acquaesapone Attualità
Interviste Esclusive Viaggi Editoriale Inchieste Io Giornalista TV/Cinema A&S SPORT Zona Stabile Rubriche Libri

Anno nuovo, vita nuova

Buoni propositi di Capodanno: tutti li fanno, tutti (o quasi) falliscono. Perché?

Ven 28 Nov 2014 | di Maurizio Targa | Attualità

Smetto di fumare. Mi iscrivo in palestra. Non litigo più (va beh, litigo di meno) con mia suocera. Chi non li conosce i buoni propositi di fine anno, quelli che ci fanno promettere a noi stessi che il cambio del calendario coinciderà, finalmente, con una modifica radicale del nostro stile di vita. Pieni di speranze facciamo progetti generalmente per raggiungere un unico obiettivo: quello di abbandonare finalmente le cattive abitudini. E proprio lasciare il vizio del fumo, dimagrire facendo più sport, dedicare più tempo a se stessi e alla famiglia sono gli obiettivi più comuni. C’è chi vuole ampliare i propri orizzonti, mollare tutto o fare carriera: qualunque sia la meta prefissa, lo scopo è sempre riordinare la propria esistenza, crescere, essere creativi. La voglia profonda di cambiamenti, insomma, è insita in ognuno di noi, anche se spesso purtroppo si riduce alla soddisfazione di desideri superficiali.
 
La genetica del successo 
C’è chi, come Bridget Jones, si affida ad un aiuto esterno, come un diario, per ricordarsi delle buone intenzioni formulate a San Silvestro. Ma cosa ci può aiutare dal 2 gennaio in poi per mantenere concretamente fede alle promesse fatte tre notti prima? Sicuramente alcune caratteristiche sono d’aiuto, come ottimismo e autostima, condizioni che se presenti aumentano la percezione di avere il controllo sulla propria vita. Un gruppo di ricercatori dell’Università della California ha pubblicato uno studio che rivela come un gene sia alla base di queste importanti risorse psicologiche. È associato a un recettore dell’ossitocina, ormone protagonista nella relazione mamma-bambino, che può avere due varianti. Una delle due è correlata a sensibilità allo stress, minori capacità sociali e un più debole stato di salute. I ricercatori hanno messo in luce che la stessa variante è presente in coloro che hanno scarsa autostima e che in generale, non sentono di avere in mano il proprio destino.
 
Un disastro annunciato
Tralasciando i recettori, afferma un’ulteriore ricerca dell’Università di Stanford (USA), purtroppo oltre l’80% dei buoni intendimenti è destinato a fallire in partenza, raramente sono coronati da successo. E quel che resta di loro è un profondo senso di fallimento, col convincimento che non esista alcuna via d’uscita. Le cause più frequenti consistono nella mancanza di motivazione, nel fatto di essersi prefissi degli obiettivi poco realistici, di una eccessiva pressione e di ricadute non previste. Siamo portati, in altre parole, a cercare di cambiare le cose in modo troppo esagerato e improvviso, progettando una improbabile inversione a U nella nostra vita, facendo così in modo che la nostra determinazione si esaurisca presto, imponendoci di seguire la regola del “tutto-subito-o-niente”.
Nel tentativo di cambiare le vecchie abitudini, siamo sopraffatti o impauriti dalle difficoltà che emergono e dall'impegno che abbiamo preso verso noi stessi. Cerchiamo di fare cose che in realtà vanno contro i nostri desideri autentici e spesso i nostri propositi sono vaghi, non contenendo un vero e proprio piano d'azione concreto. La vita quotidiana prende così il sopravvento, distraendoci inevitabilmente dai nostri obiettivi. 
 
Uno alla volta e passo per passo
Che fare? Per mantenere i buoni propositi e raggiungere gli obiettivi che ci prefissiamo, prosegue la ricerca, è importante innanzitutto stabilire alcune regole. Occorre essere consapevoli che il raggiungimento di ogni obiettivo comporta inevitabilmente la perdita di qualcosa e un prezzo da pagare, e conviene concentrare le proprie energie per raggiungere un obiettivo alla volta.  Meglio dedicarsi a un traguardo alla volta e poi aggiungere gli altri. Individuare un obiettivo e, se troppo complesso, scomporlo. Ogni passo in più fatto porterà più facilmente alla meta finale. L’obiettivo, poi, deve essere esplicitato in termini positivi: è controproducente sottolineare che cosa non si vuole ottenere, molto meglio formulare positivamente la meta che ci si prefigge. Questo perché un obiettivo espresso in termini negativi tende a portare la persona verso ciò che teme, allo stato attuale che desidera cambiare, e non verso l'obiettivo che vuole raggiungere. L’obiettivo deve poi essere specifico, osservabile e verificabile concretamente. Per esempio, l'obiettivo «vorrei essere più socievole» è generico e vago, mentre dovrebbe essere riformulato in termini concreti, come «mi piacerebbe parlare di più quando sono con gli amici» oppure «mi piacerebbe sorridere di più quando sono in presenza di persone che conosco poco». Utile fare liste e piani di azione concreti. Fare una lista dei propri obiettivi da raggiungere può rivelarsi un metodo utile per organizzare il proprio tempo e perseguirli in modo ragionevole, perché ci aiuta ad assegnare delle priorità e mantenere la motivazione. Sarebbe anche meglio creare un elenco di cose cattive da eliminare e di cose buone da tenere.
 
Ci vorrebbe un amico
È spesso più facile fare qualcosa quando lo si fa in compagnia, perché diventa più divertente. Sarà la vostra fonte di incoraggiamento. In mancanza di un supporto disponibile al volo, altra tecnica divertente è quella di scriversi una lettera dal futuro. Immaginate di essere l'uomo o la donna che diventerete tra un anno se terrete fede ai vostri buoni propositi. Scrivete una lettera a chi siete oggi, spiegando cosa si prova ad aver raggiunto tutti gli obiettivi, quali sorprese ha riservato il cammino verso il cambiamento e cosa avete imparato. Ciò vi darà più motivazione ad impegnarvi e ad essere costanti nel perseguire i vostri obiettivi. E se per caso l'inizio dell'anno non vi mette subito sulla buona strada, si può sempre contare sull'esistenza di tanti "inizi": l'inizio della primavera, il compleanno, l'inizio delle vacanze estive o la ripresa a settembre. Le occasioni per riprovarci ancora certamente non mancheranno. Utile ricordare la massima della poetessa inglese Edith Lovejoy Pierce: «Ogni anno è come un libro dalle pagine bianche, lo apriremo e decideremo noi le parole da scrivere. Quel libro è intitolato “Opportunità” e il primo capitolo si chiama “Capodanno”».           
 
Anno nuovo, grande atto d'amore                      
Se il cambiamento avviene attraverso le piccole cose, un buon inizio anno può consistere nel decidere di aiutare a distanza un bambino o un papà. La nostra rivista è da anni vicina ad Italia Solidale. 
Con pochi euro l'anno puoi dare speranza di vita ad un bambino e alla sua famiglia. CLICCA QUI
 

 
Hit parade dei buoni propositi
Uno dei maggiori portali internet italiani ha recentemente stilato una classifica dei buoni propositi più gettonati dai navigatori tricolore per Capodanno:
 
1) Iniziare una dieta. Col 35% delle preferenze, sembra l'obiettivo primario che la maggior parte delle persone, uomo o donna, giovane o adulto, single o impegnato, si ripropone.
 
2) Domani smetto di: fumare, bere alcolici, litigare con la propria metà, e così via. Anche questo è un obiettivo che ci si pone più volte durante l'anno e tra i più gettonati a ridosso di Capodanno (20%).
 
3) Trovare l'anima gemella o almeno qualcuno che le somigli. Al terzo posto col 13% compaiono i single che sognano di trovare la persona giusta entro i prossimi dodici mesi.
 
4) Metto su famiglia. Forse un po’ a sorpresa è il matrimonio, così come avere dei figli, a piazzarsi a ridosso del podio nella lista dei “desiderata” con l’11% delle segnalazioni.
 
5) Spendere meno. Otto italiani su cento si ripromettono di essere più risparmiatori nel 2015. Crisi permettendo.
 
6) L’ultimo posto è per quanti (il 6%) si ripromettono di utilizzare meno internet ed il cellulare.

Condividi su: