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Addio banconote, bancomat e carte di credito

Sempre meno contanti e sistemi di pagamento fantascientifici: chi ci guadagna?

Ven 28 Nov 2014 | di Claudio Cantelmo | Soldi

Una volta c’erano sopra Leonardo, Michelangelo, Manzoni: le italiche glorie. Ora gli euro sono un po’ più anonimi e meno “nostri”, ma non per questo meno preziosi. Per le banconote, però, sembra tirare proprio una brutta aria: secondo i dati del World Payment Report, la crescita in volume delle transazioni non in contanti del 2013 è stata del 7,7%, per un totale di 334 miliardi di dollari, ma già nel 2014 si stima che i volumi siano arrivati oltre il 10%, toccando quota 366 miliardi. Per l’anno nuovo? La percentuale è destinata ad arrivare oltre il 15. Sono inoltre i nuovi strumenti tecnologici di pagamento in arrivo a lasciar presagire un futuro sempre più roseo per il denaro informatico: la moneta elettronica sta diventando un vero e proprio business che fa gola un po’ a tutti. 

Ciao monetine, si paga col cell
Chi quasi certamente avrà vita corta sono gli spicci, i “rametti” tanto amati dai commercianti e detestati da chi invece deve incastrarli a forza nel portafoglio. Potrebbero sparire presto, sostituiti da carte, cellulari e monete virtuali che esistono solo sul web. I passi in questa direzione si fanno sempre più decisi e coraggiosi: in Finlandia e Olanda i 1 e 2 cent sono già out e anche da noi la Camera ha approvato una mozione per chiedere al governo di intraprendere misure concrete per sospendere il conio delle monete di rame più piccole.
L'altra rivoluzione vede lo smartphone protagonista indiscusso: i maggiori operatori della telefonia mobile stanno accelerando per permettere di effettuare pagamenti direttamente con il telefono. In pratica l'utente, registrati i dati della propria carta di credito sullo smartphone, dovrà solo avvicinare il cellulare al lettore Pos dell'esercente per avviare il pagamento. Sotto i 25 euro non sarà nemmeno necessario digitare il pin. 
E mentre su internet impazzano i Bitcoin - moneta virtuale che esiste solo sulla Rete -, Facebook sta studiando un nuovo servizio di pagamento. Per il momento i manager del re dei social hanno inoltrato una richiesta di autorizzazione alle autorità competenti irlandesi, ma il sogno di Zuckerberg è quello di trasformare la piattaforma in una sorta di banca. Ogni utente potrebbe, infatti, avere a breve un vero e proprio borsellino virtuale, magari in una moneta alternativa a quelle attualmente dominanti. Con questo denaro elettronico potrebbe pagare piccole somme ad altri intestatari di account Facebook, come se il network fosse un vero e proprio istituto di credito. Sulla stessa strada anche Apple, che sta studiando un proprio sistema di pagamenti in grado di competere con il già collaudato PayPal. Insomma, per il contante la strada verso il tramonto sembra segnata in nome di un'economia sempre più virtuale.

Brutta aria pure per il bancomat
Nuvole nere anche all’orizzonte delle schedine che da decenni farciscono di plastica i portafogli degli italiani. Trasformando i cellulari (o meglio gli smartphone) in versatili mezzi di pagamento in grado di dialogare con il conto corrente, sarà luce verde per la carta di credito "dematerializzata", che le banche caricheranno sulla carta sim del cellulare, la quale, all’utilizzo, impartirà l’ordine di pagamento al POS che a sua volta invierà la richiesta all'istituto di credito, dal quale arriverà conferma della transazione sia alla cassa sia al cellulare tramite sms. Morte annunciata insomma anche per bancomat e carte di credito. Google, Mastercard e Maestro stanno tentando di imporre ognuno il proprio standard, fiutando un colpo planetario: per le banche, il pagamento con il cellulare rappresenterà un modo per intercettare i micropagamenti che sfuggono alle carte tradizionali e quindi assorbire commissioni e nuovi clienti, cui offrire poi servizi a valore aggiunto. Un giro d’affari incalcolabile, senza contare la possibilità di creare dei wallet elettronici, in cui riunire per esempio anche le carte fedeltà o le tessere del parcheggio. Per dare un'idea del fermento, hanno avviato progetti pilota Nfc Mediobanca con Compass, Unicredit, Intesa Sanpaolo, Bnl, Ubi, Banco Popolare, Cariparma e Mediolanum. Quanto ai maggiori gestori telefonici, Vodafone e Telecom presidiano il campo rispettivamente con le offerte Smartpass, già disponibile, e Tim wallet, entrambe basate su carte prepagate.

Pagamenti sempre più bizzarri
Ma la fantasia dei potenziali incassatori di denaro elettronico non ha limiti: negli Usa ha già debuttato Apple Pay, la nuova piattaforma di pagamento voluta dall'azienda di Cupertino, che ha stretto accordi con oltre 500 banche e numerose catene di negozi. L'utente non dovrà far altro che passare il dito sul lettore d’impronte digitali del proprio iPhone 6 e iPad Air 2. Analogamente, Samsung ha integrato un sistema di pagamento sul suo smartphone Galaxy S5, stringendo un accordo con il colosso PayPal. I francesi saranno invece i primi a trasferire denaro con un tweet: utilizzando la piattaforma della banca Bpce, gli utenti di Twitter potranno inviare in rete oltre a commenti, foto e video, anche denaro. Basterà un semplice messaggio di testo. Il servizio sarà a disposizione di tutti i cugini d'oltralpe che possiedano un account Twitter e un conto bancario, ma l'elemento innovativo è che chi invia denaro non avrà bisogno di conoscere il numero di conto del destinatario. Stando ad alcune indiscrezione circolate sul web, anche Facebook starebbe per lanciare un servizio simile, utilizzando il suo sistema di chat Messanger. Ma la frontiera più innovativa sembra quella proposta dalla finlandese Uniqul, la quale annuncia come prossima la tecnologia di pagamento attraverso un sistema biometrico, che permette di pagare tramite riconoscimento facciale. La società di Helsinki afferma di aver messo a punto il primo sistema di pagamento che - almeno nelle promesse - consentirà ai negozi di ridurre i tempi medi del passaggio dei clienti alle casse da 30 secondi a soli cinque. Come funziona? Molto semplice. Quando il cliente si approssima alla cassa, una camera ne riprende il volto e, attraverso una serie di algoritmi di origine militare, ne effettua l'identificazione. A questo punto entra in gioco un servizio esterno che collega l'ID visuale con un sistema di pagamento in cui il cliente ha registrato e pre-autorizzato i prelievi mediante la tradizionale carta di credito. Per confermare l'addebito il cliente deve confermare l'operazione attraverso la pressione del pulsante "ok" su di un tablet. Vedremo.        

       


 

CHI PAGA IL CONTO DEL NONNO?

Anche l'Italia sta facendo passi da gigante in tema di pagamenti virtuali. Lo testimonia la sentenza del Tar che, nonostante alcune proteste, ha dichiarato legittima la norma che obbliga i professionisti a dotarsi di Pos per i pagamenti superiori a 30 euro. L'obiettivo dichiarato è contrastare il più possibile l'elusione o l’evasione delle tasse, ma di fatto questa sentenza apre la strada a una rivoluzione nei pagamenti. Sempre nell’ottica della tracciabilità dei flussi di denaro, nelle intenzioni del governo c'è anche quella di rendere obbligatorio il pagamento per via elettronica delle pensioni superiori a 500 euro. Il che però significa costringere molti pensionati con redditi minimi ad aprire un conto corrente. Un obbligo di questo genere richiederebbe quanto meno un accordo con le banche - che già ricevono grossi vantaggi dalla virtualizzazione dei pagamenti e dalla maggiore diffusione di bancomat e carte di credito - per avere conti a costo zero per questa nuova categoria di clienti forzati. Un problema pratico da non sottovalutare affatto. 


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