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Lassù sulle montagne… col Glacier Express

Ven 24 Ott 2014 | di Testo e foto di Giuseppe Barbieri e foto Turismo Svizzero | Turisti non per caso
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Quando abbiamo saputo dell'esistenza del Glacier Express, la linea che attraversa le Alpi Svizzere con i suoi treni panoramici bianchi e rossi, congiungendo il Vallese ai Grigioni non abbiamo resistito: ed ora eccoci all'aeroporto di Fiumicino!
L'aereo della Swiss Air scende dolcemente all'aeroporto di Zurigo. Sbarcati seguiamo l'indicazione “railbahn” fino alla scala mobile che porta al binario 3 per raggiungere la stazione centrale della città, dove si trova il treno per St. Moritz, in cui resteremo per due notti e, poi, saliremo finalmente sul Glacier Express, per vivere quest'esperienza incredibile attraverso le Alpi Svizzere che si concluderà a Zermatt. 
Partendo da Zurigo le tappe sono due, Chur è la prima, dove scendiamo e dal binario 9 passiamo al 10 che ci porterà a St Moritz: uno dei nostri “primi amori” di viaggio. Abbiamo fatto due biglietti con la Swiss Pass che ci permette di muoverci come e quando vogliamo in prima classe, viaggiando su tutti i treni, battelli, autobus e potendo visitare qualcuno dei 470 musei svizzeri. Si vive una sola volta! Eccoci giunti a St. Moritz che ci accoglie completamente innevata! La stazione ferroviaria è vicina all’Hotel Waldhaus am See che si erge maestoso ed esclusivo su uno sperone roccioso affacciato sul lago, dove soggiorneremo allietati da questo panorama, la città, le montagne. Il signor Claudio Bernasconi, proprietario dell'albergo, è anche un grande collezionista di bottiglie di whisky delle più prestigiose marche, ne possiede 2.500, così che presto aprirà un museo a Zurigo, ma per adesso - ci racconta suo figlio Sandro - si accontenta di allietare i clienti con competenti dissertazioni sul suo argomento preferito. 
St. Moritz è un piccolo gioiello esclusivo per gli amanti della montagna e tutti coloro che amano camminare. I negozi delle strade più importanti mostrano gli accattivanti prodotti delle grandi firme che qui sono 130, da Cartier a Hermes, Moncler e tanti altri. 
Le due case più antiche hanno enormi porte principali e finestre rientranti, come quelle dei vecchi castelli, per conservare meglio il calore, protette da inferriate con disegni leggeri e sinuosi tipicamente orientali, in memoria del passato saraceno della città. Incantevoli la Torre del campanile, detta pendente come quella di Pisa, e l’ottocentesco palazzo-hotel-Kulm di Johannes Badrutt, in cui ogni estate aveva come ospiti i più importanti personaggi dell'epoca e dal 1864 iniziò ad invitarli anche d'inverno, assicurando loro una vacanza da sogno. Se non si fossero trovati bene con il clima, avrebbero soggiornato gratis: così nacque il turismo invernale a St. Moritz che quest’anno festeggia il 150° anno! Oggi il suo busto spicca orgoglioso davanti al Palazzo del Comune che lo onora. 
La serata si conclude nel grande salone tra le vetrate del nostro Hotel, con una miriade di luci come sfondo per una cena sentimentale, leggera e appetitosa con zuppa, mousse di vegetali, trote e purè di patate, il tutto assaporando un ottimo Reasling. La mattina dopo un sole brillante e l’aria tersa ci attende, suggerendoci di fare un altro giro in centro, per ammirare il panorama e rivedere i prestigiosi palazzi della città, come il vecchio maestoso Roi Soleil, la Regina Victoria, Le Palais o la Sala Paracelsio al termine del restauro, che sarà inaugurata insieme alla nuova piscina. Poi arriviamo alla stazione Muottas Muragl per prendere la cremagliera che ci porta a 2.500 metri: sotto ammiriamo St. Moritz, Pontresina, Celerina e i tre laghi uno dopo l’altro. Che spettacolo! Qui sopra mangiamo un gustoso rostì alle uova, formaggio e bacon, con birra alla spina. Poi, dato che il tempo è buono e il cielo è di un azzurro intenso, scendiamo con la funivia a Pontresina, dove c’è la stazione dei cavalli con caratteristiche carrozze, che permettono una passeggiata per arrivare nella splendida Valle del Roseg-Gletscher, un tragitto di circa un’ora, tra pascoli e profumati boschi lungo il torrente Ova Roseg. Saliamo sulla più romantica ed elegante delle carrozze, gestita dalla Stalla Costa, che mette a disposizione dei clienti calde coperte. Il cocchiere portoghese Carlos intanto ci racconta le storie di questo luogo magico e dei suoi affezionati cavalli, con il mormorio del torrente che ci affianca. Lungo il percorso, su segnalazione di Carlos, riusciamo ad intravedere alcune marmotte, scoiattoli, caprioli, cervi e persino una volpe, per nulla intimoriti dalla nostra presenza. Qui sono escluse le macchine, si può venire a piedi, in bicicletta o in carrozza, così da divenire una valle unica nel suo genere.
Giunti sotto il ghiacciaio ci si para innanzi agli occhi un caratteristico albergo con annesso ristorante: lì intorno sono posteggiate alcune pittoresche carrozze e poderosi cavalli da montagna alla mangiatoia. Il caratteristico locale si chiama Roseg - Gletscher, come la vallata, e la signora Lucrezia col marito Wolfgang, da 9 anni, lo gestiscono con i loro figlioli, che lo considerano il più bel luogo del mondo. Tra le loro specialità, cacciagione e soprattutto i gustosi dessert, tutti fatti in casa. Ma la cosa veramente sorprendente è che le pareti in legno dei saloni ristorante sono completamente tappezzate da austeri trofei di caccia.
Ritornati in albergo ceniamo rapidamente, perché ci siamo fatti un regalo: all’insaputa di mia moglie andremo allo storico Hotel  Kulm, il fastoso 5 stelle arredato come un museo, con un originalissimo salone adattato a teatro, il cui palcoscenico centrale ha due platee frontali. Questa sera si rappresenta La Gazzetta di Gioacchino Rossini, un'opera buffa, naturalmente cantata in italiano, ricca di personaggi comici, che con molto piacere ci gustiamo e, ai numerosissimi applausi, un pizzico di orgoglio ci pervade, emozionandoci.

A BORDO DI UNO DEI TRENI PIù CONOSCIUTI AL MONDO
Il mattino seguente, alle 9, siamo pronti ad iniziare il nostro viaggio sul Glacier Express definito “il treno più rapido e più lento del mondo”. La giornata è splendente e i posti che abbiamo prenotato sono sull'ultimo vagone, che ci permetterà di ammirare e fotografare tutto il treno, mentre sinuosamente percorriamo i leggendari viadotti. Questo treno scintillante sembra nuovo di zecca, tanto sono vivi i suoi colori, contrastati anche da una bella nevicata, ma quello che più ci entusiasma sono i finestroni panoramici con una visuale a 360. Mentre facciamo queste considerazioni, un nutrito gruppo di giapponesi sale sul vagone, insieme al controllore... e subito dopo, una graziosa cameriera di bordo arriva con i drink, per farci scegliere il menù che più tardi ci verrà servito. Si parte! L’ardito tracciato inizia con la Valle dell’Albula, attraversando nel suo viaggio 291 ponti, 91 gallerie e diversi ciclopici ponti, considerati capolavori dell’ingegneria ferroviaria. Non per niente il Glacier Express è annoverato tra i treni più conosciuti del mondo, che attira ogni anno 250.000 viaggiatori entusiasti. Il paesaggio è fiabesco: qua e là vacche al pascolo alternate da microscopici paesini e castelletti arroccati, fabbriche come la Lindt che produce il celeberrimo cioccolato, alberghi che sembrano di marzapane. A questo spettacolo si alternano fragorosi torrenti montani tra ripide pareti rocciose: sono il Vallese e i Grigioni che mostrano le loro magnifiche vette. Che dire? Fantastico! Intanto la cameriera ci chiede di nuovo se vogliamo una bevanda prima del pranzo, che non rifiutiamo, mentre l’atmosfera si è riscaldata e vivacizzata da sonore risate dei nostri occasionali simpatici compagni di viaggio! Verso le 12.00 viene servito il pranzo con un susseguirsi ossequioso del personale di servizio, che apparecchia il tavolino apribile con una tovaglietta di lino, posate e scintillanti bicchieri: iniziamo con un’insalatina freschissima, quindi un piatto principale di bocconcini di carne con panna e funghi eccellenti, vicino a un mixage di verdure a vapore. Tutto ottimo, accompagnato da un vino bianco Riesling della Foresta Nera. Il pranzo si conclude con torta al cioccolato e glassa. Stiamo vivendo un'esperienza unica. I treni svizzeri, dalla proverbiale puntualità, in 150 anni hanno tessuto una fittissima rete ferroviaria, senza deturpare minimamente il panorama e senza inquinarlo, permettendo ai viaggiatori di godere appieno della natura, del vento, dei profumi campestri, dei silenzi tra le vette più alte d'Europa, dove intorno vive un'umanità quasi introvabile altrove, restata fedele nel tempo ai riti tradizionali scanditi dalla natura.

ATTRAVERSO LE MONTAGNE 
Il tratto tra l'alta Engadina, la Landwassertal e i ghiacciai di Wallis, con i loro panorami lasciano senza fiato, tra le Gole del Reno note anche come il “Gran Canyon svizzero”, i laghi montani del Passo Oberalp di 2.033 metri e la splendida vista sui quattromila del Vallese. Stiamo quasi per completare il nostro viaggio e mentre il tempo scorre senza rendercene conto, ci troviamo ad Andermatt, una cittadina fondata dai Walser nel XII secolo, mentre attraversiamo la Gola Schollenen, vicino all’incredibile Ponte del Diavolo, così chiamato perché una leggenda narra che solo con il suo intervento fu possibile costruirlo. Percorriamo quindi la Valle del Rodano e arriviamo a Briga, la capitale del Vallese e punto di partenza delle splendide escursioni del ghiacciaio dell'Aletsch, iscritto dal 2001 nella lista del Patrimonio dell'umanità UNESCO.      

7 ORE DI VIAGGIO E UN ATTESTATO
Così il tempo passa… e dopo circa sette ore siamo arrivati a Zermatt. Scesi alla stazione andiamo subito a ritirare l'attestato del Glacier Express in dono a tutti i suoi viaggiatori alla fine del viaggio: un bel souvenir.
La Bahnhofstrasse è vicinissima all'Hotel Walliserhof, quindi in tre minuti a piedi lo raggiungiamo. Il centro storico si presenta in tutto il suo splendore! Il buon gusto accarezza i nostri occhi con case, alberghi, negozi e trattoriole piene di colore e tanti, tanti fiori che ornano i numerosissimi balconi e terrazzi. Qui si cammina ovunque, perché da sempre le auto sono proibite, sia per chi ci vive sia per i turisti! Questo sì che è un paradiso: un'isola pedonale felice dove incontrarsi è facile, l'aria è pulita e i rumori assenti. Tutto è in ordine e solo due volte, all'arrivo e alla partenza, i vacanzieri e i loro bagagli possono essere accompagnati alla stazione o all'albergo con pulmini elettrici. Tutti gli altri vanno sempre a piedi! Insomma, qui si vive come prima dell'invenzione della ruota. 
I tipici negozi lungo il corso sono allegri e colorati e i turisti passeggiano spensierati godendosi i bambini che giocano nelle strade, nelle piazze e nei giardini: molti approfittano dell’attimo fuggente di un sole al tramonto per abbronzarsi sulle panchine, allietati dai suoni di lunghissimi corni di legno, entro cui uomini appassionati, vestiti con i tradizionali costumi di montagna, soffiano, riuscendo a emettere l’antico richiamo per le mucche al pascolo nell’ora della mungitura, suoni bassi e profondi che ci riportano indietro di tanti anni.
Il mattino dopo, sempre con un sole splendente, ci alziamo freschi e riposati. Ci attende una giornata molto interessante e faticosa: andremo a vedere il ghiacciaio del Gorner, tra la splendida vista del Matterhorn o Cervino, come lo chiamiamo noi e del Monte Rosa, entrambi di circa 4.500 metri, con la cremagliera Gornergrat che parte di fronte alla stazione ferroviaria. Da lì si gode uno tra i più bei panorami alpini, così eccezionale da togliere il fiato. Purtroppo non siamo ben attrezzati per l'alta montagna, ciò nonostante decidiamo di scendere a piedi a quota 2.000 circa, dov’è il Riffelberg Hotel, in cui mangiamo all'aperto con le montagne che ci circondano. 

SUONO DI CAMPANACCI
Tornando dalla stazione, riprendiamo il corso che a quest’ora è particolarmente vivace, con gruppi di turisti che si confondono con gli abitanti come fossero tutti in vacanza, ci accompagnano fino ad arrivare al Matterhorn Museum. Piccolo, ben fatto e interattivo, situato nell’ex Casinò sotterraneo. Qui è stato riprodotto l'ambiente rurale degli abitanti del luogo, all’epoca in cui avvenne la prima scalata sul Cervino di Edward Whymper nel 1865, in cui quattro dei componenti morirono. Con questa storica impresa nacque il desiderio della scalata e così avvenne l’avvio alla storia internazionale del turismo alpino. La piazza, vecchie casette di legno, la casa del prete e dello studioso, gli attrezzi quotidiani dei contadini, gli animali imbalsamati e una sala ricca di filmati e fotografie mostrano come nel tempo questo tranquillo villaggio è diventato una delle località sciistiche più famose della Svizzera. Sono le cinque del pomeriggio! Uscendo all'aperto ci godiamo l'ultima sorpresa della giornata: un suono di campanacci annuncia l'arrivo di un gruppo di caprette nere coi loro piccoli che ritorna dal pascolo.                                        
 

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