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Frodi creditizie, il reato del terzo millennio

Furti d’identità e sottrazione di dati personali: come ci raggirano i criminali 2.0

Gio 25 Set 2014 | di Ornella Russo | Soldi
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Sono certamente meno eclatanti o, per così dire, spettacolari rispetto a scippi, rapine e ladrocini perpetrati in modo “tradizionale”. Vengono attuate attraverso la sottrazione o clonazione di bancomat, carte di credito, ovvero tramite il furto d’identità, impossessandosi in modo fraudolento dei dati personali altrui. Sono le frodi creditizie, un crimine per certi versi ancora sottovalutato nel comune sentire, benché il suo fatturato, con un incremento del +8,3% rispetto all’anno scorso, abbia generato introiti illegali superiori a quelli prodotti da crimini classici. Un fenomeno che non conosce affatto crisi, anzi destinato, secondo il preoccupante quadro disegnato dall’Osservatorio CRIF (Centrale Rischio Finanziario), ad aumentate in modo esponenziale nei prossimi anni. Anche se è difficile stimare la quota dei casi intercettati rispetto al totale degli eventi effettivamente perpetrati, riferisce l’Osservatorio, nel 2013 i sistemi di rilevazione hanno consentito di accertare più di 26.000 frodi di questo genere, per perdite economiche stimate complessivamente in 162 milioni di euro. 

La vittima? Maschio e giovane
Addentrandosi nei dati del rapporto le sorprese non mancano, cominciando dalla tipologia di coloro che più facilmente sono stati vittime di questi reati: niente ingenue vecchiette, se è vero che in sei casi su dieci (il 62,6% del totale, per la precisione) le prede risultano uomini per una fascia di età maggiormente colpita consistente in quella degli under 30 (il 26,1% del totale, seppur in calo rispetto al corrispondente periodo 2012). A onor del vero, anche la categoria femminile è in veloce crescita in questa poco felice classifica, facendo segnare un +8,2% di vittime in rosa rispetto al 2012. «Nell’analizzare questo fenomeno – ha spiegato Beatrice Rubini, Direttore della linea MisterCredit di CRIF – è necessario sottolineare l’estrema facilità con la quale i criminali riescono ad accedere a informazioni personali e riservate altrui, attraverso documenti cartacei o in formato digitale, ma anche grazie all’enorme diffusione di dati e profili scaricabili dai social network». Risulta più semplice di quanto s’immagini, infatti, carpire le informazioni necessarie per ricostruire il codice fiscale e i dati anagrafici di una persona ignara dei rischi. Una volta in possesso di questi dati, poi, la tecnica utilizzata dai frodatori è quella di produrre documenti falsi o contraffatti, i quali vengono utilizzati per la richiesta di finanziamenti o per altre operazioni truffaldine.

Compri oggi, paghi… mai!
L’analisi evidenzia come i prestiti finalizzati continuino ad assorbire la quota preponderante di questo tipo di disegno criminoso, con l’81,2% dei casi totali. Le tipologie di prodotti maggiormente acquistati attraverso un finanziamento, ottenuto fraudolentemente, sono state auto e moto, con più di un terzo (38%) dei casi totali, e gli articoli di elettronica, informatica e telefonia, ad esempio smartphone e tablet, che ricorrono in circa il 30% degli eventi criminosi. Mantengono una quota significativa anche gli acquisti di prodotti di arredamento ed elettrodomestici. La frode viene solitamente portata a termine presso un punto vendita (ad esempio una concessionaria auto o moto) oppure una catena di distribuzione, esercizi che rispetto agli istituti di credito hanno l’esigenza di rispondere al cliente in tempi stringenti, sovente penalizzando la prevenzione a vantaggio della certezza di vendita.
Un calo drastico, invece, riguarda i casi rilevati sui mutui (-87,5% rispetto al 2012) e quelli sui contratti di leasing (-32,6%), mentre cambiali e assegni emessi a nome altrui assumono proporzioni assolutamente rilevanti per numero di casi e importi: il totale di assegni e cambiali protestate emessi con falsificazione della firma e furto d’identità, nel 2013, ha superato i venti milioni di Euro. 

Campania, Sicilia e Lombardia in testa
La ripartizione delle frodi per regione ne mostra una maggiore incidenza in Campania (con il 16,3% dei casi totali), Sicilia (14,0%) e Lombardia (11,3%), seguite da Lazio, Puglia e Piemonte. Segnatamente alle principali regioni italiane, l’Osservatorio CRIF presenta anche un dettaglio dell’incidenza delle frodi per singola provincia. Da questo approfondimento risulta che, anche nel 2013, la provincia maggiormente colpita si conferma quella di Napoli, con il 10,8% dei casi complessivamente rilevati in Italia, seguita da Roma (con il 7,3%), Palermo (4,5%) e Milano (4,1% del totale). Il maggior incremento in assoluto è stato registrato nell’Ogliastra (le frodi sono addirittura triplicate, anche se ne rimane esiguo il numero in termini assoluti), mentre, tra le province con un numero di casi sufficientemente significativo, la crescita più consistente rispetto all’anno precedente è stata registrata a Palermo (+23,2%) e a Genova (+22,1%).

I tempi di scoperta
L’accertamento di questo tipo di reato è caratterizzato nel tempo principalmente in due macrocategorie, con circa la metà dei casi che viene scoperto entro 12 mesi (il 52,5% per la precisione) e il restante 47,5% del totale negli anni successivi. Degno di nota il fatto che il 16,0% del totale viene scoperto addirittura dopo quattro anni o più. Nel complesso si osserva una polarizzazione dei tempi di scoperta: sempre più spesso se la frode non viene alla luce nei primi mesi (ad esempio a fronte delle prime operazioni di sollecito di pagamento ricevute dal consumatore frodato) rimane nell’ombra molto a lungo, rendendo poi estremamente difficoltoso ricostruire il caso e ripristinare la reputazione creditizia della vittima. Da parte degli istituti di credito si sta alzando il livello di attenzione sul fenomeno, anche a causa di un mercato del credito più difficile che non consente margine per prestare il fianco a queste perdite. In passato – conclude il rapporto CRIF –, per le frodi di identità la tecnologia sembrava avere facilitato più i frodatori che la prevenzione, in particolare nei casi di operatività a distanza. Le tecnologie digitali e di stampa hanno infatti consentito la creazione di documenti falsi sempre più precisi, così come l’accesso ai dati sul web ha facilitato la raccolta di informazioni anagrafiche utilizzate per i furti d’identità. Ma oggi qualcosa sta cambiando: la tecnologia consente di eseguire una completa verifica antifrode su un documento d’identità, attraverso una semplice foto fatta con uno smartphone. Una significativa svolta questa, tanto che non sarà più necessario chiedere al cliente l’invio della fotocopia del documento tramite posta o fax o convocarlo in filiale per effettuare un’efficace prevenzione delle frodi, nè per l’identificazione ai fini antiriciclaggio. 

 


 

Come difendersi dai furti di identità

L’Osservatorio CRIF ha redatto un decalogo per rendere più ardua la vita a chi volesse impossessarsi dei vostri dati in modo fraudolento

1) Non rispondere ad e-mail che richiedano dati personali o credenziali d’accesso.
La banca non chiede mai via e-mail dati personali, username e password del servizio di home-banking o di collegarsi al sito della banca per delle verifiche tecniche. Se si hanno dubbi, contattare direttamente l’istituto.

2) Siti di e-commerce, controlla che siano attendibili e sicuri.
Prima di fornire gli estremi della carta, assicurarsi che la pagina su cui si sta effettuando il pagamento sia contrassegnata dalla presenza di un lucchetto, caratterizzata dall’estensione ‘https’ anziché ‘http’, visualizzabile nella barra degli indirizzi del browser di navigazione.

3) Distruggi tutta la documentazione che riporta i tuoi dati personali prima di cestinarla.
Uno dei modi più utilizzati dai ladri d’identità è quello di rovistare tra i rifiuti o impadronirsi della posta delle persone. Prestare particolare attenzione alla corrispondenza, agli estratti conto e alle ricevute di pagamento che contengano numero e data di scadenza della carta.

4) Ti chiedono copia dei documenti? Attenzione agli occhi indiscreti.
Spesso viene richiesto di lasciare copia dei propri documenti, ad esempio quando si soggiorna in albergo. È bene farlo solo se strettamente necessario e soprattutto se sei sicuro della serietà con cui vengono trattati i tuoi dati personali.

5) Prenditi cura della tua privacy sui social network.
Molti utenti, su Facebook e compagnia, non si preoccupano di proteggere i propri dati personali. Non consentire al social di memorizzare la propria password, impostare un buon livello di privacy sul profilo, utilizza la funzione di log out per uscire.

6) Aggiorna sempre l’antivirus del tuo pc.
Per salvaguardare la sicurezza dei tuoi dati è fondamentale tenere aggiornato il sistema antivirus del tuo computer.

7) Controlla i movimenti del tuo conto con l’home-banking.
Oggi i sistemi di home-banking consentono di avere a portata di click i propri conti: controlla frequentemente l’estratto e segnala alla banca transazioni non riconosciute.

8) Non perdere di vista la carta quando paghi col bancomat.
Occhio a carta di credito e bancomat quando si effettuano acquisti. Controllare che non ci siano manomissioni o anomalie nell’apparecchiatura, non digitare codici sotto occhi indiscreti.

9) Non fornire informazioni a sconosciuti.
Non lasciarsi convincere a fornire dati a persone che non si conosce. Le informazioni non vengono sottratte solo accedendo ai pc, ma sfruttando il ‘fattore umano’, ovvero convincendo e raggirando le persone per ottenerle, con o senza l’ausilio di strumenti tecnologici.

10) Comunicare il cambiamento di indirizzo a interlocutori che potrebbero inviarti corrispondenza importante.
In caso di variazione dell’indirizzo di domicilio, comunicare tempestivamente il nuovo recapito agli istituti di credito con i quali s’intrattengono rapporti, per evitare che la corrispondenza venga intercettata da altri soggetti.

 


 

Nel Lazio è boom a Rieti

Degli oltre 26.000 casi di frodi creditizie rilevati sull’intero territorio nazionale, 2.530 si sono verificati nel Lazio, dato che colloca la regione al quarto posto di questa poco invidiabile classifica. Nello specifico, con 1.855 frodi, la provincia di Roma ha ottenuto il primato assoluto a livello regionale e la seconda piazza in Italia alle spalle di Napoli, seguita nell’ordine da Latina (con 253 casi accertati), Frosinone (218), Viterbo (144) e Rieti (60). Quest’ultima provincia, però, è quella che in regione ha fatto segnare l’incremento più consistente, con un eclatante +44,6% rispetto alla precedente rilevazione.

 


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