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Sale scommesse non autorizzate: arriva il condono

In alcune regioni sono pi di quelle con licenza e non pagano le tasse italiane sui soldi che raccolgono

Ven 30 Gen 2015 | di Patrizia Santo | Soldi

Il condono alle sale scommesse non autorizzate. È il nuovo pacco della Casta, rifilato attraverso la Legge di Stabilità. Si tratta di quasi 5.000 bookmaker secondo i dati dell'Agenzia Dogane e Monopoli (7.000 secondo il Governo), senza l'autorizzazione delle Questure e controllati da aziende straniere. Raccolgono i soldi e li dirottano in altri Paesi tipo Malta, Irlanda, Inghilterra. Soldi non registrati dal totalizzatore, il sistema informatico statale italiano, e quindi non tassati, al contrario di quanto avviene per le agenzie di scommesse autorizzate. Si parla di un volume di affari di 2 miliardi e mezzo di euro l'anno e di almeno mezzo miliardo di tasse non pagate. In gergo li chiamano Centri di trasmissione (Ctd) e costituiscono una rete parallela a quella delle circa 7.400 agenzie autorizzate e tassate. Ora lo Stato gli offre la possibilità di regolarizzarsi pagando un forfait di 10mila euro. I politici che l'hanno partorita la chiamano "una opportunità di redenzione". L'idea non è piaciuta né ai concessionari delle agenzie di scommesse riconosciute né tantomeno ai colossi che dall'estero incassano e tele-comandano gli allibratori irregolari. I primi temono la concorrenza di questa "rete in forte espansione". I secondi si ritengono legittimati a lavorare in Italia con autorizzazioni valide in altri Paesi senza alcun condono, che sarebbe solo una trappola dello Stato italiano per imbrigliarli, tartassarli e magari gettarli nelle grinfie della concorrenza munita di concessioni e licenze. Minacciano perciò di trascinare lo Stato in tribunale. Il Governo ha invece rosse previsioni, aspettandosi che almeno la metà dei Ctd irregolari abbia voglia di paradiso (non più fiscale) aderendo alla "redenzione" in sanatoria. Renzi conta di rastrellare così almeno 35 milioni di euro con l'obolo forfettario più altri 187 milioni circa, grazie alle tasse che questi soggetti inizierebbero finalmente a pagare al nostro Paese. Altrimenti, dice il Governo, devono chiudere o "rimanere in un regime di non regolarità, sfidando le capacità dello Stato di costringerli" a regolarizzarsi. In molti prevedono un flop, visto che i colossi che controllano le agenzie di scommesse da condonare rifiutano categoricamente la proposta. La scadenza è il 31 gennaio 2015. Mentre andiamo in stampa non sappiamo in quanti avranno aderito. Di sicuro, in questa guerra tra le lobby dell'azzardo, si conoscono le vittime: i cittadini, le famiglie e le aziende sane che producono beni e servizi utili. In Parlamento hanno però cancellato due commi della legge che prevedevano l’aumento del 4% della tassazione sulle macchinette mangiasoldi slot e videolottery, che rappresentano il 55% del mercato dell'azzardo italiano non illegale e raccolgono circa 45 miliardi di euro l'anno.
Rinunciando a questo aumento delle entrate, lo Stato rinuncia ad incassare un miliardo e 800 milioni in favore delle concessionarie.


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