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Tv + internet (malati) e il fidanzatino diventa orco

Violenze e abusi sulle ragazzine: dati shock anche in Italia

Gio 26 Feb 2015 | di Francesco Buda | Media
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I media sono potenti e ottimi strumenti. Se usati bene. Purtroppo, però, con essi si violentano a tutto spiano i piccoli. Uno stupro di massa che brutalizza i giovanissimi. Che a loro volta finiscono per vivere relazioni degenerate fino anche a violentare. Cosa passano in Tv, sul web o al cinema? Lo sanno i genitori? E cosa succede ai loro figli e figlie, lo sanno? Altro che liberazione sessuale.  Chi pianifica certi programmi e certo marketing non è forse uno stupratore sotto mentite spoglie? Consapevolezza, grazie a scene esplicite e pornografia? Falso. Sono inganni di cui il prezzo più caro lo pagano bambini e ragazzini. Cioè i più indifesi e i più esposti alle mancanze d'amore e all'ignoranza volgare di una cultura tutta apparenza e materialismo, i bersagli più fragili, ma anche più appetibili, dei soliti mass media. 

50 SFUMATURE DI STUPRI
Non che il moralismo non abbia responsabilità, ma se la rigidità, il "puritanesimo" e il perbenismo certo non aiutano ad esprimersi nell'amore e libertà, il porno-conformismo fa peggio, nelle sue varie sfumature, da quello soft, ormai sdoganatissimo in tv che manco ce ne accorgiamo più, a quello in senso stretto. La donna bambola o quella della repubblica del "bunga bunga" e delle "cene eleganti" a casa dei potenti o quella da consumo a luci rosse, comunque usata ed abusata.
"Il loro rapporto dovrebbe essere ricondotto al ruolo di Dominatore e Sottomessa. Christian è abituato a non avere nessun tipo di relazione affettiva con una donna, il contatto è limitato alla sola vita sessuale, in cui lui impartisce ordini e la donna deve compiacerlo o verrà punita". Così Wikipedia spiega la trama di "50 sfumature di grigio", il film che ha sbancato nei cinema a San Valentino, ispirato all'omonimo best seller. Le parole della celebre enciclopedia su internet, però, non descrivono solo un romanzo o un film. È l'assurdo copione, reale e "normalizzato", del sadomasochismo, che falsifica le relazioni uomo-donna e lo scambio nella coppia, magari con tanta attrazione e seduzione, ma senz'anima, senza vera intesa. Insomma, senza amore né rispetto. 
Il sesso nell’amore è colorato, come la vita. Non grigio, come il fumo e l'ambigua nebbia. 

DA VITTIME A CARNEFICI
Che differenza c'è tra certi messaggi e i tanti abusi per i quali ci scandalizziamo? Sicuri che basti fare campagne di pubblicità progresso contro il femminicidio e la violenza sulle donne o commuoverci per i casi da telefono azzurro, se poi sotto il naso ci passa indisturbato, se non addirittura applaudito, questo inquinamento? Ce lo domandavamo su Acqua & Sapone di ottobre 2013 (vedi box a pag. 44). Ora una nuova ricerca conferma quanto già si sa, anche se tg e altri media non lo dicono: proporre il corpo come oggetto, svilire le relazioni a rude carnalità e meccanica lussuria, non solo deforma la realtà di questa potente e bellissima espressione dello scambio tra uomo e donna, ma la banalizzazione e la pornizzazione delle relazioni e del sesso fanno male e inducono a fare del male. La pornografia non solo deforma e svuota, ma è un fattore di rischio che può indurre alla violenza contro il partner. Avvertenza: è immaginabile che a questo punto scatti il campanellino "ci risiamo, ecco i soliti bacchettoni!". Evidenza: il dato (peraltro noto) ora arriva dall'Inghilterra, terra del liberalismo, del pragmatismo e del libero pensiero, fucina di innovazioni anticonformiste e antimoralistiche. Una nuova ricerca suggerisce che più i ragazzini consumano pornografia e più salgono il loro disprezzo e la violenza anche sessuale verso le ragazze. 

SOS: SESSO PER FORZA
Si tratta dell'indagine, tra le maggiori nel suo genere, mai prima condotta in Europa, sostenuta dalla Commissione europea in seno al progetto STIR (Safeguarding Teenage Intimate Relationships, Salvaguardia delle Relazioni Intime degli Adolescenti). Si è rilevato che spesso le ragazzine tra i 14 e i 17 anni in 5 Paesi europei, Italia compresa, vengono costrette a fare sesso dal partner o comunque ne subiscono vari tipi di violenze, maltrattamenti, intimidazioni e coercizioni. «Le ragazze hanno riferito grave sofferenza e danni a seguito degli abusi da parte dei fidanzati», ha spiegato il prof Nicky Stanley coautore dell'indagine. Si va dalla violenza su internet a quella “faccia a faccia”, emotiva ed anche fisica (inclusi strangolamento e colpi con oggetti), anche detta “di presenza”; dalle offese verbali alle botte, fino allo stupro. Da oltre la metà (53%) ai due terzi delle giovanissime hanno riferito esperienze di abuso e violenza interpersonale dal partner. Racconta di aver subìto violenze e/o abusi sessuali il 41% delle adolescenti inglesi, il 35% di quelle italiane, il 28% delle norvegesi, il 21% delle piccole bulgare e il 17% di quelle cipriote. E non c'è da scherzare nemmeno sul fronte maschile: da un terzo ai due terzi dei teenager maschi racconta di aver subìto almeno una forma di violenza dalla “dolce metà”. Colpisce poi che in Italia siano più i maschi (39%) che le femmine (35%) a raccontare di aver subìto violenza sessuale dal partner. 
Le teenager italiane registrano il primato sul fronte della violenza emotiva, sia via internet (su cellulare, computer o tablet) che di persona, da parte del fidanzato: 6 su 10 raccontano di essere state bersaglio di offese, parolacce, minacce anche fisiche, pressioni psicologiche, commenti negativi su aspetto fisico, amici e famiglia. In Italia, poi, spiegano al CEISE, organizzazione non governativa che segue il progetto STIR per il nostro Paese, emerge come un fenomeno ugualmente registrato da ragazzi e da ragazze (41%) la violenza emotiva di presenza ad opera del partner (offese, minacce fisiche, critiche, urla).
 
MEDIA STALKING: CATTIVI MAESTRI 
Come negare che ciò sia collegato ai contenuti malati, allo stalking emotivo riversato sui nostri bambini e ragazzi innanzitutto dalla tv e sempre più anche via internet? «Le ricerche condotte in questo campo dimostrano che l'esposizione heavy (forte, ndr) a contenuti sessuali mediatici condiziona decisamente la percezione del ruolo della sessualità nella vita di tutti i giorni», afferma l'esperta di media e minori Elisa Manna, del prestigioso istituto Censis. «Attraverso complessi studi - aggiunge - si è pervenuti alla conclusione che i fruitori di pornografia (in particolare hard core) dimostrano atteggiamenti più negativi nei confronti delle donne, violenti e "sconsiderati" nei confronti della partner, nonché la tendenza a sottovalutare la gravità dei crimini sessuali». Che tanta carnalità mediatica rovini l'amore, disturbi i rapporti e accresca la distanza tra le persone, sabotando i ponti anziché crearne, lo conferma un altro dato della nuova ricerca europea sulla salvaguardia delle relazioni intime degli adolescenti: tra i fattori di istigazione agli abusi e violenze c'è anche il guardare la pornografia. 
La percentuale di ragazze che hanno detto di aver subìto violenza risulta omogenea in tutti i Paesi, ma in Inghilterra e in Italia si registrano i livelli più alti. Guarda caso, in Inghilterra 4 e in Italia quasi 3 ragazzi su 10 hanno ammesso di guardare regolarmente pornografia. E tra i teenager inglesi consumatori di porno - sottolineano dall'Università di Bristol che ha curato la ricerca nel Regno Unito - 1 su 5 afferma di essere fortemente d'accordo con affermazioni tipo: “Di tanto in tanto è giusto picchiare una donna se è stata infedele”. Oppure: “Le donne istigano sessualmente l’uomo e poi si lamentano dell’attenzione che ricevono”. Il 22% delle adolescenti inglesi vittime del sex-bullismo ha detto di aver ricevuto violenza fisica e psicologica, intimidazioni, percosse con l’aiuto di oggetti, tentativi di strangolamento. Atti che talvolta sono sfociati in stupri veri e propri. Per alcune, sottolineano i ricercatori, la coercizione è diventata la normalità, tanto che l’abuso sessuale non è stato riconosciuto come tale. 
Il “grigio” copione del dominatore e della sottomessa diventa normale. È questo l'amore? È questo il sesso “libero”?                                                     


 

Ragazzi italiani abusati
I maschi riferiscono più violenze delle femmine

Nella ricerca sulle violenze interpersonali negli adolescenti emerge, forse in maniera inaspettata,  che i ragazzi italiani (39%) dichiarano di aver subìto violenza, anche sessuale, più delle ragazze (35%). «Questo dato è sicuramente da interpretare - spiega ad Acqua & Sapone Noemi De Luca, del CESIE che ha curato l'indagine per l'Italia -. La spiegazione che ci siamo dati è che nella nostra società le donne in generale sono più restie ad ammettere episodi di violenza e forse ancor di più non hanno gli strumenti per riconoscerli». 

 


Arriva l’App anti-violenza

Spesso il problema è che le ragazze non si rendono conto di subire violenze, anche nei rapporti di coppia. «Il fatto è che si dà tanta libertà, ma non si danno gli strumenti per comprendere ciò che è bene e male», ci dice Noemi De Luca, del Centro Studi ed Iniziative Europeo, braccio operativo in Italia del progetto europeo "Salvaguardia delle relazioni intime degli adolescenti" (STIR). Per dare una mano concreta, hanno appena lanciato una app per smartphone Android ed un sito internet mobile-friendly, cioè ben utilizzabile dai cellulari, sviluppati con la viva partecipazione anche di alcuni ragazzi. «Si tratta di due strumenti speculari che consentono ai giovani di elaborare un'autoanalisi della propria situazione relazionale in modo piuttosto piacevole, attraverso una serie di test ed una storia interattiva. Inoltre, l'app ed il sito offrono informazioni sui centri di aiuto per i giovani in difficoltà, nonché informazioni sul progetto STIR ed approfondimenti. Li abbiamo sviluppati per migliorare la consapevolezza dei giovani riguardo queste tematiche». Il sito è http://stiritup.eu/it ed in esso si trova la nuova app, scaricabile anche su www.cesie.org e su www.stiritup.eu

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