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Baby sicurezza

Sicuri che il “nido” domestico sia sicuro per i nostri bimbi? Cosa sapere e cosa fare. Senza ansie

Lun 30 Mar 2015 | di Francesco Buda | Bambini

Da amorevole nido, la casa può diventare un campo di battaglia: «Nell'Unione europea gli incidenti domestici e del tempo libero sono la prima causa di morte in età pediatrica, cioè da zero 0 a 14 anni», taglia corto il dottor Alessio Pitidis, primo ricercatore dell'Istituto superiore di sanità, dove è responsabile del Dipartimento Sicurezza in ambiente domestico. Tutto in un baleno può  trasformarsi in attraenti quanto pericolose insidie per i bimbi: un cavo elettrico, un elettrodomestico, un semplice scalino, la stessa culla o il lettino e persino una caramella, spigoli, acqua, medicine, i tanti colorati flaconi tra bagno e cucina e la miriade di oggetti.  Situazioni normali per un adulto e ciò che andava benissimo per single e coppie con l'arrivo della prole va rivisto e messo in sicurezza. Dunque l'amore del nido familiare, per essere tale, deve naturalmente e necessariamente dotarsi di buon senso e tradursi in pratiche attente ai rischi e pericoli tra le mura domestiche anche per i piccoli. «Un esercizio che raccomandiamo - spiega il dottor Pitidis, che guida il SINIACA, Sistema nazionale di sorveglianza ospedaliera degli incidenti in civile abitazione - è di sedersi a terra per guardare con gli occhi del bambino, tenendo conto che il bambino non ha chiara e piena percezione del pericolo. In tal modo, dal suo punto di vista possiamo valutare i rischi». 
Che meraviglia! La questione, tutto sommato, è semplice come la vita: non si tratta di diventare ingegneri, elettricisti, medici o pompieri né di stressare se stessi e i pargoli con rigide regole e fobie, in preda alla sindrome dell’agente di custodia.
Innanzitutto, come sempre, basta vederli, coglierli e rispettarli. Basta partire dal loro punto di vista, dalla loro natura. Sembra banale, eh? Ma quanti sanno, ad esempio, che il girello è da evitare? «Non va usato - spiega Pitidis - poiché dà falsa percezione di equilibrio e controllo dei movimenti». «Ogni anno muoiono 10 bambini travolti dal televisore: ma cosa costa fare più attenzione e metterlo in posizione sicura? Le scale sono troppo ripide e non posso cambiarle? Ok, ma almeno metto una lampadina forte ed aumento la visibilità. Cosa costa mettere i cancelletti sulle scale? E cosa ci vuole a mettere farmaci e detersivi in alto, anziché sotto il lavello?  La regola d'oro è il buon senso», chiarisce il dotto Francesco Fadda, tanto sensibile e dedicato quanto esperto nella prevenzione degli incidenti domestici e nella cura e tutela dei bambini, responsabile dell'U.O. Pediatria di Comunità della ASL di Nuoro. È suo il vademecum "Bambini sicuri in casa - Piccola guida per i genitori", pubblicato a marzo dal Ministero della Salute.  
Dunque niente ossessioni e fobie, altrimenti si fanno altri danni, trasmettendo ansia e paure che possono durare una vita. Ma certo attenzione. «Quello che ancora spesso manca - afferma Fadda - è la cultura della sicurezza in casa. Ad esempio, il casco per andare in moto si usa da quando è obbligatorio per legge, mentre si va e si mandano in bici i ragazzini senza casco perché non non c'è un obbligo legale! E servono pure i mass media che informino, come fate voi con Acqua & Sapone. C'è dunque anche un problema di comunicazione del fenomeno, che non viene abbastanza trattato, mentre, ad esempio, si fanno titoloni e prime pagine sugli incidenti dei giovani il sabato sera. Eppure gli incidenti, con morti e feriti, nelle mura domestiche sono infinitamente di più e le vittime sono giovani donne, bambini ed anziani». 
Nel 2013 si sono registrati in Italia 181.227 incidenti stradali con lesioni a persone. Mentre, gli incidenti domestici sono stati 3 milioni e 444mila, con 2.960.000 finite al pronto soccorso. «Circa 300mila bambini da zero ai 14 anni finiscono ogni anno al pronto soccorso per infortunio domestico», rammenta il dottor Pitidis. 
Le situazioni di pericolo possono essere infinite. Ma tanti sono anche comportamenti e misure preventive attuabili semplicemente. Qui pubblichiamo in sintesi il vademecum, semplice e pratico, da poco pubblicato dal Governo. Segue passo passo lo sviluppo del bimbo, poiché i rischi variano con le fasi di crescita. 
Come spiega il Ministero, non si vuole proporre "una modalità di accrescimento blindata e iperprotettiva, ma serve per farci riflettere sullo sforzo necessario al fine di raggiungere un equilibrio sereno fra il controllo dei nostri figli e il dare loro la necessaria autonomia. È sufficiente non trattare il bambino come un giocattolo inanimato: è capace di azioni che solo il giorno prima non era in grado di fare e che noi mai pensavamo potesse fare il giorno dopo".                                  
 

 
Vademecum

Fino agli otto mesi i rischi sono: di caduta, di asfissia/annegamento, di ustione ed incidente a bordo dell'automobile. Dal dodicesimo mese in poi si aggiunge il rischio di intossicazione/avvelenamento, diventando il bimbo più abile nel muoversi e nell'usare entrambe le manine. 

A 1 mese
Guarda gli oggetti. Si immobilizza per un rumore forte. Le mani sono serrate a pugno.

A 3 mesi
Segue con gli occhi una fonte luminosa. In posizione prona solleva la testa. Comincia ad esplorare con la bocca tutto quello che gli passa a tiro.
 
Misure di prevenzione
ll bebè non va lasciato solo sul fasciatoio o su piani elevati da terra (neppure se dobbiamo salutare papà o mamma che esce o per cambiare canale alla tv). Prima di iniziare qualsiasi operazione complessa, per es. il cambio del pannolino, è necessario avere tutto a disposizione; non rispondere ai campanelli (di casa, del telefono, del cellulare, ecc.) fino ad impresa ultimata. Le sbarre del lettino non devono avere una distanza superiore a 6 cm e un’altezza inferiore a 75 cm; il materassino deve essere incastrato fortemente sul fondo, cosicché il bimbo non possa infilarci la testolina. L'acqua calda per il bagnetto deve essere a temperatura inferiore a 50°C per evitare spiacevoli effetti “gambero” (arrossamenti e scottature). Consigliata almeno la “prova gomito”: l'adulto si passa l'acqua sul gomito per verificare se scotta, prima di bagnare o lavare il pargoletto. Ugualmente si raccomanda la “prova dorso della mano” per gli alimenti e i liquidi del biberon.

A 6 mesi
Raggiunge gli oggetti a portata di mano. Guarda l’oggetto che tiene in mano e lo sposta tra le due mani. Rimane seduto per qualche momento. Porta i piedi alla bocca. Non apprezza gli estranei.

A 9 mesi
Si alza aggrappandosi. Si mette seduto. Prende piccoli oggetti. Lascia cadere o scaglia volontariamente giocattoli e altre cose che riesce a raggiungere. Tocca tutto.
Esplora con la bocca tutto quello che gli passa a tiro. Batte le mani. Imita i suoni.
 
Misure di prevenzione 
Usare un fasciatoio, una bilancia e un lettino con bordi alti. Il bambino va bloccato al seggiolone con gli appositi sistemi di ritenuta: usateli SEMPRE e controllate che il marchingegno sia a norma e che siano presenti tutti i timbri regolamentari (marchio CE... Ok!). Nel bagnetto non lasciate il bambino MAI solo, anche se c’è solo qualche cm di acqua. Può scivolare e soffocare. A gattoni il bambino può raggiungere qualsiasi trappola simpatica: attenti a caminetti, scale, fornelli, manici di pentole sporgenti dai ripiani o dai fornelli della cucina. 
Bloccate i mobili bassi con idonei bloccaporte o serrature per evitare contusioni, usate i paraspigoli. Del girello non ne parliamo, perché non va usato; senza se e senza ma! Le tende possono rappresentare un pericolo perché il bambino per alzarsi può tirarle a sé: evitate di lasciare il bimbo incustodito e accertatevi che le tende siano robuste, fissate a travi in grado di reggere 100 kg a strappo. Attenti anche ai mobili o altri oggetti intorno, su cui il bambino, nel tentativo di raggiungere la posizione eretta, può urtare per un’eventuale caduta. Il bambino trova irresistibile giocare con le tovaglie e trascinarsele addosso: attenti alle pentole e scodelle che si trovano sopra, soprattutto se contengono alimenti bollenti, ai ferri da stiro dimenticati, ai bicchieri di vetro, ai coltelli appuntiti! 
Riponete gli oggetti taglienti in luoghi non esplorabili. Cordini, braccialetti, orecchini, piercing, I-pod, Mp3, ecc., vanno conservati accuratamente in un cassetto blindato fino raggiungimento di una età maggiore. Fino ad allora il bambino potrebbe utilizzare queste preziose cosette ed esporsi a un rischio. Un figlio può rappresentare un'ottima occasione per riordinare cavi volanti e prese elettriche penzoloni. Buttate apparecchi con cavi consunti e non a norma. 
 
A 12 mesi
Offre un giocattolo. Collabora nel vestirsi. Cammina se tenuto per mano. Comincia a dire “no”. Smonta le scatolette. Usa le mani anche assieme. Sfoglia il suo libro.

A 18 mesi
Sta seduto su una sedia. Utilizza una matita. Indica figure interessanti del suo libro. Costruisce torri con due- tre cubi. Abbraccia la bambola preferita. Obbedisce a semplici comandi. Si occupa di tutti i rami del sapere e della conoscenza.

Misure di prevenzione 
Non è ancora il momento di regalare macchinine, bamboline, perline. Facilmente i pezzi (bottoni, piccole parti in plastica e stoffa) finiscono in trachea. Attenti anche agli alimenti non idonei come arachidi, chicchi di uva, pomodorini, caramelline dure o gommose, carote crude, pezzettini e semi di mela, prosciutto crudo, wurstel: possono finire in trachea e causare soffocamento. Il piccolo è curioso come una scimmia, rapido come una lepre, silenzioso come un gatto, furbo come un furetto. L’adulto (sapiens, criterio essenziale) deve fare attenzione a sottrargli la possibilità di assaggiare sostanze pericolose mettendo detersivi, insetticidi, farmaci o alcolici fuori dalla sua portata. Anche molte piante da appartamento sono velenose (stella di Natale, ciclamino, oleandro, ficus). Fra i numeri telefonici importanti è buona regola includere anche il numero del Centro Anti Veleni-CAV regionale. Non cedete ai suoi ricatti del tipo “chiamo il Telefono Azzurro” se lo bloccate al seggiolone. Utilizzate bloccaporte o serrature per pensili bassi e sottolavelli e paraspigoli. Dopo l'uso svuotare subito vasche da bagno, secchi, bidet o altri recipienti. Togliete immediatamente giochi, giocattoli, detergenti: altrimenti è come proporre al bambino una gita al Gran Canyon. Posizionate cancelletti, all'inizio e alla fine delle scale. Le pentole sul piano cottura, il vetro del forno, il ferro da stiro in funzione e il caminetto acceso attirano fortemente il giovane Nerone: non lasciamogli queste tentazioni a portata di mano. Mettete via dopo l’uso gli apparecchi elettrici, i ferri da stiro, le prolunghe e i cavi. È buona norma, anche antincendio, vestire il bambino con tessuti naturali: i sintetici raddoppiano i rischi di ustione in caso di incidente.

A 2 anni
Sa fare una torre di 6-7 cubi. Nomina 2-3 figure. Calcia la palla. Sale e scende le scale. Utilizza il cucchiaio. Imita le persone. Capisce le spiegazioni.

A 3 anni
Apre cassetti. Svita e apre recipienti. Infila perline. Fa domande. Va in triciclo. Gira le pagine del suo libro e nomina le figure. Conosce il proprio nome.

Misure di prevenzione 
Siamo in pieno periodo di guerra! Montate i cancelletti per le scale, usate i paraspigoli, fissate le librerie al muro, chiudete a chiave i cassetti: aperti possono rappresentare ottime scalette per arrampicarsi. Riponete la chincaglieria ornamentale e i soprammobili fuori dalla portata del bambino. I tappeti devono essere antiscivolo; se non lo sono, mettete le reti in gomma sotto i tappeti: costano poco, dovete solo superare la pigrizia di andarle a cercare nei negozi. Vicino a finestre, balconi e terrazze non lasciate sedie, vasi, giocattoli o qualsiasi attrezzo che possa essere utilizzato per fare l’arrampicata e il susseguente tentativo di planata. Il bambino non lo sa, ma noi lo sappiamo che non è l'Uomo Ragno; eventualmente installate reti di protezione o alzate le ringhiere. I vetri delle porte e delle finestre vanno rivestiti da una pellicola adesiva che impedisca il frantumarsi degli stessi in caso di urto. Gli oggetti piccoli, taglienti o appuntiti e i sacchetti di plastica non devono comparire nelle zone trafficate dal bambino. Non travasate mai prodotti chimici in contenitori diversi dagli originali. Custodite detersivi, farmaci, alcolici, insetticidi in luoghi idonei e chiusi. Insegnate al bambino i principali simboli di pericolo presenti sulle etichette. Accendini e fiammiferi devono essere posti in cassetti chiusi a chiave o zone custodite. Acquistate un rilevatore di fumo e incendi e un rilevatore di gas. Avere in casa un estintore a polvere... aiuta! Eseguite la corretta e puntuale manutenzione degli impianti e apparecchi che sono ovviamente a norma e affidatevi ad impiantisti esperti e qualificati. Il bambino non va lasciato MAI solo in bagno, soprattutto in presenza di apparecchi elettrici in tensione. Nella vasca usate tappetini anti sdrucciolo. Insegnate al bambino che gli animali domestici non sono di peluche e potrebbero adirarsi se disturbati o maltrattati. I sensori di retromarcia sono strumenti di prevenzione essenziali per evitare danni ai bambini se si trovano nei paraggi dell'auto mentre fate manovra. Se non li avete già, potete applicare quelli che si fissano sui lati della targa, senza danni alla carrozzeria. Costano poco e sono impagabili per evitare il rischio di investire il bambino mentre in garage magari gioca dietro la macchina.

A 4 anni
È grande. Gioca a fare l’adulto. Salta, corre, scala, lancia, ecc.

A 5-6 anni
Indipendente. Non valuta la velocità delle macchine.

Misure di prevenzione 
Tutte le precedenti e anche altre difficili da prevedere. Il giardino, il garage, la strada o la piscina per lui sono altrettanti parchi giochi, se l’adulto non è serenamente presente e attento. La bicicletta va benissimo, se usata in giardino o in un parco chiuso... ma sempre con il casco! Letto a castello, finestre, mobili sono ottime occasioni “da lancio”: barriere, reti di protezione, blocca finestre, tappeti antiscivolo servono a prevenire l’esperienza negativa.
Accendini, fuochi d’artificio, botti, candele: devono essere inaccessibili. Alcolici, bacche: spiegate bene al bambino i pericoli di ingestione. Asciugacapelli, trapano, utensili elettrici da cucina: scollegateli e riponeteli subito dopo l’uso. Coltelli, forbici, oggetti taglienti: in ordine e al loro posto! Per strada: far indossare abiti chiari più visibili la sera o con rifrangenti su zaini e scarpe. 



OCCHIO IN AUTO Seggiolino salva-vita
Un vero salvavita è il seggiolino per i bimbi in auto. Secondo gli esperti riduce dell'80% il rischio di lesioni e del 70% la probabilità che il piccolo muoia in caso di incidente. Se vogliamo davvero bene ai nostri bimbi, lo dobbiamo usare. In Italia perde la vita sulla strada una persona di età tra zero e 14 anni ogni settimana (12.501 feriti solo nel 2011, dati Aci-Istat) e ogni anno circa 5.000 bambini nell'Unione Europea, dove gli incidenti stradali sono la prima causa di decesso tra i 5 e i 14 anni di età, secondo l'Organizzazione mondiale della sanità. Prima che un obbligo di legge, far viaggiare i bimbi sul seggiolino è una regola di vita. Altrimenti, che razza di “bene” è quello che gli mette addosso il rischio? La regola vale fino a quando il pargolo avrà raggiunto un metro e mezzo di altezza. Anche per piccoli tragitti e a basse velocità: l'adulto che preferisce restare avvinghiato al nipotino in auto, lo sa che prendere una botta a 30 chilometri orari è come cadere dal primo piano? A 50 km orari equivale poi ad un volo dal terzo piano e a 70 all'ora è come precipitare dal settimo piano! Ma un incidente può essere mortale anche alla velocità di 20 km/h. E la scusa che si tratta di pochi metri di viaggio non serve: 4 volte su 10 gli incidenti mortali nei bambini si verificano durante percorsi inferiori a 3 km, la maggior parte nel tragitto casa-scuola-lavoro. Leggi gli articoli di approfondimento su www.ioacquaesapone.it. "Mi vuoi bene? E allora mettimi sul seggiolino" e "Mi ami? Usa il seggiolino!". Guarda cosa succede ad un bimbo in auto senza seggiolino su www.ioacquaesapone.it/articolo.php?id=1303.

 


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