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Ryan Guzman: Vulcano di energia

L’erede di Channing Tatum nella saga di “Step Up” ha il fascino del ragazzo della porta accanto. Segnatevi il nome di Ryan Guzman: sentirete parlare molto di lui…

Ven 24 Ott 2014 | di Giulia Imperiale | Interviste Esclusive
Foto di 7

Hollywood non l’ha cambiato. Ryan Guzman usa ancora “grazie”, “prego” e “per favore”, apre la porta ad una signora e offre la cena. Quando lavora ad un evento con i giornalisti non dimentica mai di fare i complimenti all’interprete, di notare i dettagli del suo entourage e di far risplendere sempre la sua collega. Non si tratta di falsa modestia, ma di un animo da gentiluomo capace di attrarre persino di più dello sguardo magnetico che lo contraddistingue. Difficilmente si distrae dal proprio lavoro: ha imparato la disciplina dalle arti marziali e l’educazione dalla mamma, riuscendo sempre a mantenere alta la concentrazione. Ecco come ha fatto a conquistare il ruolo da coprotagonista accanto a Jennifer Lopez nel suo prossimo progetto, “The Boy Next Door”, e come ha letteralmente stregato il parterre di tremila giovani giurati al Giffoni Film Festival. Inutile a dirlo, la platea femminile gli fa una corte spudorata, ma lui ha occhi solo per la compagna, la modella Melanie Iglesias.

Cos’è per lei l’amore?
«L’amore è quel sentimento che ti porta a fare follie, ti oscura spesso la ragione e ti spinge ad osare, a lottare, a capire quale sia realmente la tua strada e quale sia invece il percorso da evitare. Agisci senza pensare…».

Com’è stato il salto dalle arti marziali alla danza?
«Per uno come me che viene dalle arti marziali miste questa sfida è totalmente diversa. Non credevo che sarebbe stato così faticoso mettere in scena una coreografia. Ho imparato ad usare muscoli di cui non conoscevo neppure l’esistenza. A livello emotivo, poi, metterla in scena in un film è stato davvero molto impegnativo».

È sempre così socievole come si vede sul grande schermo?
«Di solito non esprimo facilmente le emozioni, la saga di “Step Up” mi ha permesso di aprire il cuore».

C’è stato un momento in cui questo debutto le è sembrato troppo duro da sostenere?
«Ammetto di aver avuto momenti in cui ho dubitato di me stesso, ho pensato di non farcela, ma ho cercato di imparare dai miei colleghi. Ho usato la danza come mezzo per esprimere tutto questo. So che non farò il ballerino professionista, ma dalle riprese ora ballo tutti i giorni».

Come vive il rapporto con i social network?
«Credo che siano uno strumento utile per scoprire nuovi talenti come Justin Bieber. Permettono di diventare vetrine soprattutto ai più giovani, tanto affamati di visibilità».

A che genere di progetti vorrebbe dedicarsi?
«Sono aperto a nuove esperienze, per me l’importante è crescere e il cinema me lo sta permettendo. Mi attraggono moltissimo anche i telefilm, spazierei da quelli d’azione ai musical in stile “Glee”».

Cosa sognava da bambino?
«Avrei voluto giocare a baseball come professionista, poi mi sono fatto male e ho dovuto rinunciare. Mi sono impegnato nelle arti marziali diventando campione della disciplina, poi mi sono orientato verso la recitazione, mentre ora sogno di sceneggiare e dirigere nuovi progetti».

Qual è il messaggio più forte della saga di “Step Up”?
«Credere nei sogni e impegnarsi per farli diventare realtà: questi sono i messaggi da cui sto imparando di più. In passato desideravo più di ogni cosa affermarmi come campione mondiale di arti marziali, ma poi ho capito che la mia vita stava prendendo un’altra direzione e, lo ammetto, mi piace molto». 

Le è mai capitato di sentirsi diverso?
«Sono cresciuto con molte paure, mi hanno portato fin qui, perché ho capito che se abbracci quello che ti spaventa allora diventi più forte. Se c’è un problema non vale la pena ingigantirlo, ma guardarlo in prospettiva e affrontarlo. È una lezione delle arti marziali, che oltre ad allenarti fisicamente ti formano interiormente attraverso disciplina e determinazione».

Anche quest’anno è tornato in Italia. Cosa ama del Belpaese?
«La gente è splendida, il cibo stupendo e l’arte a dir poco mozzafiato. Anche a me piace disegnare e dipingere: anzi vorrei avere più tempo libero per esprimere ancora di più la mia creatività».     
      


A PASSO DI DANZA
Ryan Anthony Guzman è nato il 21 settembre 1987 ad Abilene, in Texas, da madre europea e padre messicano. Prima di muovere i primi passi nel mondo dello spettacolo si è dedicato alla moda e alle arti marziali. Il grande debutto su grande schermo è arrivato con “Step Up Revolution”, quando ha raccolto l’eredità di Channing Tatum nel franchise ballerino di maggior successo degli ultimi anni. Protagonista anche del capitolo successivo, “Step Up All In”, che ha presentato in anteprima al Giffoni Film Festival, ha già in cantiere due nuovi progetti. Nel primo, “The Boy Next Door”, s’imbatterà in Jennifer Lopez in un thriller mozzafiato diretto da Rob Cohen e prodotto da Jason Blum, che ha messo il suo marchio di fabbrica sull’adattamento del cartone Anni Ottanta “Jem e le Holograms”. Nella pellicola interpreterà Rio, il fidanzato della protagonista con la doppia vita da cantante. Nel frattempo si augura di tornare nella serie tv “Pretty Little Liars”, dove interpreta il maestro di arti marziali/flirt di Aria.                                    

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