acquaesapone Attualità
Interviste Esclusive Viaggi Editoriale Inchieste Io Giornalista TV/Cinema A&S SPORT Zona Stabile Rubriche Libri

Silenzio, per favore!

In un mondo a tutto volume, corpo e mente chiedono disperatamente la quiete. E c’è chi ne ha fatto un business

Ven 27 Feb 2015 | di Claudio Cantelmo | Attualità
Foto di 2

In un mondo che si esprime urlando, siamo vittime di stimoli eccessivi che dovremmo imparare a contenere per vivere meglio: suono e silenzio costituiscono due aspetti della percezione di cui dovremmo avere quotidiana esperienza. Eppure nella società attuale il rumore ci sovrasta e assorda, tanto che persino la melodia più bella a volte corre il rischio di diventare invasiva. La biologa tedesca Ulrike Lampe, ricercatrice dell'Università di Bielefeld, durante una recente ricerca ha constatato che, a causa dei livelli malauguratamente in crescita dell'inquinamento acustico, anche gli animali hanno dovuto adattarsi al volume sempre maggiore. Come? Alzando la voce! Le cavallette, ad esempio, sembra non riescano più a percepire i messaggi di corteggiamento dei maschi a causa dei rumori umani. Sono quindi condannate a zillare (verso della cavalletta, ndr) molto più forte. Di noi umani non parliamo proprio: urliamo quando siamo stressati e arrabbiati, telefoniamo nel traffico cercando di sovrastare con la voce i rumori di fondo, strilliamo anche in luoghi pubblici dove sarebbe bene abbassare i decibel, anche nel rispetto degli altri. I negozi cosiddetti trendy hanno la colonna sonora così alta da non riuscire a sentire la risposta di un addetto alle vendite; nei supermercati e nelle banche ci assordano messaggi stentorei di promozioni e supersconti; le palestre sono più o meno discoteche senza pista per ballare, centri estetici, parrucchieri, persino molte sale d’aspetto dei medici hanno praticamente bandito il silenzio. E pensare che nel 1787, quando a Philadelphia si dettero appuntamento per scrivere la Costituzione degli Stati Uniti 55 delegati di tredici Stati americani, le strade intorno al palazzo della sede dei lavori furono coperte di terra e sabbia, affinché i rumori esterni non pregiudicassero concentrazione e pensiero! Più di duecento anni dopo è il nostro cervello a reclamare silenzio, provato com’è dall’overdose di sollecitazioni acustiche, a volte volute, ma più spesso subite. Ammalarsi di rumore Gli ultimi studi in campo medico e psicologico mostrano con chiarezza sempre maggiore che alcune situazioni ambientali costituiscono una fonte di stress da non sottovalutare, disturbano la psiche e accelerano l’invecchiamento fisico: comparsa di rughe, occhiaie e borse sotto gli occhi, sbalzi d’umore, irritabilità, insonnia e mancanza di concentrazione sono spesso legate proprio ai rumori che ci circondano. Il neurologo Richard Restak sostiene che la società contemporanea sta inducendo profonde modifiche alla struttura stessa del cervello: l’iperattività indotta dalle nuove tecnologie e dall’essere sempre connessi ci porta a un deficit d’attenzione e alla facile caduta nella stanchezza cronica, nell’ansia, nella depressione. Alcuni epidemiologi americani hanno dimostrato che il suono dei cellulari, gli annunci vocali continui, i bip bip senza sosta, il costante brusio sonoro sono tra le cause che contribuiscono all’innalzamento della pressione arteriosa. La Harvard Business Review ha sottolineato come “se la nostra mente si riempie di rumori irresponsabili, che non hanno alcun significato per noi, il cervello perde progressivamente la sua capacità”. È veramente d’oro Il silenzio, invece, da tempi ormai lontanissimi viene considerato uno degli strumenti più efficaci per recuperare un completo equilibrio. Con il silenzio, respiro e battito del cuore tornano pian piano alla normalità e la pressione sanguigna raggiunge parametri più salutari; gli scienziati, poi, con laica determinazione, incitano a riprendersi il diritto al silenzio. Per un motivo banale ed ecumenico: vivere meglio e più a lungo. È un caso che due grandi registi, Martin Scorsese e Pedro Almodóvar, stiano lavorando rispettivamente a due film dal titolo analogo (Silenzio-Silence). Dalla Francia e dalla Gran Bretagna arrivano due cartoni animati privi di parola, con i pupazzi protagonisti. Ma soprattutto prolifera “l’industria della quiete”, segno che di un bisogno si tratta secondo la nota legge della domanda e dell’offerta. Nel 2010 è stata addirittura fondata l’Accademia del silenzio, con sede ad Anghiari, vicino ad Arezzo, e di anno in anno aumentano gli iscritti e le iniziative proposte Tacere fa tendenza Sulla scia della moda americana, si stanno diffondendo anche in Italia i “silent party”, feste a zero decibel; il vagone silenzio di Frecciarossa, partito con pochi estimatori, ora è perennemente esaurito (non si può parlare al cellulare e dunque si è esonerati dall’ascoltare schermaglie da amanti, ordini alle segretarie, “sciacquoni” ai figli etc.); le ferrovie stanno estendendo a molti scali il progetto Stazioni silenziose, perché, secondo una loro ricerca, il 70% dei passeggeri vorrebbe evitare i messaggi via altoparlante, prediligendo monitor e tabelloni. In Trentino e in altre zone hanno organizzato Capodanni senza botti, con i partecipanti obbligati a godersi natura e zero rumore; un gruppo di appassionati di bicicletta ha creato le “Strade zitte”, un progetto per riscoprire itinerari tranquilli di vie secondarie, anche cittadine; più di un’azienda ha lanciato sul mercato cuffie tecnologiche per non sentire nulla; i produttori di serramenti doppi e tripli stanno facendo affari d’oro; le vacanze in convento o in altre comunità con percorsi di silenzio sono apprezzate non soltanto dai credenti: pare che molti varchino la soglia sacra perché sentono il bisogno di riorganizzare i pensieri, avere un po’ di pace, liberarsi della spazzatura acustica. Papa Francesco, poi, non fa che ripetere di fare silenzio, perché proprio «lì c’è Dio». Strillo dunque sono? Ma del silenzio si ha anche paura, perché chiama in causa la solitudine, pratica non facile da consumare: quanti di noi accendono stereo o televisore esclusivamente per non sentirsi soli? Pare quasi sia scomparso il piacere e la capacità di stare da soli, esprimendo un sé dotato di senso. Lo psicanalista Gustavo Pietropolli Charmet, nome di riferimento quando si parla di adolescenti, mette in guardia genitori, educatori e società che, bandendo il silenzio e incentivando la “caciara”, minano l’identità stessa dei giovani: «I ragazzi, aumentando i decibel, si illudono di avere un gruppo, di essere in relazione, di non essere tagliati fuori. Sbagliato: la vera conoscenza di sé avviene mettendo a tacere il “fuori” e aprendo al massimo volume del “dentro”».



CUFFIA PER LA QUIETE
Esiste un sistema per creare un senso di silenzio assoluto: le cuffie Active Noise Reduction. Grazie al controllo intelligente del rumore, permettono di godersi la quiete totale senza il frastuono che solitamente circonda la nostra esistenza. Il chip del sistema guida le sorgenti sonore, emanando un'onda anti-rumore in grado di compensare il rumore presente all’interno dell’orecchio. Attenzione però all'utilizzo: evitare di usare le cuffie per strada, possono diventare pericolose!



COME ESERCITARSI AL SILENZIO
è possibile esercitarsi al silenzio, ritagliandosi un momento in diverse situazioni della giornata, tra i rumori e i suoni della natura, in un parco o in garace, in ufficio e a casa. IN UFFICIO Chi lavora in un open space tende a perdere più tempo e fatica a concentrarsi: ecco perché ai profili manager di solito spetta una postazione più appartata. Imparare a isolarsi, scegliendo sì un momento da condividere con i colleghi per una pausa caffè, utile anche per staccare, ma nel resto della giornata preoccuparsi di essere produttivi, lavorando meglio senza dispersione di energie. Se la tua professione lo consente, utilizza le cuffie con una musica rilassante: aumenterai proficuamente la concentrazione. A CASA Un bagno tiepido con gli aromi più adatti al rilassamento di corpo e mente può essere un toccasana: lo scrosciare dell’acqua, proprio come la maggior parte dei suoni della natura, favorisce il benessere totale. L’acqua e il silenzio possono portar via ogni tensione, ripristinare l’equilibrio partendo dal corpo sino ad arrivare allo spirito.   

Condividi su: