acquaesapone Bambini
Interviste Esclusive Viaggi Editoriale Inchieste Io Giornalista TV/Cinema A&S SPORT Zona Stabile Rubriche Libri

Lei, una sorpresa esplosiva

«E chi ci pensava ad avere un figlio dopo i 40 anni e con un solo stipendio! Invece la bimba che non volevo è stato un gran regalo. Ora siamo una famiglia»

Ven 30 Gen 2015 | di Patrizia Lupo | Bambini
Foto di 2

L’amore vero, quello della vita, è arrivato per me dopo i 40 anni. Venivamo entrambi da esperienze dolorose, difficili, che ci avevano fatto chiudere un po’ in noi stessi. Non ci speravo più, ero stata delusa tanto e questo mi aveva portato a diffidare degli uomini. Ma Giacomo era un uomo buono, che voleva solo starmi vicino, volermi bene. Chi ci pensava ad avere un figlio? Per noi era come un sogno riposto in un cassetto, qualcosa a cui non pensare più. Le sorprese però non finiscono mai, vero?  Dopo qualche giorno di ritardo, qualche malessere strano, soprattutto di mattina, faccio il test di gravidanza. Mi ricordo ancora quella mattina: l’agitazione, la sala d'attesa del laboratorio di analisi, la busta bianca in mano e quel foglio con su scritto “Positivo” a cui non volevo credere. «Sono incinta, sono incinta... Oddio come faccio!!». Paura, disperazione, rabbia. Sono spaventatissima e provo una gran voglia di scappare. Chiamo Giacomo e me la prendo con lui. Lui cerca di calmarmi e mi dice che ne parliamo stasera a casa. È una sorpresa che sconvolge la nostra vita ormai tranquilla. Io so già quello che voglio fare e glielo dico. So dove fare l’aborto. Non vedo l’ora che finisca tutto il più presto possibile. Parliamo con una dottoressa, le spieghiamo che Giacomo sta per essere licenziato e alla sua età sarà tanto difficile trovare un altro lavoro. Non ci possiamo permettere di avere un figlio, non ce la possiamo fare solo con il mio stipendio. Un bambino ha bisogno di tante cose. Io poi sono grande. La dottoressa è carina e cerca di incoraggiarci, ci parla anche di un centro di aiuto alla maternità difficile, dove ci dice potremo trovare aiuto anche economico. Io nemmeno l’ascolto, presa solo dalle mie paure, dai miei problemi, vedo solo nero attorno a me e il mio “no” l’ho già detto dentro. La data per l’aborto è ormai fissata. Strano però, non mi sento tranquilla. Adesso che è tutto pronto comincio a pensarci se faccio bene o faccio male… Sarà che tutti mi dicono di non farlo, che alla mia età è un “regalo”, che potrebbe essere l’ultima occasione. Anche Giacomo è cambiato… Comincio a immaginare la mia vita con un figlio. La notte dormo poco, ho dentro come un tormento. Mancano ormai solo due giorni, ho paura, ma questa volta di sbagliare. Parlo con Giacomo e alla fine lui mi dice che anche se è preoccupato per la nostra situazione economica non se la sente di rinunciare ad un figlio per questo. Resto senza parole, ma stranamente sono contenta, quasi sollevata. Basta poco per prendere la decisione giusta. Mi ricordo allora di quello che ci aveva detto la dottoressa. Torniamo da lei e le chiediamo di metterci subito in contatto con quell’associazione di cui ci aveva parlato: il Segretariato Sociale per la Vita, vogliamo sapere se davvero ci possono aiutare. Veniamo accolti con semplicità e ci sentiamo subito a nostro agio. È facile perciò aprirci. Il confronto è pacato e dopo aver messo sul tavolo tutti i nostri problemi ci dicono che gli aiuti ci sono e ci parlano in particolare del Progetto Gemma, un aiuto economico che ci permetterà di sostenere  per un anno e mezzo le spese per nostro figlio. La tentazione dell’aborto si è allontanata. Dopo non è stato facile, ma insieme a Giacomo e grazie al sostegno materiale e soprattutto umano dell’Associazione siamo riusciti ad affrontare i problemi che si sono presentati. Adesso ho una famiglia, quella che ho sempre desiderato, e ogni sacrificio che faccio è per mia figlia Daniela. Sì, le mie amiche avevano proprio ragione: lei è stato il più bel regalo della mia vita.


Condividi su: