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Scommettiamo che ci riprendiamo?

Nel 2015 (forse), se riusciamo ad approvare una riforma sul recupero crediti

Ven 27 Feb 2015 | di Armando Marino | Soldi

In questa pagina avete letto righe e righe di rabbia e lamentele. Chi ha la forza d'animo di seguire questa rubrica, dunque, si è meritato sul campo una buona dose di ottimismo. Non sono un economista, per fortuna, solo un osservatore, dunque non ho la sfera di cristallo. Ma se oggi dovessi scommettere un euro, lo punterei su un 2015 di leggera ripresa economica. Me ne convinco soprattutto guardando alla situazione internazionale. Il calo del costo dell'energia, dovuto soprattutto a complesse ragioni politiche, può dare una grossa mano alle aziende di un Paese povero di risorse energetiche come il nostro. E poi mi pare che la coscienza di quanto sia importante evitare nuove crisi si vada diffondendo, dopo tanti anni di disordine. Al momento in cui scrivo, non ho idea di come finirà la trattativa per il debito greco e quella per il conflitto ucraino, tutte questioni lontane, ma che, se non trovassero una soluzione ragionevole finirebbero col costarci caro. Tuttavia mi pare che ci sia la volontà di smetterla di complicarci la vita. In questo quadro, sarebbe fondamentale che l'Italia si desse una mossa per cercare di approfittare della ripresa. Non dimentichiamoci che siamo praticamente l'unico Paese europeo che non ha mai invertito la rotta del declino per così tanti anni di seguito. Rischia di essere l'ultimo treno utile. Cosa possiamo fare noi cittadini e consumatori? Se io dovessi fare oggi un mutuo, ad esempio, metterei in conto che nei primi anni il tasso potrebbe subire qualche rialzo, se è variabile. Per chi è in seria difficoltà economica invece, può essere il momento di pensare davvero alla poco usata legge per la “procedura di composizione delle crisi da sovraindebitamento”. Nelle scorse settiamane i giornali hanno parlato del caso di una donna di Busto Arsizio che è riuscita a vedere applicata dal tribunale la cosiddetta legge ‘salva suicidi’, definizione orribile, la numero 3 del 2012, ottenendo la riduzione del debito con il Fisco da 86.000 a 11.000 euro. In sostanza è una norma che consente di ricontrattare il debito e sospendere pignoramenti e riscossioni forzate. Ed è applicabile. Se davvero la situazione economica è destinata a migliorare un po', potrebbe essere utile prendere una boccata d'ossigeno e tenere duro per rimettere in sesto le proprie finanze.
 Attenzione però: i limiti di applicazione sono molto stretti. Il debitore deve essere davvero non in grado di rifondere il debito, nemmeno con le sue proprietà. Nel caso della signora, il debito è stato ridotto a 11.000 euro perché questo era il valore della sua unica proprietà, una porzione di appartamento. Dunque è una possibilità per pochi. Ecco una riforma di cui avremmo bisogno: da una parte accelerare le procedure per recuperare i crediti, così lente che in Italia sono un freno agli investimenti, dall'altra introdurre procedure e consulenze gratuite per chi non è in grado di districarsi nel pantano di una situazione finanziaria personale che si fa complicata.  In fondo conviene anche al creditore: incassare una parte del proprio credito è meglio di non incassare nulla.


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