acquaesapone Interviste Esclusive
Interviste Esclusive Viaggi Editoriale Inchieste Io Giornalista TV/Cinema A&S SPORT Zona Stabile Rubriche Libri

Smashing Pumpkins: La mia anima buona

Il gruppo torna con un nuovo ciclo emozionale di album

Ven 30 Gen 2015 | di Federico Scoppio | Interviste Esclusive
Foto di 7

Billy Corgan è rimasto l'unico degli Smashing Pumpkins ad aver attraversato tutta la stagione della band: 26 anni intensi, tra “altissimi” e qualche picco di infelicità, viaggiando parallelamente al grunge di band coetanee come Pearl Jam e Nirvana, fino ad arrivare ai giorni nostri. Gli Smashing Pumpkins hanno da poco pubblicato un nuovo disco e pare proprio ne abbiano pronto uno nuovo che dovrebbe essere pubblicato durante questo anno. Al proposito, Corgan ha raccontato: «Qual è il modo per dire ancora 'Conto qualcosa'? Qual è il modo per farsi trattare come un contemporaneo dai contemporanei e non come uno dal quale ci si aspetta che suoni “Siamese Dream” (il secondo album del 1993, ancora oggi considerato uno dei più validi dell'intera produzione della band, ndr) per il resto della sua vita? A un certo punto devi decidere se continuare a combattere questa battaglia o andartene via». Come a dire che la corsa degli Smashing sia arrivata a un punto di non ritorno. Invece, a sentirlo raccontare la storia di questi nuovi dischi, sembra proprio non sia così.

Il nuovo disco, “Monuments To An Elegy”, pare appartenga a un suo ciclo di lavoro che ha definito Teargarden of Kaleidyscope, che partì con la pubblicazione nel 2012 di “Oceania” e che dovrebbe fermarsi quest'anno con il prossimo disco, “Day For Night”. Che tipo di ciclo ha pensato?
«È un ciclo emozionale, durante il quale sto tentando di riportarci al centro della storia, al centro dei miei pensieri, al centro del mercato discografico, della scena rock. Per fare questo non bastava certamente un solo disco, ma un insieme di lavori che dessero coerenza alla nostra storia e che rendessero nuovamente unico il percorso degli Smashing Pumpkins». 

“Monuments” è una tappa fondamentale di questo percorso?
«Sì, perché rappresenta la mia anima buona, la parte migliore di me, al contrario del precedente, che invece rappresenta la mia parte cattiva». 

Cosa c'era di così cattivo?
«Era un momento in cui sentivo particolarmente di provare emozioni molto agguerrite, molto forti».

Si sente di aver fatto parte della storia, con Nirvana e qualche altra band?
«Fino a una decina di anni fa pensavo che fossimo stati i paladini di una grande rivoluzione musicale e culturale, invece devo ammettere che non abbiamo influenzato così tanto la musica come invece lo hanno fatto altre band. Però mi conforta il fatto che chi ha davvero lasciato qualcosa di importante è arrivato prima di noi».

Sta dicendo che il rock è morto?
«No, sto dicendo che non mi piace quando odora di stantio: lo evito, non lo pratico, lo elimino e procedo in maniera spedita. Così sta facendo ora».

A proposito, dopo il cattivo e il buono, il suo prossimo lavoro a quale sua anima si ispirerà?
«Ci stiamo lavorando, è presto per capirlo bene. Al momento sembra essere un lavoro più profondo, meno estroverso e più personale, una bella scommessa. Avremmo potuto realizzare un doppio album, ma non mi interessava per nulla, credo non fosse il momento giusto. Sarà un lavoro più sperimentale, ci saranno sonorità differenti, linguaggi più contemporanei».

Si racconta che lei è stato vicino al suicidio diverse volte, è vero?
«Ho trovato un modo di amare Dio o chiunque sia al suo posto che mi protegge ogni giorno della mia vita». 

Si sente soddisfatto?
«Mi sento contento del lavoro fatto fino a oggi, delle canzoni che abbiamo scritto e registrato, dei lavori che abbiamo realizzato. Penso che ci sia ancora un po' di margine di miglioramento e questo mi dà molta forza».

Tempo fa ha dichiarato che avrebbe concluso la stagione degli Smashing Pumpkins per sempre...
«Si dicono tante cose, in effetti queste cose si pensano anche, poi però bisogna fare i conti con la realtà, con la nostra vita. La musica è linfa vitale per me». 

Un giorno aveva anche dichiarato che invece di album veri e propri avrebbe pubblicato solo singoli.
«Sì, volevo dire che il mercato discografico mi pare in un momento in cui sia incapace di recepire e restituire un'immagine precisa di cosa voglia dire realizzare un album complicato. Di quanto impegno, lavoro, sonno perso e sudate ci siano dietro un prodotto. Era una provocazione, del resto chi non provoca oggi non esiste». 

La sua concezione di band è molto cambiata. Non siete più una famiglia allargata, è lei e una serie di musicisti che ha individuato, giusto?
«Sì, i più adatti a interpretare la musica che stavo pensando. Una formula che porta a un'analisi molto più crudele, ma molto più precisa. Così è difficile sbagliare. Ogni progetto ha dei musicisti che possano cucire le trame più raffinate e precise. Per quanto mi riguarda mi sento più un regista. Decido cosa voglio fare e in base a questo scelgo con chi farlo, e al momento con me ci sono musicisti incredibili, come Mark Stoermer e Brad Wilk che vengono da due band fantastiche (The Killers e Rage Against the Machine). Ora c'è molta energia tra noi».

Lei non ha peli sulla lingua, recentemente ha molto criticato alcuni suoi colleghi, a iniziare da Eddie Vedder e Dave Grohl.
«Lo ripeto ancora, penso che i Pearl Jam siano sopravvalutati perché le loro canzoni non sempre sono all'altezza delle aspettative. A proposito dei Foo Fighters, ribadisco: Dave è un grande musicista, un eccellente compositore e ha fatto bene il suo lavoro. Ma ora, se devo muovere una critica, è quella che non hanno avuto la capacità di evolversi e sono rimasti un po’ intrappolati facendo sempre la stessa musica. Ma credo che sia la mia filosofia, ho sempre cercato di evolvermi e di cambiare, cercando di esplorare anche differenti stili musicali, ma da un punto di vista commerciale forse è Dave quello che sta vincendo».

 



LA LORO STORIA

Gli Smashing Pumpkins sono un gruppo musicale alternative rock statunitense formatosi a Chicago nel 1988. La band nasce dall’idea di Billy Corgan e James Iha. Ad una prima formazione chitarra elettrica/batteria, si aggiunge poi la bassista D’arcy Wretzky e successivamente il batterista Jimmy Chamberlin. Sono considerati una delle band più importanti degli anni novanta. Il gruppo ha raggiunto il picco di popolarità internazionale tra il 1995 e il 1997, in seguito alla realizzazione del doppio concept album “Mellon Collie and the Infinite Sadness”.


Condividi su:
Galleria Immagini