acquaesapone Interviste Esclusive
Interviste Esclusive Viaggi Editoriale Inchieste Io Giornalista TV/Cinema A&S SPORT Zona Stabile Rubriche Libri

Carolina Kostner: Vinci solo se sei felice

Dopo la squalifica, in attesa del ricorso, torna a studiare all’Università sognando le gare…

Ven 27 Feb 2015 | di Angela Iantosca | Interviste Esclusive
Foto di 9

Ha deciso che il suo sogno era il ghiaccio quando era ancora una bambina. Quando portava i pattini in salone e la mamma la sgridava, perché graffiavano il pavimento. Ma lei da quei pattini non poteva staccarsi, perché per lei erano la sua vita. E lo ha dimostrato Carolina Kostner, alla mamma e al mondo intero, con quei 7 titoli da campionessa italiana, i 2 argenti e i 3 bronzi ai campionati del mondo, con le 5 vittorie come campionessa europea e con il bronzo alle olimpiadi 2014. Ha studiato e continua a studiare, allenandosi per 5 ore al giorno tra pista e palestra: perché per librarsi sul ghiaccio ci vogliono tecnica, determinazione e capacità di non mostrare la fatica che questo sport richiede.

Ha ballato in tutto il mondo, ma a cosa pensa prima di scendere in pista Carolina?
«Ogni volta ringrazio il ghiaccio per tutte le esperienze che mi regala».

Come l'hanno sostenuta negli anni i suoi genitori?
«Sono stati i primi a darmi la fiducia e l’appoggio di cui avevo bisogno. Sin da piccolina, hanno avuto il coraggio di investire su di me, non solo finanziariamente, ma anche in tempo ed energie. Avendo anche altri due fratelli non è stato molto facile per loro, soprattutto quando all’età di quattordici anni mi trasferii in Germania. Mia mamma veniva a trovarmi quando avevo nostalgia di casa. E poi nello sport mi hanno sostenuta soprattutto non mettendomi mai pressione nel dover ottenere risultati: mi hanno sempre detto di farlo finché mi dà gioia e di metterci tutta l’energia e il cuore, e questo mi ha ovviamente aiutato tantissimo. 

Nei momenti di sconforto sono stati sempre al mio fianco, aiutandomi con consigli o anche solo distogliendomi dalle disavventure». 
Perché a volte la vita può essere più fredda del ghiaccio, perché Carolina per amore verso l’ex fidanzato Alex Schwazer, ha mentito, aiutandolo ad eludere un controllo dell’antidoping, pur non sapendo che lui si dopava. Lo ha fatto per amore, convinta che la persona con cui stava da 6 anni mai avrebbe potuto mentirle. Ed oggi è stata squalificata dal Coni per 16 mesi, nonostante lei sia totalmente estranea al doping. Uno shock, per tutti. Per lo sport, per i suoi fan e soprattutto per lei. 

In attesa del ricorso, quali sono le sue prossime tappe lavorative?
«Mi dedicherò soprattutto allo studio universitario, ma seguirò anche il ricorso al TAS contro la squalifica, dopo il quale spero di poter avere la possibilità di scegliere liberamente se tornare a gareggiare o meno. Dopodiché, il mio sogno sarebbe fare uno spettacolo di pattinaggio e musica dal vivo con artisti italiani. Mi verrebbero in mente i miei miti: Jovanotti, Elisa, Laura Pausini o Ennio Morricone…».

Quali sono le rinunce di uno sportivo?
«Credo che ogni sportivo abbia una strada, un tragitto diverso durante la sua carriera. Però, in generale, chi ha il sogno di diventare campione rinuncia già da giovane a tante cose, proprio con la motivazione e l’aspirazione di raggiungere i propri idoli e i propri sogni. Io, per esempio, mi sono trasferita in un collegio in Germania, andavo a scuola al mattino e pattinavo al pomeriggio. Non mi rimaneva molto tempo da dedicare agli amici o per essere un’adolescente come tutti gli altri della mia classe. Inoltre, adesso mi rendo conto che non ho vissuto quella fase di adolescenza in cui si discute con i genitori. Sin da giovanissima sono entrata in un sistema in cui ho sentito molta responsabilità e ciò mi ha un po’ costretta a prendere certe decisioni o a rinunciare al mio tempo libero. Però penso che ne sia valsa la pena».

A quale medaglia ambisce? 
«Parlando di medaglie, penso di aver raggiunto molto più di quello che mi aspettavo. Dopo l’olimpiade di Vancouver del 2010, che non era andata benissimo, avevo accettato l’idea che non avrei mai vinto una medaglia olimpica. Queste ultime olimpiadi le ho affrontate dicendo a me stessa che, comunque fosse andata, avrei pattinato al meglio, col sorriso, e sarei tornata a casa felice per quello che avevo fatto. Con quell’obiettivo sono andata in pista alle olimpiadi di Sochi e sono tornata a casa sia con il sorriso che con una medaglia! Però per me ancora più importante delle medaglie è stato il cammino fatto fino a quel punto: ho incontrato persone fantastiche che mi hanno aiutato e insegnato ad essere più forte di quello che credevo di poter essere. Per me lo sport è stato una scuola di vita. Credo che chi inizia uno sport deve essere campione di se stesso, prima di iniziare a contare le medaglie».

A cosa pensa quando balla sul ghiaccio?
«Quando sono sul ghiaccio provo una sensazione di libertà, leggerezza e spensieratezza. Pattinare davanti ad un pubblico, anche solamente sentire il silenzio e l’attenzione, è una cosa molto difficile da descrivere. C’è una tensione tra il pubblico e me, come pattinatrice e artista, che è molto interessante. Sulla stessa musica e sulla stessa coreografia ci sono dei giorni che ho sensazioni diverse, ed è proprio quell’incognita e quell’adrenalina che si crea prima di entrate in pista che è fantastica. Esattamente quell’adrenalina che ho odiato per anni, per paura di quello che mi attendesse. Una volta che fai pace con le pressioni, con te stessa e con quello che tu sai fare, lasci che le cose vadano come devono, accetti sconfitte e cadute».

Ha mai pensato di dire basta?
«Seriamente ho pensato di dire basta solo una volta, dopo le Olimpiadi di Vancouver dove ho proprio detto a me stessa: “Hai raggiunto il tuo limite. Accettalo e guarda avanti”. Però dopo qualche mese mi sono resa conto che non avevo ancora finito e che sentivo dentro di avere ancora tanto da dare, quindi ho ripreso e sono riuscita a tornare più forte di prima».

Cosa si prova quando si vince?
«La vittoria è una sensazione bellissima, di soddisfazione, di piacere, di gioia, di voler far festa, che non sempre si realizza subito, ma forse anche un po’ dopo quando tutto si tranquillizza e riesci a digerire le fatiche che hai fatto fino a lì. Spesso quel momento di vittoria viene un po’ disturbato dai giornalisti, che vogliono interviste e risposte e che lasciano poca libertà di sentire le proprie emozioni. Ma quando sei sul podio e ti danno la medaglia è veramente una sensazione unica, l’adrenalina è fantastica. E poi c’è la gratitudine di aver la fortuna di vivere un momento del genere, di aver avuto la possibilità anche solamente di averci provato, di avere avuto il coraggio e il sostengo di tante persone per tanti anni e di arrivare fin lì. Una volta pensavo di poter essere felice solamente vincendo o andando benissimo, in realtà è esattamente il contrario, perché una volta trovata la felicità e la serenità ho iniziato a vincere».

 


 

Campionessa

Nata a Bolzano nel 1987, ha cominciato a pattinare a 4 anni. Ha vinto la medaglia di bronzo alle Olimpiadi invernali di Sochi 2014, è stata campionessa mondiale 2012, 5 volte campionessa europea, medagliata altre quattro volte ai Campionati europei, sette volte campionessa italiana. Carolina Kostner è stata squalificata a gennaio 2015 per 16 mesi dal Coni per “complicità” nel caso di doping dell'ex fidanzato Alex Schwazer.


Condividi su:
Galleria Immagini