acquaesapone Italia Solidale
Interviste Esclusive Viaggi Editoriale Inchieste Io Giornalista TV/Cinema A&S SPORT Zona Stabile Rubriche Libri

L’amore fa nuova l’italia che ama

Anche in questo nuovo anno il nostro Paese vive momenti difficili. Ma vedo bellezza e speranza in tantissimi italiani che salvano i bimbi

Mer 07 Gen 2015 | di Padre Angelo Benolli - Fondatore e Presidente di Italia Solidale | Italia Solidale

Cominciamo un nuovo anno mentre il nostro Paese vive uno dei momenti più difficili della sua storia, ma vedo speranza e bellezza. In particolare, i volontari donatori che adottano a distanza i bambini nelle missioni di Italia Solidale sono un esempio di positività e forza, perché, nonostante le mille difficoltà personali, familiari, sociali non rinunciano ad amare ed in particolare ad amare i bambini. Salvando i bambini, salviamo noi stessi perché apriamo la nostra anima alla vita, all’amore, a Dio.

Ultimamente mi ha molto colpito apprendere dall’ultima statistica ISTAT che in Italia i bambini non nascono più come conseguenza del malessere che l'Italia vive. Nello stesso tempo ho la gioia nel cuore nel vedere come solo “l’amore risolve la moltitudine dei mali”. 

In questo gennaio sono tra i meravigliosi "poveri" dell'India (di diverse religioni), accompagnato dai nostri volontari missionari laici di Italia Solidale. Ho ricevuto da Rajesh, un giovane missionario laico dal Nord Est dell’India, una testimonianza di vita e amore immensa. Una giovane coppia italiana, che non poteva avere figli, ha deciso di adottare a distanza un bambino in India. È stato adottato in una famiglia in cui il padre faceva parte di un gruppo di guerriglieri e di conseguenza i bambini soffrivano molto. Grazie all’adozione a distanza, il padre si è impegnato, ha letto i miei libri, ha iniziato a partecipare alla comunità, si sono aiutati, hanno pregato insieme e, con il contributo economico ricevuto direttamente nel conto della comunità, la famiglia ha iniziato una piccola attività commerciale che ha reso la famiglia sussistente. La famiglia indiana ha scritto alla famiglia italiana che ha fatto l’adozione ringraziandola e comunicandole la meraviglia di come la loro vita fosse cambiata. La coppia italiana, grazie a questo scambio di amore, ha ricevuto quel calore che gli ha permesso di sciogliere il blocco di ghiaccio che inconsciamente avevano dentro e che non permetteva loro di concepire bambini. 

Per grazia di Dio, con questo movimento di amore, dopo tanti anni hanno concepito un bambino. È un fatto che ci testimonia la potenza dell’amore in un cammino di sviluppo di vita e missione che, partendo da Dio e dall’io potenziale inconscio, sostiene ogni persona a ritrovare la sua completezza. 

Una cultura di vita che rimette al centro il bambino che è in ciascuno di noi. 


Condividi su: