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2015, anno dell’auto a idrogeno

I colossi giapponesi lanciano la sfida con le prime berline a emissioni zero

Mer 07 Gen 2015 | di Carla Vincenzi | Attualità

Il cammino per arrivare a veicoli non inquinanti è ancora lungo, ma i passi sono più svelti. Uno di questi è il lancio della prima berlina elettrica prodotta in serie totalmente alimentata a idrogeno. Lo ha annunciato la maggiore casa automobilistica mondiale, la Toyota. Lo stesso colosso che nel 1997 sfornò il primo modello di auto ibrida, ossia che combina un motore tradizionale ad uno elettrico, che è divenuto la vettura più venduta al mondo della categoria. 

Certo, serve una capillare rete di stazioni di rifornimento e la fiducia del pubblico è tutta da conquistare. Ma le tecnologie ci sono già per fare largo all'idrogeno, considerato da molti esperti la gallina dalle uova d'oro per il futuro energetico dell'umanità, tanto che si parla di “economia dell'idrogeno” come svolta del futuro oltre il petrolio e le fonti fossili. 

La nuova macchina ecosostenibile si chiama "Mirai", che in giapponese significa futuro, e a parità di potenza ha un’autonomia di circa 500 km, paragonabile a quella dei modelli a benzina. E soprattutto non emetterà anidride carbonica né altri gas nocivi, ma solo vapore acqueo. Il costo si aggira sui 50mila euro. 

Dopo l'avvio delle vendite in Giappone dal prossimo aprile, vogliono espandersi negli Stati Uniti e in Europa. Nel nostro continente arriverà prima in Germania, Inghilterra e Danimarca e quindi negli altri Paesi. Ma non è finita. Grossa attenzione sta suscitando anche la nuova Honda FCV, altra berlina che promette di fare ben 700 km con un pieno di idrogeno. Con in più la possibilità di un un trasformatore-accumulatore supplementare che si ricarica dalla cella a combustibile (cioè la "batteria") della stessa auto. Sarà commercializzata da marzo 2016. Già l'anno scorso in verità, sempre dal Giappone, era arrivata un'auto di serie a idrogeno, il Suv Hyundai iX35 Fuel Cell, venduto in 1.000 esemplari, di cui 10 si trovano in Italia, a Bolzano, nell'àmbito del progetto Hyfive, finanziato dell'Unione Europea, che coinvolge 5 primarie case automobilistiche, a cominciare dalla stessa Toyota, con  Bmw, Daimler, Honda e Hyundai e molti altri partner. L'obiettivo è proprio quello di creare una rete di rifornimento di idrogeno. è presto per dire come e quando smetteremo di viaggiare con il petrolio, ma di sicuro la strada è imboccata.   


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