ci ha fatto accomodare in un altro ufficio. Era tipo un losco sottoscala. La location ideale per un film anni ’80 con Bud Spencer e Terence Hill. Ci ha spiegato per bene tutte le caratteristiche del servizio che sono disponibili ad offrirci anche con costi ridotti per evitare eccessive spese alle famiglie. Fatto ciò, ne abbiamo approfittato per chiedere di poter prelevare dei soldi necessari per la missione di Bangui Solidale e di cambiarli in Euro. Ci ha detto: “Purtroppo oggi non conosco il tasso di cambio tra franco centrafricano e franco francese”. Subito dopo però si è corretto ricordandosi che il franco francese non esiste più e che è stato sostituito dall’ euro. Una volta trovato il tasso di cambio e stabilita la piccola somma da prelevare, ci si è resi conto che vi era un problema tecnico che solo il manager principale poteva risolvere. Ma dov’è il manager? In questo momento è in un'altra filiale nella parte opposta della città! Potrei continuare, ma mi fermo qui, ma vi dico solo che un'operazione che sarebbe durata 15 minuti è andata avanti per circa 5 ore!
Anche con questi piccoli particolari si coglie la meraviglia dell’Africa, ma anche la confusione e la dipendenza dovuta a condizionamenti secolari.
La cultura di vita, alla base di Italia Solidale, sostiene ogni persona a trovare sé, Dio, la propria famiglia e quindi un lavoro creativo che sostiene l’indipendenza nello spirito e quindi anche l’indipendenza materiale. Ed essere così ricchi e sussistenti nello spirito ed anche economicamente.
Il Centrafrica in questo è emblematico. È sicuramente uno dei paesi più ricchi del Mondo. Ha acqua, terra fertile, foreste, sottosuolo ricchissimo di oro, uranio, diamanti, petrolio, etc. Eppure secondo le Nazioni Unite è il 179° paese come PIL pro capite in una classifica che comprende 186 stati!
Quindi il paese è tra i più ricchi, ma la popolazione è tra le più povere. Molto semplicemente, la popolazione del Centrafrica non ha nessun giovamento delle sue risorse, perché tutte nelle mani di politici corrotti e uomini d’affari e multinazionali occidentali, negli ultimi mesi anche cinesi (una delle cause che hanno determinato la guerra è anche il controllo delle risorse tra Francia e Cina).
Esempio molto concreto e pratico. Una persona ben informata che ho incontrato mi ha detto: “Il Centrafrica produce tutte le risorse agricole per sfamare il suo popolo, ma esporta quasi tutto ed a prezzo stracciato e quasi tutto ciò che trovate nel paese è importato dall’estero a prezzo più alto. Il Centrafrica è tra i più grandi produttori di legname al mondo, ma tutto viene esportato ed anche gli stuzzicadenti sono importati dall’estero, e così via”.
Non solo! Il colonialismo culturale francese ha esportato anche la mentalità illuminista che il lavoro è solo quello dipendente che ti garantisce un salario mensile. A Sara, più volte, durante gli incontri alla domanda “Che lavoro fai?” gli è stato risposto “Io non lavoro, faccio il pescatore” o “Io non ho un lavoro, sono un contadino”.
In molti hanno abbandonato i veri lavori collegati alla vita e alla natura per cercare un lavoro dipendente nel governo, nella scuola, nell’esercito, e così via.
I lavoratori dipendenti centrafricani ora stanno molto molto male. A causa delle gravi difficoltà, mi è stato detto che negli ultimi 9 mesi hanno ricevuto solo 3 mensilità. Ciò aumentando povertà e miseria.
Davanti a questa realtà di povertà e dipendenza che in modo diverso coinvolge tutto il Mondo (pensate al 40% dei giovani italiani che non hanno lavoro), Padre Angelo e Italia Solidale sta sostenendo un nuovo modo di fare economia incentrato su Dio, la persona, la creatività e lo scambio umano e di prodotti tra persone e fuori dalle grandi logiche di mercato e dalle multinazionali! Le zone (10 comunità) stanno costruendo un capannone in cui si incontrano e scambiano i beni ed i prodotti, frutto dell’attività generatrice di reddito che hanno iniziato grazie alla donazione del donatore. Questo scambio che oggi sta partendo a livello di zona, in futuro (molto presto) sarà a livello mondiale, donando così una soluzione nuova anche alla crisi economica globale che tanta sofferenza sta provocando nei bambini, nei giovani e nella famiglie in ogni angolo del pianeta!
La proposta culturale e missionaria di Italia Solidale, fondata in Dio e nell’esperienza di Padre Angelo espressa nei suoi 9 libri, è completa e tocca ogni aspetto della vita della persona. Un’esperienza che vi consiglio di sperimentare, vivere e testimoniare per cogliere l’immensità che siamo e che meritiamo di vivere ed essere anche noi un fiume pieno di amore!
Quando penso alla missione che ho vissuto in Centrafrica, suona nella mia mente una delle meravigliose canzoni scritte e cantate da mia moglie Sara: Sole di Febbraio!
Vi dono il testo che è pura poesia. Così come vera poesia è la sua voce e la sua musica. Ma per quelle, vi consiglio vivamente di comprare il CD che è appena uscito e che è esempio di espressione nella creatività.
“Sole di Febbraio, solo in questo cielo / Ci riscalda un poco malgrado questo freddo / E in questo gran movimento non ci si rende conto / Del fiume che si ha dentro e del suo scorrere lento / E lentamente ci guida piano nella canoa / E ci sorprende tutta quella lunga scia / Segnata dentro, rimasta sotto / E guarda avanti per scoprire quanta è bella realtà / E quanti passi dovrai fare per curare ogni ferita / ed ogni dubbio verrà svelato ciò che è nascosto illuminato / Sole di febbraio, forte in questo cielo / Se mi avvicino ancora sento il tuo calore / E mi voglio amare e voglio andare / Verso di te che hai bisogno di me/ Perché insieme noi ci potremo riscattare / da chi non ha mai voluto libertà / da chi inganno e sofferenza porterà / con una nuova cultura e con il Sangue di chi ci ama”.


SESTA E (FORSE) ULTIMA PARTE: CENTRAFRICA – ITALIA. STESSA MISSIONE DI LUCE, FEDE E CARITÀ PER SCACCIARE LE GUERRE E VIVERE PIENAMENTE LA PACE IN NOI E INTORNO A NOI!

Lasciamo Bangui con il cuore pieno di gioia, nonostante la difficile realtà che abbiamo concretamente incontrato. Perché a Bangui c’è la guerra, c’è il terrore, c’è la sofferenza, c’è la morte, ma c’è anche e soprattutto Dio ed il Suo Amore per ogni persona, c’è la potenzialità immensa di ogni creatura, c’è la capacità di relazionarsi con i fratelli in modo libero e sempre nuovo. C’è una nuova cultura di vita che grazie a Dio e a Padre Angelo Benolli, pian piano, si diffonde e dona luce, fede e carità a tante famiglie. Questa è la gioia. Lasciamo il Centrafrica certi che dovrà affrontare ancora tante dure prove, ma con la certezza di una risoluzione in Dio e per l’Amore.
La mattina del 1° agosto andiamo in aeroporto. In questo periodo l’aeroporto di Bangui è molto affollato, non perché c’è l’esodo per le vacanze estive, ma perché attualmente, secondo le Nazioni Unite, all’interno dell’aeroporto vivono circa 102.000 persone che si sono rifugiate in un immenso campo profughi a ridosso delle piste (vedi foto). Le persone si sono rifugiate nell’aeroporto perché “controllato” dai soldati dell’ONU e sperano di trovare, per questo motivo, la protezione da eventuali attacchi.
In aeroporto la sicurezza è altissima ed il nostro volo ha un ritardo di circa un’ora. Motivo? È appena atterrato un grande aereo della “République Française” che trasporta uomini e mezzi. Non so se sono soldati che rimpiazzano quelli già presenti o se sono già i rinforzi previsti (a settembre i soldati ONU passeranno da 7.000 a 12.000). L’aeroporto di Bangui è République Française.
Comunque si parte e dopo 24 ore e due scali aeroportuali (a Douala in Camerun e Addis Abeba in Etiopia) arriviamo a Roma.
Siamo ad agosto. Rispetto all’Africa, Roma mi sembra molto più fredda e non perché ho trovato una giornata anomala di pioggia, ma per la freddezza che senza alcuna colpa molti di noi (e dal “noi”, non mi sento escluso) si portano dentro.
Arrivo a casa e leggo le notizie italiane di cui mi sono abbastanza disinteressato negli ultimi due mesi. Mi rendo conto che fondamentalmente non è cambiato nulla. Si continua a parlare delle stesse cose, tanto rumore, ma le notizie del 5 giugno (giorno in cui ho lasciato l’Italia) e quelle del 3 agosto sono praticamente le stesse. I titoli dei telegiornali sembrano “fissati”. L’unica triste novità è la guerra a Gaza. In Italia? Renzi, Grillo, Berlusconi; la riforma del Senato; la riforma della legge elettorale; i guai giudiziari di qualche politico; dati economici senza grosse novità; cronaca nera; se fa caldo ci informano che fa caldo; se fa freddo ci informano che fa freddo; se piove ci informano che piove e che non succedeva da un tot di anni; qualche notizia di gossip; calciomercato e via…sigla finale!
Ma una notizia mi ha colpito per l’ennesima volta. Domenica 2 agosto, viene soccorso in mare un barcone con circa 1.300 immigrati che lunedì 3 agosto arrivano a Taranto. Da dove vengono? Principalmente da Siria e Repubblica Centrafricana. Il Centrafrica… ancora!!!
Mentre l’Italia ignora il mondo per parlare dei suoi “piccoli” seppur importanti problemi, il mondo arriva in Italia. Da gennaio a fine luglio sono arrivati in Italia ben 72.000 immigrati. Tantissimi altri sono morti in mare o durante il tragitto per raggiungere le coste libiche. Immigrati che vengono da paesi come il Centrafrica, la Siria, l’Etiopia, la Somalia! 72.000 persone! Uno stadio olimpico tutto esaurito di bambini, donne e uomini. Un esodo biblico! E per i TG italiani è notizia di due minuti, se c’è tempo e purtroppo se ne parla solo se ci sono i morti… più importante il tweet di Renzi a Grillo e la risposta sul blog di Grillo per Renzi o la dichiarazione di Berlusconi.
Mi ha molto colpito perché quando lasciavo il Centrafrica, ho visto arrivare i francesi e quando sono atterrato in Italia ho letto dell’arrivo di un barcone carico di Centrafricani.
Il Mondo è più collegato di quello che pensiamo e non possiamo ignorarlo. Ho pensato all’Italia e alla realtà che la vita non si inganna! Possiamo anche non voler vedere l’Africa o la realtà della Repubblica Centrafricana. Ma quella realtà sta arrivando nel nostro paese. Ce ne possiamo accorgere o no, ma è la realtà! È sempre così. Possiamo non vedere o non voler vedere un problema. Ma quel problema poi ci arriva addosso e purtroppo anche con gli interessi. Questo è vero con l’esempio che vi ho descritto prima ed è vero anche e soprattutto con tutti i problemi personali, familiari, comunitari che viviamo dentro di noi a livello inconscio.
O li vediamo con profonda luce, li affrontiamo con grande fede e li risolviamo con autentico amore oppure quegli stessi problemi ci sovrastano e ci divorano dentro.
In questi giorni vi ho parlato del Centrafrica e spesso vi ho dato dei dati sulla guerra, sul numero di profughi, e così via.
In Italia c’è una guerra molto più subdola, molto più silenziosa, molto più infida e che ci addormenta, ci anestetizza e ci porta a non vedere noi stessi, Dio, le persone che abbiamo accanto e quindi neanche ciò che succede nel Mondo.
In Italia c’è una guerra in cui non si spara, ma che ferisce profondamente l’anima, specie dei bambini! La guerra del “non amore” che provoca tanti morti e feriti. Basta pensare ai tanti bambini che in Italia assumono psicofarmaci; ai tanti bambini che soffrono di obesità; ai tanti giovani che si ritrovano a dipendere da alcool, droga, gioco, internet, sesso deviato; alle tantissime persone che soffrono di depressione (340.000 nei paesi occidentali); alla guerra che si combatte nelle famiglie (il il 50% delle famiglie si separa o divide e il restante 50% spesso vive altrettante difficoltà); alle 300 donne che ogni anno vengono uccise nelle mura domestiche; alla realtà che un italiano su due ha le basi del cancro; al crescente numero di suicidi (purtroppo anche nei giovani); ai conseguenti problemi economici, lavorativi, politici, sociali, religiosi.
Una guerra che non ci rende profughi, ma che ci rende “anestetizzati” e lontani da noi stessi, da Dio e dagli altri. Un’anestesia dalla quale siamo chiamati a svegliarci e a svegliarci con qualità, contenuto, positività e soprattutto vero amore.
Italia e Repubblica Centrafricana sono molto lontane. Tra Roma e Bangui ci sono almeno 7.000 km.
Ma sono molto più vicine di quello che sembra, perché in Italia, così come a Bangui, i bambini sono creati allo stesso modo: in Dio, liberi, veri, indipendenti, gioiosi, pieni d’amore.
In Italia, così come a Bangui, i bambini e le persone soffrono per tutte le ferite inconsce di non amore.
In Italia, così come a Bangui, con la cultura di vita alla base di Italia Solidale, abbiamo la possibilità di svegliarci da questa profonda anestesia inconscia e ritornare a vivere il bambino che per creazione è in noi e con positività e amore scacciare tutte le guerre, le negatività, le diavolerie che non ci permettono di vivere quello che realmente siamo.

Per questo motivo, anche e soprattutto in Italia, la proposta culturale e missionaria di Italia Solidale è necessaria e fondamentale, oggi più che mai, per ritrovare noi stessi, Dio ed i fratelli vicini e così arrivare ad amare il mondo intero!
In Italia, noi volontari di Italia Solidale siamo impegnati in tutte le regioni che sono suddivise in 48 “bacini”, ciascuno formato da 20 territori, in cui vivono già circa 30 famiglie che collaborano con noi per testimoniare questi enormi contenuti di vita ed arrivare a formare anche qui tra noi delle vere comunità di sviluppo di vita e missione, come già succede in tutto il Mondo.
La vita è bella e merita di essere vissuta in pienezza!

Chiama Italia Solidale allo 06 68 77 999, visita il sito
www.italiasolidale.org o scrivimi direttamente utilizzando facebook o il mio indirizzo mail d.demaria@italiasolidale.org
Cosa aspetti? La tua anima è già pronta per partecipare! Non farla aspettare!!! Partecipa anche tu. Partecipa alla tua vita. Partecipa alla vita dei tuoi fratelli per cantare e urlare con gioia tutti insieme: "Viva la vita!!!!!".


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