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Non i soldi, ma l’amore l’ha fatto nascere

Con Daniel abbiamo evitato di ricadere nell’aborto che mi aveva fatto soffrire. E abbiamo riparato quel grave sbaglio

Gio 26 Feb 2015 | di Patrizia Lupo | Bambini

Per raggiungere la mia mamma sono venuta in Italia che ero molto giovane, non riuscivo ad immaginare come sarebbe stata la mia vita in un Paese straniero. Qui ho conosciuto mio marito e sono diventata mamma di una bimba a 17 anni.
Non è stato un periodo facile per le difficoltà del lavoro e la stanza in subaffitto dove vivevamo, così piccola che non c’era  spazio neanche per le nostre cose.
Dopo un anno ero di nuovo incinta, ma non potevamo tenerlo. Io non avrei voluto abortire, era un bambino quello che cresceva dentro di me: come potevo togliergli la vita? Mio marito non lo voleva e alla fine, dopo averne parlato, lui non mi ha lasciato scelta e ho abortito come voleva. Sono stata molto male, piangevo tutti i giorni, mi sentivo in colpa, perché quel bambino era nostro figlio e non aveva fatto niente. Forse avrei dovuto proteggerlo di più, ma non ce la facevo. Mio marito mi guardava avvilito, solo dopo si era reso conto del male che mi aveva fatto. Quel brutto periodo poi è passato e una volta cresciuta la prima bambina ho iniziato a lavorare. Mio marito intanto aveva trovato un’occupazione stabile e ci siamo potuti permettere di andare ad abitare in una casa nostra. Una vita normale, tra alti e bassi, come quella di tanti. Le cose però accadono quando meno te lo aspetti e nel momento in cui mio marito rischiava di perdere il lavoro ho scoperto di essere incinta. Sono stata io questa volta a decidere per l’aborto: avevo paura di finire per strada, senza soldi e con la bambina da mantenere. Anche se tutto era stabilito, più si avvicinava la data e più eravamo incerti su quello che stavamo facendo. Mio marito non avrebbe voluto, perché aveva visto come ero stata male allora e anch’io non volevo. Tanti pensieri mi passavano per la testa, cercavo anche una soluzione per tenere il bambino. Mi venne in mente una persona del Segretariato Sociale per la Vita, un centro di aiuto alla vita, che mi aveva aiutato anni fa con mia figlia. Telefonai e lei non c’era, ma quando spiegai perché la cercavo, mi accolsero subito e sentendo perché volevo abortire mi parlarono del "Progetto Gemma", un aiuto economico che ci avrebbe permesso di affrontare per più di un anno le spese necessarie per il nuovo bambino, e di altri aiuti che potevano offrirci. Avevo bisogno anche di essere rassicurata per dei farmaci che avevo preso in gravidanza e mi fecero avere una consulenza gratuita con uno specialista. Andai via contenta, con un peso tolto dal cuore e, anche se le incertezze restavano, con mio marito decidemmo di tenere il bambino. Ci sembrava di riparare al male che avevamo fatto prima. Ripensandoci adesso,  posso dire che non sono stati i soldi che ci hanno spinto a tenere Daniel, ma la sensazione di non essere più soli ad affrontare le difficoltà della vita.

 

Per un aiuto sano
Segretariato Sociale per la Vita Onlus
Tel/fax 06.37.51.75.01 – 06.80.85.155
segretariato.vita@virgilio.it
www.segretariatoperlavita.it 


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