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Tg da paura

I telegiornali italiani PUNTANO SUI fatti di sangue MIXATI AL GOSSIP e alle notizie “soft”, ma alla gente è altro che interessa

Ven 27 Mar 2015 | di Francesco Buda | Media
Foto di 7

«Salve a tutti, mi stavo domandando se anche a voi il telegiornale e in generale tutte le trasmissioni che si occupano di cronaca nera, grigia e tutti gli altri colori sfigati, produce un effetto d'ansia come quello da cui mi sento pervadere io!!!». Così scrive “Mandarino” su un forum di discussione dedicato all'ansia. Gli risponde l'utente “Diverso”: «A me è già da un po' di tempo che il telegiornale dà fastidio... tanto fastidio. I telegiornali ti impallano il cervello... sangue, morte, sangue, morte... poi spiaggia e tintarella e mode... sangue, morte, sangue... e calendari, saldi, tette rifatte». Esagerati questi commenti su internet? Stando alla radiografia  dell'Osservatorio di Pavia con Demos & PI sulla rappresentazione mediatica della sicurezza, hanno ragione. I presunti organi di informazione televisiva nazionale italiana primeggiano a livello europeo nel dolore-show alternato a superficialità guardona. Horror mixato al gossip. Questo il cocktail servito quotidianamente dai principali Tg nazionali in prima serata, compresi quelli pagati coi soldi dei cittadini.

PASSIONE CRIMINALE  E PETTEGOLA
Dopo un certo affievolimento, il fenomeno è ripreso violentemente. Un dato su tutti: in soli 4 mesi sono stati capaci di ammorbare e molestare la cena del pubblico sparando ben 867 notizie sulla povera Sarah Scazzi, la ragazzina di Avetrana, nei Tg di prima serata. Il caso della scomparsa della piccola Yara Gambirasio in 35 giorni, è stato strillato dai Tg di punta ben 317 volte. Il Presidente degli Stati Uniti d'America, Barack Obama, l'uomo più potente del mondo, nell'intero 2010 ha avuto 1.602 notizie sulle edizioni principali dei 7 Tg nazionali, rileva la società di analisi sui media Vidierre. Gli stessi Tg hanno dato 5.170 notizie di criminalità tra gennaio e dicembre 2010. Ripiombando così nel tunnel morboso del 2007, quando il caso Cogne (al quale nel 2002 furono dedicate 2.032 notizie) e l'omicidio della signora Reggiani fecero schizzare questo tipo di informazioni ad un totale di 5.827, sempre in prima serata su Rai e Mediaset. A tanto veleno vengono sempre più affiancate “notizie” di costume e società. E il passo dal cronista al tronista è breve: al top della telesuperficialità c'è Studio Aperto, dove quasi una su 5 riguarda la cronaca “soft”, cucina, vip e altre amenità. Seguono sul podio della vacuità il Tg4 e  il Tg Uno.

PERCHE' COSì LONTANI DALLA VITA E DALLE COSE SERIE?

Questo mondo sbirciato dalla serratura che crea emergenze a suon di delitti-reality è lontano dalla realtà, dalle vere priorità delle persone e da ciò che ritengono importante: disoccupazione, situazione economica, costo della vita e sanità sono i temi più a cuore della gente. Per il 65% degli italiani – rileva inoltre l'indagine dell'Osservatorio europeo sulla sicurezza - tra le cose da affrontare con urgenza al primo posto ci sono i temi economici, e solo il 5% vede la criminalità come emergenza. E, se proprio si vuol stare sulle paure, quelle che più hanno addosso gli italiani riguardano nell’ordine la distruzione dell'ambiente, il futuro dei figli, la criminalità organizzata (non quella minuta e da thriller che sparano i Tg), la sicurezza dei cibi, il lavoro e la salute. 6 su 10 chiedono risposte su lavoro e crisi, l'indice delle paure legate alla criminalità è sceso dal 43% del 2007 all'attuale 33% e questi gli rifilano stupri, violenze, ricette, sfilate e pettegolezzi! Oppure politici che parlano senza farsi capire. Studio Aperto, Tg5 e Tg Uno mettono i fatti criminosi al primo posto nell'ultimo quadrimestre 2010. 12 notizie su 100 al Tg Uno – pagato coi soldi dei cittadini - sono “criminali” e circa 13 di “costume e società”. Cioè una notizia su 4 è distante dalla vita della gente, con l'avvilente primato internazionale: tra i notiziari dei  servizi pubblici di Italia, Francia, Spagna, Germania e Gran Bretagna analizzati dall'Osservatorio di Pavia, il Tg Uno è quello più appassionato di cronaca nera e delitti: nel 2010 ha dedicato oltre 1.000 notizie a queste tragedie in prima serata, il doppio rispetto al Tg pubblico spagnolo, 3 volte tanto quello inglese, 4 volte in più di quello francese e 18 volte rispetto al Tg pubblico tedesco. Imbattibile però è Italia Uno: a Studio Aperto da settembre a dicembre scorsi quasi un titolo su 3 era di criminalità. 

CARO GIORNALISTA, MERITI DI PIU'
Ma davvero chi lavora nei Tg vuole questo? Anni e anni a sgobbare, o sgomitare, per finire a strillare titoli da film dell'horror, a lanciare “sceneggiature” tra il fotoromanzo e il reality show? O fare il presentatore di ricette culinarie, scovare corna, bambolotte siliconate a caccia di pruriti telecomandati. Chi fa questo mestiere merita di occuparsi di cose normali e serie e chi guarda il Tg merita notizie normali, cioè attinenti alla sua vita, utili, che parlino del mondo, delle cose che contano.
Non si tratta di dire tutti i giorni che 24 mila bimbi quotidianamente muoiono di fame, ma almeno di non disturbare quelli dell'opulento Bel Paese e di raccontare ai loro genitori fatti, persone,  storie per la vita. Si dice che la stampa funziona se punta sulle tre “S”: sesso, soldi, sangue. Gli italiani hanno un alfabeto molto più ampio e una grammatica molto più bella e normale.

 



MA QUALE CRIMINE? 

Quanti Tg hanno detto che i dati sulle emissioni inquinanti dell'inceneritore di Colleferro (nel Lazio) venivano truccati sistematicamente via internet?

Sui reati ovviamente occorre informare. E qui c'è un grosso inganno: i delitti di sangue – per quanto dolorosi e nocivi – coprono altri reati e comportamenti ben più dannosi. Avetrana, Erika e Omar, Sarah, Cogne e Franzoni, Garlasco, Gravina di Puglia, il “piccolo Tommy”, Amanda e Meredith, Unabomber, Elisa Claps... a tutti dicono qualcosa, sono di casa. Ma altri nomi di personaggi accusati e magari condannati per reati anche molto gravi sono degli illustri sconosciuti. Perché non c'è la stessa attenzione mediatica su mafie e reti politico-affaristiche che stanno dissanguando il Paese? Basti pensare alla cricca degli appalti truccati: quella piovra pagata dai cittadini che, ad esempio, ha messo le mani sui cantieri per costruire la scuola dei Marescialli dei Carabinieri a Firenze e su uffici delle massime istituzioni e persino dei servizi segreti. E gli sprechi e gli intrighi della casta che depaupera la sanità di tutti, toglie l'acqua dal controllo pubblico e non è capace di garantire strade sicure? La Guardia di Finanza informa che l'aumento delle denunce per fatti di corruzione e concussione accertati nel 2009 ha raggiunto, rispettivamente, il  229% e il  153% rispetto all'anno precedente. Quanti Tg hanno detto che i dati sulle emissioni inquinanti dell'inceneritore di Colleferro (nel Lazio) venivano truccati sistematicamente via internet? 7 italiani su 10, rileva il Rapporto dell'Osservatorio di Pavia, nel 2010 sentono molto più grave la criminalità organizzata (mafia, 'ndrangheta, camorra et similia) e avvertono meno pericolo nei crimini non mafiosi e simili. Crea più insicurezza e danni economici, ambientali e sociali non fare la raccolta differenziata che una rapina e le tante frodi in giacca e cravatta. Ma non si dice in tv.

 



NON SEMPRE IL SANGUE ALZA GLI ASCOLTI

Ma la gente vuole questo, gli italiani sono fans degli orrori? A sfatare certi miti basta guardare due dati: quante brutte notizie insanguinate hanno dato i Tg e quanti ascolti hanno avuto. Dal gennaio a dicembre 2010, le notizie criminali sono state 512 sul Tg 5, 440 sul Tg Uno e 154 su quello de La 7. Ebbene, proprio quest'ultimo è quello ad aver registrato un aumento di ascolti nel quadrimestre in cui gli altri si sono fissati sul delitto di Avetrana, passando dal 3,1 all'8,2% (dati Osservatorio Europeo sulla sicurezza). I concorrenti di Mediaset e Rai hanno perso spettatori.


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